Up & Down #153

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Non teme i trendsetter irlandesi la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Il secondo appuntamento del registrato Coca Cola Summer Festival regala almeno due momenti da archivio storico. Anna Tatangelo che presenta il suo nuovo singolo e viene ben presto accusata di aver plagiato ‘Vamos a Bailar‘ di Paola e Chiara (!!!) e l’esibizione (in playback) di Antonello Venditti anche lui sul palco a lanciare la nuova creazione. Una ragazza Dj (!!!) alle spalle, due coriste anni ’80 che muovono i fianchi, un brano tra i più orrendi della storia della musica tutta e il cantante romano che in due-tre occasioni si produce in un dinoccolato ballo che neanche su Paperissima. Atroce.

* Arrivano i Muse a Roma e la stampa nazionale impazzisce. Il Messaggero titola baldanzoso: “Energia rock e droni in volo: a Capannelle show a Muse duro. Cliché + gioco di parole = sublime. Grazie di cuore.

* Repubblica.it con Ernesto Assante rilancia piccata: “Il ritorno dei Muse, i profeti del rock”. Nel 2015 egli usa ancora la parola “profeta”. Bestemmia e rutto libero si rendono necessari.

* Non ne abbiamo abbastanza. Ancora Repubblica ma versione cartacea: “Voliamo sul pubblico col nostro drone rock”. Il genio non dorme mai.

* E ancora Corriere.it/Roma: “Quasi due ore ininterrotte di suoni prepotenti che confermano i Muse fra le stelle del rock”. La prepotenza vince sempre.

* Triste parabola quella del 41enne Finley Quaye, talento perduto e tremendamente sprecato, figlio d’arte, che durante un concerto al Convent Club a Woodchester viene cacciato dal palco dal promoter dopo aver tediato i presenti con una lunga jam senza senso.

* Phil Rudd (ex-Ac/Dc) arrestato nuovamente per aver violato gli arresti domiciliari. L’ultima notizia non notizia.

[UP]

* Arthur Cave.

* Straordinario James Corden che durante il suo “The Late Late Show” invita nell’auto-karaoke il mitico Rod Stewart. Impareggiabile esperienza con sorpresa (A$AP Rocky) e momento top nel finale quando Stewart viene riconosciuto… meraviglioso tutto.

* Arcade Fire are releasing a feature film The Reflektor Tapes. Diretto da Kahlil Joseph sarà fuori a partire dal 24 settembre.

* Tutta colpa delle tette della Kardashian. Sinead O’Connor si scaglia contro il Rolling Stone e invita a bannarlo. La coerenza sempre.

* La bassa qualità non paga mai. Neil Young lo sa bene (e chi meglio di lui?). Decide così di farla finita con la musica piazzata in streaming. “Streaming has ended for me. I hope this is ok for my fans. It’s not because of the money, although my share (like all the other artists) was dramatically reduced by bad deals made without my consent. It’s about sound quality. I don’t need my music to be devalued by the worst quality in the history of broadcasting or any other form of distribution. I don’t feel right allowing this to be sold to my fans. It’s bad for my music. For me, It’s about making and distributing music people can really hear and feel. I stand for that. When the quality is back, I’ll give it another look. Never say never. Neil Young”. Che Dio ti benedica sempre.

* In un fine settimana segnato da eventi, festival, arrivi e partenze, la copertina spetta al nostro Nick accollato giorno e notte a Matthew Bellamy dei Muse. Al grido di W Roma e i Moscow Mule eccoli felici all’ombra del Colosseo.

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