Up & Down #147

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Non teme la sciabolata disperata la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Notizie minori, mali peggiori. Martin Gore from Depeche Mode‬ is a Killers fan”. Brutta la vecchiaia.

* Pozzo senza fine. Attingiamo sicuri. Repubblica.it dispensa la sua perla settimanale: “50 anni di ‘Satisfaction’. Gli Stones sono il rock”. Anche l’animaccia vostra.

* St. Vincent è ormai diventata un’abitudinaria della cronaca “curiosa”. Dalle tele sfregiate in Sud America alla relazione finita con la bella Cara Delevingne, fino al maldestro tentativo di rinveridire i fasti di un Iggy Pop qualunque. Si arrampica come un bradipo sugli amplificatori e rischia la vita. Darsi una calmata.

* Bonotributa Morrissey durante un concerto degli U2. Sorry, ma è sempre down.

* Mark Kozelek (Sun Kil Moon) ritorna in Italia. Evviva. Questa volta però sull’onda lunga mainstream della collaborazione con Sorrentino. Tutta la “stampa” specializzata lancia a ripetizione gli show dell’artista americano citando sempre e solo proprio la joint venture col regista italiano. Uno strazio abbrutente. Come se negli ultimi 25 anni Kozelek avesse fatto solo quello o peggio non avesse fatto altro che una colonna sonora (roba ardita!) per un film “nostro”. Quando al “popolino” viene imboccato a forza qualcosa… è la fine. L’apice è sempre e solo sulle pagine(tte) di Repubblica.it

* Flop di ascolti e flop di contenuti per “Lo spettacolo sta per iniziare“, programma in un’unica serata condotto da Paolo Bonolis dall’Arena di Verona (Canale 5) utile per lanciare la stagione lirica della città veneta. Un misto di classico e “moderno” raccontato in maniera a dir poco elementare. Punto più basso quando il presentatore si è incastrato in un racconto storico su come la musica di Bach sia stata poi ripresa dal “rock progressive”. Citazioni dei soliti 4-5 gruppi (Procol Harum, Genesis, Yes, PFM e Banco) e ospitata di Nek a fare praticamente del karaoke proprio sul classico ‘A Whiter Shade of Pale’ (inglese pessimo e lettura costante del gobbo davvero stucchevole). Il solito spettacolo all’italiana destinato alla solita massa della solita TV. Zero assoluto.

* L’edizione 2015 di Amici incorona vincitori The Kolors (con merito, almeno han rotto la consuetudine degli osceni gruppi figli del negroamarismo più patetico) ma il colore marrone se lo meritano i “giornalisti” ospiti in studio. Dalle blasonate testate ecco alcuni commenti illuminati: “Che siete forti lo abbiamo detto, che siete bravi pure, io porto i saluti delle figlie delle mie amiche, per loro sei un idolo”, “Ho visto che hai suonato la chitarra alla Van Halen… pur non essendolo… ma bravo”, “Ecco il consiglio che posso darti è canta e fai quello che ti pare”, “Non sei il solito rapper con il cappellino e i pantaloni larghi… ti sei presentato vestito normale… ti fa onore”, “Complimenti ad entrambi siete molto attuali”. E infatti su Corriere.it tempestivo arriva il contagio: “Amici 14 profuma di rock: vincono i Kolors in finale contro Briga”. Inutile continuare.

* La partita del cuore allo Juventus Stadium di Torino. Uno spettacolo sportivo osceno come tutte le partite del cuore. Questa volta è record. Dalla formazione più antipatica della storia (Research for Cancer: Bocci; Allegri, Agnelli, Giletti, Gallagher; Lorenzo, Elkann, Dovizioso, Nedved; Ramazzotti; Del Piero) al fisico da Mago Oronzo dell’invitato speciale Liam Gallagher (ancora con la scodella di capelli anni ’90), dal “rapper” Moreno che si permette un tunnel a Nedved (ancora con la scodella di capelli da prima elementare) al conseguente fallaccio dell’ex-tuffatore biondo, dalle minacce-accuse Ramazzotti/Barbarossa alle smentite/code polemiche. La copertina inevitabile dell’abbrutimento calcistico italico. I campioni di questo cazzo.

[UP]

 * Auguri a Maynard James Keenan che si è sottoposto ad un intervento chirurgico all’anca. Un goccetto di vino e passa tutto.

* Il culto fanatico rivolto ai The Grateful Dead è cosa nota e storica. L’ennesima rivampa consente al “marchio” di mandare alle stampe il mastodontico cofanetto con ben 80 CD. Circoletto rosso al coraggio senza limiti.

* Stesso coraggio che hanno avuto i Mastodon nell’apparire in un cameo della fortunata serie “Game of Thrones”. Brutti ma efficaci.

* Buzz Osbourne dei Melvins a proposito di “Montage of Heck”: “First off, people need to understand that 90 percent of Montage of Heck is bullshit”. W la sincerità.

* Nick Marsh.

* Si sono conclusi anche il Villa Aperta Festival e il Beaches Brew. Direttamente e/o indirettamente abbiamo assistito ad altri due successi di pubblico e organizzazione. Complimenti a tutti.

* All’Università di Firenze accolgono Jovanotti. Argomenti vari e domande dei ragazzi. Un’ora e mezza durante la quale Cherubini risponde con la sua solita forbita “ignoranza” borghese e con i suoi “costruiti” aneddoti di una vita intera. Bufera mediatica si scatena il giorno dopo per alcune parole che Jovanotti avrebbe detto riguardo il lavoro gratis dei volontari ai grandi eventi. “Volontari? E non li pagano? Ma se è un’esperienza non è lavoro gratis, ci si porta dietro qualcosa”. Ci crediamo, poi però vogliamo indagare meglio. Jovanotti non dice quelle parole e non appoggia affatto l’idea di una non remunerazione “giovanile”. Il suo discorso è un po’ confusionario, vero, ma distante anni luce da ciò che il lancio mediatico ci ha fatto credere. Guardare all’ora e 27′ circa. Dunque Jovanotti (per una volta) va colorato di rosso.

* Il seminale Manuel Göttsching, uno degli ultimi eroi dell’epopea irripetibile del krautrock, viene tributato con una preziosa biografia dal titolo “Deep Distance – The Musical Life of Manuel Göttsching“.

* Onore delle armi ai leggendari The Sweet che annunciano l’ultimo tour della loro carriera. Una ventina di date UK tra novembre e dicembre con una line up che oggi comprende lo storico Andy Scott, Pete Lincoln, Bruce Bisland e Tony O’Hara. Grazie di tutto.

* Meriterrebbe un’altra copertina. Nel sobborgo di Melbourne St Kilda è stata intestata una via al grande Rowland S Howard scomparso nel 2009 vittima di un male incurabile. Ennesimo atto di civiltà.

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