Up & Down #142

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Non teme l’EXPO la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Andrea Laffranchi sul Corriere.it  parla del ritorno dei Blur: “Come ti smonto gli anni Novanta in due mosse. Allora nel rock o stavi con gli Oasis o con i Blur…”. Il “rock” contagioso fa proseliti.

* Noel Gallagher risponde ancora su una possibile reunion degli Oasis: “No, I can’t be arsed”. Liam Gallagher twitta in risposta: “Can’t be arsed… eh? LG x”. Sfiancante.

* Esiste ancora. Strano ma esiste ancora. Il concerto del 1 maggio a Roma. Parlarne e criticarlo è più semplice che vincere a briscola contro un neonato, lo sappiamo. Ma l’attrazione verso questo “spettacolo” è tanta, ogni anno è sempre più forte. Si celebra, si festeggia, si tributa la festa come un funerale, peggio di un funerale. I toni sono proclami urlati da sconfitti in partenza. Vittime predestinate di un complotto universale da sottolineare (ancora) a colpi di vino rosso, di bandiere della pace, di retorica spiccia, di demagogia 3×2, di suoni che altrimenti sarebbero confinati chissà dove. Il concerto(ne) dell’antiestetica. Che nel 2015 non ne vuole sapere di abbracciare questo nuovo millennio. E nulla può la nostalgia di Carlo Massarini (ri)chiamato a ricordare la prima edizione del 1990 (gli artisti sono praticamente gli stessi, o sembra) in mezzo alle conduttrici “so tutto io” e ai tristissimi inserti dell’impiegato Vergassola e dello squallido Cornacchione (!!!!). Punti bassi battuti solo dall’esibizione de Lo Stato Sociale, band musicalmente oscena, che si presenta indossando calzamaglie nere, in una giornata che di nero ha già avuto drammaticamente molto, urlando al mondo il proprio impegno “civile” e “sociale” con tre slogan da prima elementare. Zero. Anzi sotto lo zero. Deleterio.

[UP]

* Proprio oggi “One of Britain’s most loved and successful groups Pulp will be presented with a PRS for Music Heritage Award where the band first gigged in the 1980s, The Leadmill, Sheffield. Pulp, led by frontman Jarvis Cocker, first played at The Leadmill in August 16, 1980, recording tracks in the typical electronic new wave ‘Sheffield sound’ of the time”. W i Pulp.

*”Montage Of Heck” è giustamente sulla bocca (buona) di tutti. Un documentario eccezionale che oltre a raccontare l’uomo e il musicista Kurt Cobain, ricorda una volta per tutte l’importanza nodale dei Nirvana. L’ultima band, che piaccia o no, ad aver realmente cambiato il corso della musica. Imprescindibile/i.

* Ben E. King.

* Preferisco Nek (Maurizio Costanzo Show) che interpreta ‘Se Telefonando’ (un omaggio allo stesso Costanzo, con De Chiara e Morricone uno degli autori) al trio Fabi/Silvestri/Gazzè (Che Tempo Che Fa) che si parla e suona addosso in un medley “spinto” da un sempre più fastidioso Fabio Fazio.

* Morrissey a El Pais: “Crowdfunding is a desperate measure, and insulting to your audience. We have already provided sufficient amounts of money. What is the next thing you’re going to ask? Brush our teeth?”. Grazie Moz.

* Jack Ely.

*Dopo 19 anni di relazione il 63enne Bob Geldof e la 49enne compagna Jeanne Marine si sono finalmente sposati. Auguri.

* Copertina dedicata a Anthony Kiedis, che assieme ad altri personaggi famosi come Ozzy e Sharon Osbourne, Duff McKagan, Jimmy Page, Simon Le Bon, Moby, sostiene la campagna Let a Bear Sh!t in the Woods. “Despite the humorous title, it is a serious campaign that hopes to end bear bile farming. Around 10,000 moon bears are currently being confined in horrific cages on bear bile farms throughout Asia…”.

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