Up & Down #141

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Non teme il cambio di server la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* La “pastura” dei Nobraino. Accusati e accusatori sono sullo stesso piano. L’infelice battuta = alla gogna mediatica a cui sono stati sottoposti da parte di quelli che (guarda caso) improvvisamente e tutti nello stesso giorno e nello stesso disgustoso luogo virtuale han trovato il coraggio di dire “la loro musica mi ha sempre fatto schifo”. L’occasione fa l’uomo branco e anche un po’ stronzo.

* Kirk Hammett oltre ai capelli rivela di aver perso un iPhone con circa 250 riff/idee: “I put riffs on my iPhone, but something very unfortunate happened to me about six months ago. I lost my iPhone [containing] 250 musical ideas. And I was crushed. It didn’t get backed up”. P-E-N-S-I-O-N-E.

* Rimaniamo in tema Metallica. Durante la cerimonia della Rock and Roll Hall of Fame, nel momento toccante dedicato a Lou Reed, Laurie Anderson rivela al pubblico ciò che le disse David Bowie a proposito di ‘Lulu’: “After Lou’s death, David Bowie made a big point of saying to me, ‘Listen, this is Lou’s greatest work. This is his masterpiece. Just wait, it will be like ‘Berlin’. It will take everyone a while to catch up”. Un DOWN alla nostra guida morale per dimostrare l’imparzialità che ci contraddistingue… altrimenti ci sarebbe finita la Anderson presa per il culo (perchè consolata) dal vecchio insuperabile “duca bianco”.

* Non è finita perchè anche Jimmy Page e Jack White vogliono dimostrare di essere tanto affezionati ai Metallica elogiando invece ‘St. Anger’ (!). Avanti il prossimo…

* Miley Cyrus e Patrick Schwarzenegger dopo circa sei mesi si dicono addio.

* Stesso accade tra Cara Delevingne e St. Vincent.

* Ora è legalmente Frank Ocean. L’artista americano ha infatti archiviato e buttato nel cesso la carta d’identità che alla nascita recitava Christopher Edwin Breaux. Che era molto più elegante e musicale.

* Repubblica.it ci vuole bene. Questa settimana c’è “un grande sogno rock (riferito all’Home Festival di Treviso). Amore ricambiato.

* I Mumford & Sons dopo aver rinnegato il banjo e gli abiti tirolesi, sembrano avercela anche con il nome (del cazzo). Marc Mumford: “I definitely regret the band name. If I’d known it was going to go this way, I would have wanted to call it anything other than my last name. It’s a ball-ache. We thought about changing it, but it’s a bit late now”. Troppo tardi.

[UP]

* Moby ha aperto un ristorante vegano a Los Angeles. Si chiama Little Pine. Curioso.

* Standing ovation perpetua a Vittorio Sgarbi che sfancula Fiorello. L’episodio scatenante si è consumato al museo delle cere del ritrovato Maurizio Costanzo Show. Capra!

* Gli Agnostic Front lanciano una campagna su Kickstarter per terminare il documentario “The Godfathers of Hardcore”. Partecipare è doveroso.

* Nel 2017 a Francoforte aprirà il MOMEM (Museum of Modern Electronic Music) voluto fortemente dal Dj/producer Andreas Tomalla. Che bellezza.

* I Blur ospiti a  Che Tempo Che Fa in attesa dell’annuncio del ritorno in Italia (forse…). Due i brani presentati e temuta intervista con il “pretino” risolta nel migliore dei modi anche dopo la solita domanda del cazzo sul significato del titolo, della frusta, del gelato e del formaggio! Grandi.

* Josh Homme insieme ad alcuni membri dei Jimmy Eat World e Paramore ha creato la The Sweet Stuff Foundation. “The charity provides assistance to career musicians, recording engineers, and their families struggling with illness and disability”. Applausi sinceri al caro ginger Elvis.

* La copertina spetta a Thomas Fekete, chitarrista dei floridiani Surfer Blood, che ha rivelato di avere un cancro. La sua battaglia è appena iniziata e attraverso GoFundMe raccoglie fondi per le cure. Poi qualche giorno dopo scrive: “Another curve ball, what was meant to be a one hour surgery turned out to be five. Treatments pushed back a week while I’m in the hospital recovering. Language will fail me if I even try to explain how thankful I am for every single one of you. I can physically feel the tremendous amounts of love and I am so grateful. No matter what life throws at you, nothing can get in the way of love”.