Up & Down #14

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Non teme l’ottobrata romana la rubrica più giovane di Nerds Attack!. Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno s’offenda vi augura buon divertimento.

DOWN

* A Barcellona colta da malore Lady Gaga vomita sul palco. Dichiarerà più tardi: “volevo imitare quelli che da anni lo fanno appena compaio in TV”.

* Imbattersi in alcuni filmati di un recente show californiano di Peter Gabriel è esperienza assai dura da metabolizzare. Per l’aura new age, per il sound levigato e tecnicissimo, per gli stucchevoli passetti-balletto in compagnia dei suoi musicisti, per i vestiti da post-atomica ma col gusto di 200 anni fa, per il lucido delle teste pelate di mezza band. Icona per pizzetti e station wagon.

* In una puntata pre-rutto serale del programma TV “Avanti Un Altro” condotto da Paolo Bonolis, viene formulata una domanda che riguarda il nome dei due alieni del celebre film “Ultimatum alla Terra”. La risposta è facilitata, multipla, quattro le opzioni. L’uomo farlocco di mezza età-concorrente-per caso risponde sicuro: “si chiamano Simon & Garfunkel”. La faccia più genuina dell’Italia ridicola e mollicara (da Mollica Vincenzo che nel TG1 della scorsa settimana non si è lasciato sfuggire l’occasione di celebrare i 45 anni dei Ricchi e Poveri). Boom.

* Il tanto atteso mega(lomane)show di Adriano Celentano “Rock Economy” è stato il consueto tanto atteso dispendio di energie arruffate e con poco costrutto. Solita aria-aura da the day after, tra stracci e lazzi, dentiere semovibili, pubblico imbalsamato(re), VIP in prima fila (hai capito!), pause imbarazzanti, tavolo da osteria dove disquisire dei mali del mondo e i quattro soliti amici prostatamuniti. Decretiamo la fine artistica del “molleggiato”. Che lo facciano anche Mollica e La Repubblica.

* Roma Nord, Roma Sud, Roma Est… gli “approfondimenti” di Vice sulle zone di Roma fanno parlare ma fondamentalmente parlano di poco. Di convenzioni e clichè, tra preconcetti e voglia di stupire a tutti i costi, inginocchiati al Dio stereotipo. Raccontare i difetti è esercizio molto semplice, difficile è raccontare i pregi, che in una città come Roma sono fortunatamente tanti(ssimi). Superficie e patina da conventicola immersa nel social network per antonomasia (o eccellenza).

* 50 anni dopo ci sono sempre loro. La puntata di Porta a Porta che intende celebrare i Beatles è orrore allo stato puro. Banalità in quantità statale che escono come lava incandescente dalla bocca dei soliti Salvatori, Di Capri, Bartoletti (!), Limiti e compagnia vetusta diretta dal puparo Bruno Vespa. Inevitabile il ridicolo confronto con i Rolling Stones chiosato da Marino Bartoletti: “preferivo i Beatles perchè erano puliti, erano bravi ragazzi”. Certo come no. Pensare che anche noi abbiamo economicamente contribuito all’ennesimo scempio impiegatizio targato Rai è psicologicamente devastante.

* L’annuncio è di Brian May: nel 2014 Sacha Baron Cohen sarà Freddie Mercury in un biopic dedicato. Profondissima tristezza. Profondissima.

* “‘La scimmia‘ su Italia1, il programma in cui 10 ragazzi medio-brutti si piangono addosso con gli U2 in sottofondo” (cit. di un’amica).

UP

* Sul nuovo numero ancora in edicola di Film TV si parla del ritorno dietro alla macchina da presa di Virzì (nuovamenteperdutamente attaninato). L’articolo si concentra ovviamente anche sulla protagonista Thony e a correlare ecco un box sui 10 nuovi cantautori italiani più “richiesti” (da Dente a Colapesce, da Brunori a Maria Antonietta…). Pollice “su” al sempre attento settimanale diretto da Aldo Fittante, magazine unico per genere e contenuti, anche se sulla scelta dei nomi ci sarebbe naturalmente da discutere. Piace la chiosa sul pezzo in questione di Giulio Sangiorgio: “Il pubblico indie fighetto li adora, dischi ne vendono pochi, spesso i loro versi dicono le cose come stanno, compreso il fatto di non sapere cosa fare, dove andare”.

* La domanda che pone Barry (Jack Black) a Rob (John Cusack) nello stracult “Alta Fedeltà” è il giro di vita nodale per comprendere un punto di eterna discussione musicale: “è giusto o no criticare un ex-grande artista per i suoi gravi errori senili, cosa è meglio sputtanarsi o scomparire?”. Il mio punto di vista è semplice e riguarda l’integrità artistica e fisica, se viene a mancare anche solo uno di questi due fattori si cade rovinosamente nella “macchietta”. Il nuovo sorprendente singolo dei Rolling Stones ‘Doom And Gloom’ (uno dei due inediti presenti nell’imminente raccolta ‘GRRR!’) è occasione per ritornare sull’argomento. Esemplifichiamo. Gli Stones sono integri, Ozzy Osbourne è macchietta. Lou Reed è integro, i Beach Boys sono macchietta. Iggy Pop è integro, Debbie Harry è macchietta. David Bowie è integro, ciò che resta dei Doors è macchietta. John Lydon è integro Axl Rose è macchietta. Chiaro no? Testa e fisico devono andare d’accordo. Sempre.