Up & Down #131

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Non teme la normalità la rubrica (non) più giovane di Nerds Attack! Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno si offenda vi augura buon divertimento.

[DOWN]

* Repubblica.it (una garanzia). Nell’articolo dedicato alle gemelline rampanti Ibeyi si parla del celebre padre, il percussionista (anche) del Buena Vista Social Club Miguel Angel Diaz. Peccato che il nome esatto sia Miguel Aurelio Diaz… piccoli dettagli certo… piccoli.

* Peggio fa il Corriere.it che racconta così la vittoria di Beck ai Grammy Awards scambiandolo evidentemente per Sam “Palla di lardo” Smith. Lo so, il “down” non basta, non può bastare! Facciamo down e vaffanculo?

* Supertramp in Italia.

* Su Repubblica.it poteva mancare il nostro “rock” quotidiano? Manco per il cazzo. Irene Grandi diventa grande (!!!) ma l’anima resta rock”. Sempre di anima(ccia) si tratta.

* Gli spot TV che hanno anticipato e “lanciato” il Festival di Sanremo. Quanto di più squallido mente umana possa elaborare utilizzando soldi pubblici. Il parroco Conti e le due “vallette”/cantanti da sagra della finocchiona bruciata andrebbero “spinti” a lavori socialmente utilissimi.

* Martedì 10 febbraio la conferenza stampa che precede l’avvio della manifestazione. Don Carlo Conti è chiaro: “Festival francescano con semplicità e amore”. Allora che Dio ti abbia in gloria.

* E siamo al capitolo(ne) festivaliero. In culo ai soliti snob dei quartieri alti, NOI guardando Sanremo (una parte, alcune serate, non tutto, facendo zapping, “svideando” il giorno dopo…) ci divertiamo tanto, tantissimo. Uno spunto al secondo per sorridere e commentare in allegria. Nessuna vergogna, nessun pentimento. Edizione 2015 che potrebbe essere riassunta da una delle tante orride battute di tale Alessandro Siani (miracolato non si sa quando e da chi) ospite della serata inaugurale del martedì: “Obama in confronto a te [riferendosi a Carlo Conti] è una mozzarella di Mondragone. E anche Emma non l’avrebbe chiamata [riferendosi a Salvini], perché si chiama Marrone. E neanche Charlize, perché di cognome fa terron”. Il livello della “prima” e di tutta la settimana è stato questo. Dall’apertura straordinaria delle “E” di Emma Marrone a quella del vestito di Arisa, dall’inguardabile reunion di Al Bano (“vestito come nel 1982”, ha dichiarato il figlio Yari) e Romina Power (ricongeliamoli pure in Russia) all’infradito anche solo pensato di Antonacci, dalle stonature del “rapper” Nesli (ogni volta che in Italia qualcuno dice “rapper” Snoop Dogg si accende un miccione), dai figli dei talent (uno peggio dell’altro, abbigliamento incluso) all’improbabile vecchiume (mi sento impegnato e per questo canterò addolorato e contrito) scaturito dalla coppia DiMichele/CoruzziPlatinette, dal becchino Britti e l’inseparabile chitarra (povera l’Italia che crede ancora al suo “blues”) alla (s)conosciuta solo per i gossippari Rocío Muñoz Morales (fidanzatina di Raoul “Triglia” Bova, e infatti per tutta la serata parlerà di gamberi e gamberoni, di pesce insomma).

E via di secondo giorno. Il mercoledì vanno in scena gli altri 10 bigghe. Un pianto. Se pensiamo che il “migliore” potrebbe essere stato Marco Masini (che fa tenerezza dopo gli anni di embargo che ha dovuto subire) si ha un’idea di ciò che è sfilato sul palco dell’Ariston (nuove proposte comprese). L’invecchiamento precoce ha colpito Raf, Tatangelo, Irene Grandi e Nina Zilli (nessuno ancora l’ha avvertita che Amy Winehouse purtroppo è scomparsa da qualche anno?), il rincoglionimento senile ha invece devastato I(poveri)Soliti Idioti (autentico squallore), i già vecchi zorri de Il Volo, un Pinocchio di nome Moreno e una sconosciuta Atzei mandata allo sb(r)ando dal tentacolare uomo Conbipel Kekko Silvestre.

Il capitolo terzo è dedicato alle cover. Modeste, riciclate, che a chiamarle cover si fa un peccato capitale. Rimane nella memoria collettiva il giovane virtuoso della sei corde Paciotti (ex-Gazosa, ex-allievo di Richard Benson, autore di un brano per Valerio Scanu… me cojoni!) che dimostra quanto arretrata sia ancora oggi la concezione musicale-media dell’Italiano. Si dice che Yngwie Malmsteen alla visione del musicista sia caduto dal divano, salvato solo dal suo enorme adipe gassoso. Un’unica eccezione riguarda l’interpretazione di Nek con ‘Se Telefonando’ che risulta certamente la migliore del lotto. Bravo, bravissimo. Perchè ogni tanto anche la voce vuole la sua parte… in barba agli occhi lessi dei cantautorini impegnati, finto-impegnati, con la nostalgia canaglia molto radical chic.

Penultima serata. Il venerdì è il punto più basso, più noioso, più stanco. Canta Conte, Arisa imbalsamata non nasconde strane “voglie”, Emma che cesella la sua partecipazione urlando con gli occhi lucidi in cima alla scalinata: “Carlo mettimi musica da figa!”, il replay delle canzoni (stranamente a svettare è sempre Nek), Virginia Raffaele fa peggio della Vanoni vera, Caccamo con gli occhi spauriti, le eliminazioni (ovvie), il Bagaglino-style nell’indefinibile/squallidissima comicità di Cirilli (non era meglio Alvaro Vitali?)… davvero l’esaltazione della medietà.

E veniamo al finalone del sabato. Gli haters sono tutti al loro posto, quelli che a fine kermesse sono pronti a dirci: “ve lo meritate”, “state bene così”, “lo specchio dell’Italia”, quelli che scrivono di non averlo visto perchè impegnati in ben altre faccende, in ben altre visioni colte, e poi sono sempre lì a fare le loro rivoluzioni ergonomiche di questa grande minchia. Vincono come da pronostico i tre ragazzi innominabili che battono Nek, favorito dei social network, della stampa e di gran parte del pubblico. Terza Malika Ayane, i complimenti vanno alla sua stylist personale, che riesce ogni volta a fare dei grandi miracoli. Il resto è classifica “normale”. Come la presenza di Will Smith, lui è simpatico, disponibile, gettone consumato al minimo ma con mestiere (+ Margot Robbie, bellissima), mestiere che non ha Gianna Nannini a cui viene tributata un’inspiegabile standing ovation dopo una cover e un brano (non) cantato (male). Panariello fa pena, come gli autori che gli han scritto il pezzetto piccante sulla politica, Enrico Ruggeri di più (per la canzone ferale e la retorica diffusa), Ed Sheeran (un piccolo Lino Toffolo dai capelli rossi) racchiude un po’ tutti i peggiori sentimenti di repulsione (musicale) presenti nel vocabolario. Uno dei grandi misteri del nostro tempo. Canzoncine per la generazione frigida cresciuta a “Sex And The City”, apericena col tacco 12, narrativa bestseller, il poster di Jude Law e la spesa alla Conad. In mezzo lacrime, lettere aperte, marchette da palinsesto, premi, Cecchetto, la saggezza di Emma (“ma chissenefrega io sono una cantante mica una modella!”), il televoto, i fiori, le cartoline. Peccato sia già finito.

[UP]

* Rex Ray.

* Uno degli argomenti più discussi del dopo-Grammy Awards: Kanye West e la comparsata sul palco al momento della premiazione di Beck “Benigni” Hansen. Dopo la lettera scritta da un’indignata Shirley Manson, il vincitore degli haters è sicuramente Paul Stanley che sentenzia: “Beck should’ve kicked #Kanye right in the nuts last night and said Get the fuck off MY stage!”. Kiss kiss kiss.

* Il nuovo spot Bleu de Chanel utilizza ‘All Along the Watchtower‘ versione  Jimi Hendrix. Sempre meglio di un calcio nel culo.

* I salvati del festival di Sanremo: Tiziano Ferro (grande voce e grande padronanza), Charlize Theron (no comment), Vincenzo Nibali che in tutta serenità dichiara di non partecipare al Giro d’Italia dopo essere stato presentato in pompa magna: “sapete che c’è il 9 maggio? Lo sapete? Parte il Giro d’Italia da Sanremo!!!”, gli Spandau Ballet ancora integri e sorridenti, eccezionali nel ricordare alla fine dell’esibizione l’amico Steve Strange scomparso solo qualche ora prima, la PFM che apre alla grande la finale.

* 48 anni dopo la reunion live dei seminalissimi(issimi) 13Th Floor Elevators.

* Sam Andrew.

* Danny McCulloch.

* Brett Anderson (Suede) riceverà il Godlike Genius Award durante gli NME’s 2015 Awards che si svolgeranno il 18 febbraio alla Brixton Academy di Londra. Sul Britpop dice: “I think people are still really fascinated in Britpop, because you look at it culturally, and it was still the last big movement in guitar music. It was the last time guitar music was a real force”.

* Steve Strange.

* David Pajo. La sua vicenda è una delle più dolorose degli ultimi tempi. Annuncia via social la presenza di una lettera lasciata sul blog personale dove spiega i motivi di quella che è una decisione drammatica: suicidio. Le notizie per ore non arrivano. Poi finalmente la schiarita. David Pajo è stato preso in custodia dalle forze dell’ordine e quindi raggiunto dai suoi cari. Qualche ora dopo via Instagram ecco la definitiva conferma. Il musicista fotografato dall’ospedale dove è ricoverato. Terribili appaiono i segni sul collo. Ma quello che rimane è l’autentica commozione dinnanzi ad un passaggio di quella lettera accorata: “I know you are in love and I know you two are perfect for each other. I truly feel that way. He’s your age, Persian, handsome, business savvy, wealthy, pseudo-Buddhist, charming socialite, surfer, wine-r and dine-r, and good in the sack to boot. He’s everything you ever wanted from a husband and who I could never be. I, however, am the same person you chose to marry and have children with, at one point of your life. A loner arty dude”.

* La 3 ore del Saturday Night Live edizione speciale per i 40 anni. Una passerella rigogliosa di personaggi a cinque stelle come non si vedeva da tempo.

* La copertina è però dedicata ad un quadro familiare meraviglioso. Steven Tyler ancora una volta nonno. Liv Tyler (37 anni) ha dato alla luce un bimbo nato dall’unione con David Gardner. Via Facebook il leggendario frontman degli Aerosmith scrive: “When I got the call that Liv Tyler was going into labor, after crying like a baby myself, I immediately dropped everything and went to to the airport to get on the next available flight… When I landed I kept calling my daughter Mia Tyler who was already helping Liv and she kept giving me minute by minute updates, ‘HURRY THE BABY IS COMING!’. I made it RIGHT in time before my second grandson entered this world. It was another (God wink) moment of a lifetime for me”. Le cose belle della vita.