UP & DOWN #11

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Non teme l’arrivo dell’umidità la rubrica più giovane di Nerds Attack!. Un diario di appunti del meglio (circolettato di rosso) ma soprattutto del peggio (circolettato di marrone) che il mondo dell’intrattenimento riesce a regalarci con estrema scioltezza quotidiana. Up & Down. E che nessuno s’offenda vi augura buon divertimento.

DOWN

* Katy Perry sul grande schermo col documentario “Part Of Me”. La 28enne californiana è vestita, pettinata, agghindata come una novella Zooey Deschanel che però non riuscirà mai a raggiungere causa mancanza congenita del fattore dolcezza.

* I Thin Lizzy torneranno in studio per lavorare ad un nuovo album a trent’anni da ‘Thunder And Lightning’. Speriamo che anche ai meno attenti non sfuggirà un fondamentale dettaglio: Phil Lynott non c’è più dal 1986. Che peste colga loro, gli Alice In Chains, i Doors (!), i T-Rex, i Queen e tutti quei gruppi che dovrebbero cambiare nome, vita, lavoro, identità, residenza, stato sociale, per aver continuato a lucrare alle spalle della loro unica e irripetibile guida spirituale ed artistica.

* I Jesus And Mary Chain che su Twitter “seguono” i Raveonettes fa ridere.

* Liam Gallagher secondo fonti spagnole sarebbe stato “espulso” dalla tribuna del Santiago Bernabeu durante la partita di Champions League Real Madrid Vs Manchester City, a quanto sembra preso da un eccesso di esuberanza tifosa. Fonti inglesi nicchiano e minimizzano l’accaduto. Resta il fatto che l’ex frontman degli Oasis si è, per dirlo con vocabolario ultrà, sonoramente attaccato al cazzo.

* Prima di “Boris” il nome di Francesco Pannofino era noto solo ai più incalliti cinefili. Dopo “Boris” la faccia di Francesco Pannofino ci è stata presentata in tutte le salse, in ogni dove, in ogni situazione. Dai “Cesaroni” al Primo Maggio, dall’abominevole “Colorado-Sto Classico” alla marchetta opinionista pre-partita azzurra agli Europei, dai mezzi cinepanettoni alle ospitate TV come l’ultima tristissima nel rivampato (e quasi chiuso) programma ‘Per tutta la vita…?’ condotto da Fabrizio dentiera Frizzi. Caro Pannofino, ti prego, torna ad essere solo un “nome”. Grazie.

* Durante l’iHeartRadio Fest a Las Vegas, nel finale del set ai Green Day viene “intimato” di suonare per un altro minuto ancora, Armstrong blocca tutto e inizia la sua invettiva contro gli organizzatori a colpi di fuck con la frase simbolo “I’m not fucking Justin Bieber you motherfuckers!”, distruggendo la sua chitarra come colpo di teatro finale. Fin qui andrebbe pure bene. Ma figlio mio non ci andare però ad una manifestazione nella quale prima di te hanno suonato Rihanna, No Doubt, Pink e Usher. Eddai cazzo.

UP

* I Radiohead.

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