Unknown Mortal Orchestra + Tune-Yards @ Largo Venue [Roma, 6/Giugno/2018]

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In occasione della preview della quinta edizione del Siren Festival, ci accingiamo ad assistere ad uno dei live più attesi della stagione. Una doppietta di tutto rispetto ospitata nel nuovo spazio Largo Venue dove si inizierà a respirare quell’atmosfera leggera e febbricitante di musica caratteristica dell’appuntamento abruzzese. Per gli arrosticini e una line up copiosa è consigliata invece la prevendita per l’evento ufficiale di Vasto. Presentati dalla romanissima partner Radio Sonica che intrattiene in diretta dal palco esterno, ascoltiamo il set acustico di Laago! band capitolina che impareremo a conoscere meglio nei prossimi mesi tra chitarre e tastiere, testi semplici e mai banali, consigliamo l’ascolto del singolo ‘Il Mostro Di Cleveland’ in attesa dell’album di debutto.

Ci spostiamo nella sala interna per l’apertura al main act della serata con il live di Tune-Yards, ormai affermato progetto world music composto dall’esplosiva Merril Garbus e dallo storico collaboratore Nate Brenner, attualmente in tour per presentare l’ultimo disco ‘I Can feel you creep in my private life’. Merril è un personaggio unico, un’artista che riesce ad essere il perno totale dello spettacolo, sorretta da una potenza vocale indiscutibile attorno la quale ruota un’architettura sonora composta da voci rincorse attraverso la loop station, synth, linee di basso e drum-set che concorrono a creare atmosfere tribal-pop al limite dell’isterismo. Un live che può essere racchiuso in una delle espressioni usata dalla Garbus durante un momento estatico dell’esibizione “Close your eyes and get into the physical sensation”. Ancora con il ritmo addosso attendiamo una mezzora all’esterno, causa cambio palco, con il breve set acustico dei Rainband, sonorità brit-pop che ahimè a parer di scrive non suscitano particolare interesse.

L’attesa è finita e guadagniamo le primissime file per assistere al tanto atteso concerto dei veri protagonisti della serata. Gli Unknown Mortal Orchestra hanno festeggiato proprio con questo live i due mesi dall’uscita dell’ultimo acclamato lavoro ‘Sex and Food’, disco che conferma le derive funk Lo-Fi intraprese con forza nel precedente ‘Multi-Love’ (2015) e rese in questo nuovo disco più sensuali e in un certo senso R&B. Sarà sufficiente il primo tocco di plettro per creare subito il contatto con il pubblico con le note di ‘Funny Friends’, con l’inconfondibile riffetto che ci riporta direttamente agli esordi del 2011 dove la vena psych era l’elemento caratterizzante del primo omonimo lavoro. Siamo solo al secondo brano e Ruban si tuffa già nel pubblico scendendo dal palco e avanzando fino al bar esibendosi in una coinvolgente sfilata da “guitar hero” per tutta la durata del brano accompagnato sul palco dal fratello Kody alla batteria, il fedele Jake “The Snape” al basso e il giovanissimo tastierista Thomas. Negli anni Ruban Nielsen, neozelandese frontman della band, ha di certo affinato le sue qualità canore e di intrattenitore di folle riuscendo a creare un’esperienza live ben equilibrata tra momenti di stasi ed altri estremamente dinamici. Sarà proprio questo eclettismo il mood del concerto. Largo spazio ai brani dell’ultimo album tra le linee elettro-soul di ‘Not in love just high’, le chitarre garage di ‘American Guilt’, le note mielose dal groove irresistibile di ‘Hunnybee’ che con il suo intro strumentale varrebbe già da sola il costo del biglietto e dell’album. Non sono mancati tutti i “cavalli di battaglia” del precedente ‘Multi-Love’ che hanno fatto impazzire il pubblico tra una pausa shottino di Ruban condivisa con i ragazzi del service sul palco e i cori della platea sull’effervescente ultra funky ‘Can’t keep checking my phone’ sapientemente scelta come brano di chiusura del live. Nulla da aggiungere se non un sincero grazie.

Melania Bisegna

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