Undertakers + Inferno + Ebola + Orange Man Theory @ Traffic [Roma, 14/Giugno/2007]

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Concerto finito. Finalmente a casa con il fischio alle orecchie. Non succedeva da troppo tempo. Quattro tra i migliori gruppi romani del metallo per un concerto strepitoso. Gli Orange Man Theory (prodotti da Steve Austin, quello dei Today Is The Day che ha prodotto anche i Lamb Of God e i Converge) non li vedevo da parecchio e non mi ricordavo quanto il loro alternare di blast-beat e mid-tempo fosse così ballabile. Infatti si aprono subito le danze, ancora un po’ troppo fiacche ma il “pit” si allargherà sempre di più con il susseguirsi dei gruppi. Grandissima partecipazione da parte del pubblico anche per gli Ebola che dimostrano come i locali piccoli siano i posti migliori per questo genere di musica. La frase gag della serata è stata detta proprio dal loro cantante: “stasera c’è tanta gente e nessuna frangetta, quindi vuol dire che il concerto va bene”. EPICA! La “dance hall” esplode con gli Inferno. Per quei pochi che ancora non sapessero cosa succede ai loro concerti farò un breve elenco: il grind, Johnny Cash, il cantante con la maschera da alieno e la parrucca da Elvis, il naso da pagliaccio del batterista, i balli improbabili del chitarrista, cotillon per chi danza di più una maracas di plastica verde… converrete con me che di fronte a tutto ciò la musica passa in secondo piano per quanto possa essere tra le cose migliori che si riescano a sentire in Italia.

Abbiamo già parlato degli Undertakers in occasione del release party dei Payback, e sarebbe inutile continuare a dire quanto il loro cantante regga il palco meglio di chiunque altro a Roma. Allora andiamo con le note di colore, avevano un altro batterista che per la cronaca suona anche con i Vital Remains (gruppo del cantante dei Deicide, mica cazzi!). I non pochi metallari presenti in sala sono ovviamente impazziti con il loro grind napalm-deathiano ma non solo loro. Ho visto ballare persone che non vedevo ballare da troppi anni. C’è da dire che il livello alcolico medio era molto alto. Dopo il concerto dei Face The Fact è stata la migliore serata di gruppi romani dell’anno. Stavano tutti presi bene, non ci sono stati scazzi di nessun genere se qualcuno si agitava troppo violentemente, si sono divertiti tutti, si è ricominciata a vedere gente che non si vedeva da un sacco di tempo. E nessuna frangetta. Non è cosa da tutti i giorni.

Andrea Di Fabio

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