Ultravixen + Three In One Gentleman Suit + Poppy's Portrait @ Init [Roma, 19/Giugno/2009]

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Una delle tappe della lunga maratona-evento della seconda edizione di Alter, si ferma in una caldissima serata abissina anche all’Init, in un programma che ha subito alcune modifiche dell’ultima ora. Un’insalatina di mare fresca e di color bianco latte, non lenisce i sudori estivi, che devono quindi essere placati con la musica proposta dai sette gruppi in scaletta.

Assisto ai tre set centrali, dopo i livornesi The Jackie O’s Farm e i fiorentini Unmade Bed, prima dei Maisie e dei conclusivi Neo. Una tonica lemon e la presenza di Aguirre l’egiziano mi consentono di vivere più serenamente questo scampolo di manifestazione che viene bagnata dai quattro Poppy’s Portrait. Il set viene anticipato da un problema all’amplificatore, presto sostituito, come se lo stesso avesse presagito l’apocalisse a cui sarebbe stato sottoposto nella successiva mezz’ora. I brani presentati sono tutti nuovi o nuovissimi e pronti ad essere racchiusi in un’imminente produzione discografica. Prolifici, navigati, intelligenti nel sapersi rinnovarsi ed evolversi. I quattro questa sera – eliminando l’uso della tastiera d’accompagno – decidono che sarà bene spiegare le ragioni geofisiche dell’espulsione rapida di materiale solido e gassoso. In pratica le ragioni di un’eruzione. I primi tre detonanti brani vengono legati tra loro senza interruzione e pausa alcuna. Una colata di suono deflagrante, tra echi psichedelico-progressivi, che lasciano storditi. La postura, l’aggressività e la melodia latente possono ricordare in alcuni frangenti, l’attitudine complessiva degli Explosions In The Sky senza i landscape di classico riferimento. Finale più rock’n’roll e cantato, reiterato e urlato. Giganti.

Boccata d’ossigeno, quattro chiacchiere tra amici sorridenti, e l’immersione per assistere alla perfomance del trio modenese dei Three In One Gentleman Suit reduci dal terzo bellissimo ‘We Build Today’ uscito un anno fa. La sala è mezza vuota. Il chiacchiericcio da salotto buono viene preferito alla lucida, tagliente, perfezione della band, che riporta alla mente le stagioni fervide di quell’indie rock “colto” che correva sull’asse Boston-Chicago. Quei tempi non ci sono più, ma i TIOGS sembrano non preoccuparsene affatto, rielaborando con grande classe quegli ingredienti base. Ultimi due brani da cinque stelle.

Concludo e chiudo l’articolo con i catanesi Ultravixen (si legga anche Jasminshock) ancora freschi della eco suscitata con il debutto ‘Avorio Erotic Movie’. Formazione triangolare che rigetta una strabordante mistura di garage blues ibrido e spigoli noise cari alla tradizione cittadina. Partenza un po’ lenta ma poi l’assalto è totale, con un grande finale psychobilly, che chiude degnamente un trittico decisamente superiore alla media. Qualsiasi media.

Emanuele Tamagnini

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