UK Subs @ La Strada [Roma, 17/Febbraio/2006]

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Serataccia punk al CSOA La Strada dove suonano i seminali UK Subs, carriera ultra venticinquennale alle spalle, supportati da tre gruppi romani, Pinta Facile, GTA e Klaxon. La serata è un happening modaiolo con decine di creste convenute (non se ne vedevano così tante assieme dai tempi dei Pistols a Roma, A. D.1996), giubbotti di pelle con borchie sgargianti, spille da balia, spuntoni, loser punk reduci dal ‘77, nuovi punk, punk abbestiali, nostalgici e un paio di loschi figuri totalmente fuori tema, Cutrufio e Freejazz ovviamente. Insomma si sente odore di ‘77, odore di città bruciate, di spranghe sotto il giubbotto…magari! L’unica cosa che si sente al COSA dopo un po’ è solo il nauseante olezzo dei presenti e il marcio odore di sigarette, Iddio vi stramaledica. Inizia tardissimo il primo dei 4 gruppi (alle 11.40!!), i Pinta Facile: Zero! Zero all’attitudine, zero alla musica. I GTA, stesso stile dei Pinta Facile, dimostrano invece perlomeno professionalità e anche un decente repertorio tanto che gli ultimi pezzi generano un certo entusiasmo e riscontro, ma insomma anche qui poco e nulla da ricordare. Veniamo al primo momento serio della serata. L’esibizione dei Klaxon storico gruppo romano. Tutt’altra cosa rispetto al dilettantismo di prima. Il punk rabbioso e, per certi versi, malinconico del gruppo lascia il segno. Apertura in grande stile con il loro classicone, ‘100celle City Rockers’ e via alle danze. Poche ciance tra un brano e l’altro, solo musica, tra una cover dei Velvet Underground, ‘Sweet Jane’ (c’è chi si è risentito e stava per sbottare perchè è stata annunciata come una cover di Lou Reed; indovinate chi?), un pezzo vecchissimo, ‘Senza Meta’, la scanzonata, ma solo in apparenza, ‘Supermarket Noia’, l’inno proletario ‘Come Voi’, dal corazzo OI, che suscita nel sottoscritto un piccolo brividuzzo visto che a 15 anni ascoltavo in continuo questa canzoncina, per chiudere poi in bellezza con un altro inno tratto dall’album ‘100celle City Rockers’, ‘Libero’, e delirio finale con ‘I Fought The Law’ con decine di presenti sul palco a cantarla fino all’esasperazione. Grandi!

Quando oramai sono le due meno un quarto (cristo!) salgono gli UK Subs della cui formazione originale è rimasto solo Charlie Harper, il resto è composto da tre ragazzi di cui ignoro il passato musicale. Il loro concerto è stato clamoroso. Nessuna tregua tra un pezzo e l’altro, tutti sparati in faccia, una vera lezione di punk agli sbarbatelli, soprattutto di umiltà. Veloci, rabbiosi, melodici, una do-or-die attitude senza pietà. Inutile stare a trascrivere i pezzi eseguiti e tutto il resto, vi basti sapere che dopo 26 anni di concerti dare il massimo come hanno fatto loro dall’inizio alla fine è cosa rara di questi tempi. Peccato per il contorno, troppo stage diving a disturbare la band, con Harper che li scaraventa di sotto a calci, o chi, completamente sbronzo e demente, ha persino ha tentato di rubare la chitarra al chitarrista, e chi voleva cantare a tutti costi strappano il microfono. Scene tristissime, sarà che non ho più 17 anni ma la cosa mi ha infastidito non poco. La band comunque, nonostante ciò, non si è minimamente risparmiata ed è solo questo che ci premeva di avere in un concerto simile. Parafrasando i Klaxon, gli UK Subs hanno lasciato scritto al CSOA La Strada, una storia che rimarrà scritta su un muro, fino a che non cadrà. Il resto della serata l’ho passato sperduto tra la Garbatella e l’Ostiense a ritrovare, e non metaforicamente, la via.

Dante Natale

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