Tristen: una sirena a Nashville

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“At first I wanted to make a dance record. That’s where my headspace was… I wanted to challenge the acoustic reverence of the Americana music world and I wanted to piss off the old folkies. Is there something wrong with that?”. Due anni dopo ‘Charlatans at the Garden Gate’ torna la sirena del folk(synth)pop americano con il nuovo album ‘CAVES’ in uscita per la sua PUPsnake Records. 30 anni (più o meno), dalla periferia di Chicago, all’anagrafe Tristen Gaspadarek, residenza a Nashville, una serie di dischi fatti in casa prima del vero debutto (il già citato ed acclamato disco del 2011), una campagna via Kickstarter per accumulare fondi con i quali ha realizzato l’atteso ritorno, che vede tra i tanti collaboratori anche vecchie volpi come Stephen Hague (Pet Shop Boys, OMD, New Order) e Mike Mogis (Bright Eyes, Rilo Kiley…). Gli Eurythmics (‘Catalyst’ è una rivisitazione di gusto e dolcezza di ‘Sweet Dreams…’), gli anni ’80 anche di Kate Bush, Jenny Lewis che abbraccia Neko Case, melodie mai banali, concessioni “sintetiche” incastonate tra ammalianti melodie e tanto gusto. Un gioiellino. Di autentico sentimento. Circoletto rosso.