Trilok Gurtu @ La Palma [Roma, 23/Giugno/2007]

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Che Trilok Gurtu sia tra i migliori percussionisti sulla terra si dovrebbe sapere, lo ha anche dichiarato più volte il Downbeat Magazine… a chi questo nome non dice nulla invece (povero lui), servirà sapere che a partire dagli anni ’70, anni in cui si sviluppò maggiormente il discorso world fusion, Trilok Gurtu era in prima fila. Innumerevoli collaborazioni, storiche quelle con Oregon, Don Cherry, John McLaughlin, Joe Zawinul e Jan Garbarek, e diversi album da solista (da ascoltare assolutamente “Living Magic” del 1991) hanno decretato in effetti la sua posizione. Un virtuoso delle percussioni, dalle tabla al djembè alle congas alla batteria, l’indiano abbraccia idealmente tutti i “continenti musicali”, e questo eclettismo nella scelta dei suoni si rispecchia ed è soprattutto il punto focale della sua musica. Oggi con lui suona l’Arkè String Quartet (Carlo Cantini: violino, dilruba, diamonica; Valentino Corvino: violino; Sandro Di Paolo: viola; Stefano Dall’Ora: contrabbasso), con cui nel 2007 ha inciso il disco “Arkeology”, progetto che mescola con estrema maestria diversi universi musicali, dalla classica all’etnica al jazz.

La sola visione del set di Gurtu affascina, accanto alla batteria due tavoli a ferro di cavallo con sopra ogni sorta di percussione, anche un secchio (?). La serata si apre con solo l’Arkè String Quartet sul palco, i quattro propongono un bel jazz rock, molto coinvolgente, diversi stacchi ed aperture su melodie talvolta più classiche talvolta dal sapore decisamente mediorientale, il tutto trascinato da un groove di basso al cardiopalma. La fine dell’intro è subito approvata con grandi applausi, un battito di mani che aumenta quando sale sul palco il maestro indiano, e si aprono così le danze di una grande serata! Senza chiacchere, gli archi cominciano con una melodia piuttosto eterea, dilatata, e Gurtu amplia l’atmosfera con diversi suoni, ora un gong ora dei caxixi, è l’introduzione al primo pezzo, che prende forma non appena il maestro comincia con le tabla… da questo momento il ritmo diventa il protagonista della serata. Lo stile di Trilok Gurtu è assolutamente non convenzionale, mentre suona le tabla tiene il tempo col charleston, continua con la mano sinistra sulla baya (il pezzo più grosso delle tabla) e con la destra da un po’ di spiattate sulla batteria, ritorna con la mano destra sulla dayan (il pezzo più piccolo delle tabla) e con la sinistra suona su un djembè o su mezzo shekere, in più canta… che dire, la similitudine con un polipo è tutt’altro che fuoriluogo! Le influenze etniche e soprattutto indiane vengono accentuate quando Carlo Cantini posa il violino per suonare un dilruba, strumento ad arco indiano a metà tra un sitar e un sarangi, il cui suono si mescola a quello degli altri archi in una melodia quasi ancestrale che pian piano però lascia il posto a ritmi più serrati in puro stile jazz rock. Vengono eseguiti circa quattro pezzi nella prima parte del concerto e già i cinque hanno sbalordito, gli A.S.Q. stupiscono per la versatilità quasi da jazzisti, nonostante sia evidente la loro provenienza classica, Trilok Gurtu è semplicemente l’incarnazione della dea Kali. La seconda parte della serata è sicuramente più mentale e meno fisica, anche se i ritorni su groove trascinanti non mancano, c’è più spazio per le influenze classicheggianti. Il momento del solo di Gurtu è sicuramente l’apice della serata, cominciando con un pezzo più d’atmosfera, il percussionista percorre tutto il suo set di strumenti (decine!), finalmente si scopre anche che quel secchio messo sul tavolo è pieno d’acqua e viene suonato sia percuotendolo sia mettendoci dei gong vibranti dentro… alla fine del giro panoramico tra le percussioni la gente non riesce a non urlare per lo stupore quando, iniziato il ritmo, l’indiano si ritrova a braccia incrociate con la mano destra sul dayan ed il resto del corpo alla batteria… suonando un pezzo jungle! Diverse sorprese ed un’interazione sia musicale (il pubblico è stato coinvolto a suonare battendo le mani o cantando) che umana (Trilok Gurtu è un gran simpaticone) hanno decretato questa serata come una Grande Serata!

Gabriele Mengoli

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