Tre Allegri Ragazzi Morti @ Palladium [Roma, 12/Maggio/2011]

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Davide Toffolo torna a confrontarsi con la figura di Pier Paolo Pasolini e lo fa con uno spettacolo che unisce disegno, pennelli, musica e parole: ‘Pasolini, l’incontro’. Performance musicata dal vivo dai componenti della sua band i Tre Allegri Ragazzi Morti, e inframmezzata dalla voce del poeta di Casarsa. Nei panni del disegnatore, Toffolo proietta sullo schermo i suoi disegni in divenire, così il volto scarno dello scrittore, tutto zigomi e occhi spiritati, può chiedersi: “Che cosa vuol dire essere scrittore oggi?”, e, nel trasformarsi in teschio di morte, una scritta accompagna la metamorfosi: “Sono una contestazione vivente”. Lo spettacolo prende spunto dal romanzo a fumetti del fumettista friulano ‘Intervista a Pasolini’, edito nel 2002 da Biblioteca dell’Imagine (PN) e ripubblicato quest’anno da Coconino Press con il titolo ‘Pasolini’. Il romanzo nasce come una sorta di reportage-diario in cui il protagonista si mette alla ricerca di uno sconosciuto che sembrerebbe essere il poeta assassinato. Sulle tracce di quest’uomo-ombra, il protagonista ripercorrerà i luoghi della vita di Pasolini, da Casarsa a Bologna, a Roma, e quelli della morte all’Idroscalo di Ostia. Il lettering è costituito da stralci di scritti del poeta friulano uniti a dialoghi di finzione che l’intervistatore/protagonista pone a questa figura dai risvolti onirici. Un buona storia che mette insieme cronaca del tempo, letteratura e finzione, disegnata con un tratto pulito ed essenziale.

La performance, a differenza del fumetto che appassiona fino alla fine, si regge in maniera un po’ forzata: disegni e scritte, la voce di Pier Paolo, il suono un po’ adolescenziale della band, non si amalgamano alla perfezione. La qualità e la durata di un’ora circa, inoltre, poco soddisfano il prezzo del biglietto, infatti finito lo spettacolo, il pubblico quasi non se ne accorge e la band sente l’esigenza di terminare la serata suonando qualche pezzo del repertorio dei Tre Allegri Ragazzi Morti, come ‘Coda lunga’, ‘Il mondo prima’, ‘La faccia della luna’ e , richiesta dalla platea, ‘La tatuata bella’. Non tutto però è stato da buttare. Era da salvare l’idea e la realizzazione delle quattro scatole di cartone messe al centro del palco, sulle quali Toffolo aveva disegnato le diverse parti del corpo di Pasolini, da un lato vivo, dall’altro cadavere. E l’ultima vignetta, la parte sicuramente più emozionante: sullo schermo la proiezione del cadavere di Pasolini appena disegnato, e in un attimo un muro di batteria e suoni rock andavano a impattarsi con le gocce di colore che, cadendo, stavano riempiendo il foglio, lo schermo e, per effetto riflesso, la sala, di un intenso rosso sangue.

Lina Rignanese