Tre Allegri Ragazzi Morti @ Circolo degli Artisti [Roma, 1/Aprile/2010]

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Finalmente tornano a Roma i tre rockettari di Pordenone, per presentare la loro ultima svolta musicale confluita nell’ultimo lavoro ‘Primitivi Del Futuro’: non più rock’n’roll e punk pop, ma reggae con tanto sentimento. Il Circolo alle 21 ancora non ha aperto le porte della sala principale, ma già una fila spropositata di “ragazzi morti” con tanto di mascherine, divenute ormai un feticcio, è in fila per accaparrarsi i posti migliori. Nell’aria c’è voglia di rock e di quell’atmosfera che Davide Toffolo & Co hanno inventato con le loro canzoni, i fumetti, le storie e che portano avanti ormai da tempo. Nel giro di un’ora i biglietti finiscono, come era prevedibile, mentre dentro ha già iniziato a suonare Roberta Carrieri, giovane cantautrice dalla grande teatralità e dalla bellissima voce (leggi recensione). Peccato che per motivi vari non riesco a seguirmela bene. Uno di questi motivi è, ahimè (ci tengo a dirlo), la troppa “distrazione”: la sua è fondamentalmente musica introspettiva, cantautoriale, appunto. Le parole sembrano quasi voler evocare emozioni e sensazioni, piuttosto che raccontare qualcosa, ma “io ragazzo morto voleva solo ascoltare musica de rock’n’roll!”. Comunque ciò che lega la Carrieri ai T.A.R.M. è una performance artistica di interazione fra disegno e musica dal titolo “Tres!” al quale hanno collaborato lei e il fumettista Toffolo. Un’artista eclettica insomma, che unisce arte, teatro e musica.

Quando Toffolo, Molteni e Masseroni iniziano a suonare, il locale è stracolmo. Si presentano sul palco con un secondo chitarrista che si distingue da loro tre indossando una gigantesca maschera da topo. Il pubblico è come sempre molto caloroso con loro e quindi attaccano subito con il primo singolo estratto dal loro ultimo album ‘Puoi Dirlo A Tutti’, proseguendo con la presentazione dei nuovi pezzi: ‘Mina’, ‘La Ballata Delle Ossa’, ‘La Cattedrale Di Palermo’, ‘La Faccia Della Luna’, ‘Codalunga’ eseguita in versione acustica chitarra e voce. Dei pezzi vecchi che, bisogna precisare, gran parte della gente voleva, hanno suonato quasi subito ‘Mai Come Voi’, e poi ‘Il Mondo prima’,‘Il Principe In Bicicletta’, ‘Ogni Adolescenza’, la cover degli Art Brut ‘Mio Fratellino Ha Scoperto il Rock’n’Roll’. Hanno suonato per circa un’ora e mezza, con un Toffolo malaticcio che lasciava cantare spesso il pubblico, puntando molto su questo cambiamento di rotta del loro sound. E non saprei dire in quanti hanno storto il naso, ma molte erano le voci di disapprovazione quando i tre partivano con i tempi in levare e non con il solito palm-muting o un semplice quattro quarti. L’esploit di tutto questo c’è stato quando hanno eseguito uno dei pezzi di punta ‘Quindici Anni Già’ in versione reggae, ma in fondo è apprezzabile il tentativo di rinnovamento. Si sono anche fatti mandare affanculo come da programma, con l’ormai conosciuto sketch prima del bis: “La vita è cattiva ma non l’ho inventata io, il concerto di Tre Allegri Ragazzi Morti finisce qui!”. Infine salutano suonando nuovamente ‘Puoi Dirlo A Tutti’. Che dire quindi? Un bel concerto sicuramente. Sono una band che assicura il divertimento, ma da parte mia, e mi sembra di aver capito anche da parte di qualcun altro, ci si aspettava il solito rock, mentre l’esibizione è stata più pacata. Quello che rimane sempre e comunque sono i bellissimi testi, profondi, adolescenziali, forse anche un po’ femminili, sognatori, che hanno conquistato giovani e meno giovani.

Marco Casciani