Trans Am + No Kids @ Summer Student Fest [Padova, 31/Maggio/2008]

460

Il Giardino Appiani appare dall’esterno buio e privo di vita. A Padova dalle parti di Via Marghera è una serata mite. Da golfino estivo. Una collinetta. Da dove proviene della musica. Un Dj set in apertura della prima serata del Summer Student Fest che andrà avanti fino al 6 Giugno. Un cartellone importante per un’edizione che ha come slogan “Je T’aime Encore”. Quando saliamo i gradini di terra che portano in cima abbiamo la conferma che intorno alle 21.40 la serata è solo all’inizio. In programma ci sono gli americani del Maryland Trans Am e i canadesi di Vancouver No Kids. Due modi differenti di intendere la musica. Navigati i primi appena esordienti i secondi. Un bellissimo palco, un punto drink con prezzi ridicoli (lo Spritz da queste parti costa tra 1.50 e 2 euro)*, un punto ristoro non maleodorante e alcuni stand di varia informazione. Intorno alle 22 salgono sul palco, in maniera silenziosa e quantomai timida, i tre No Kids che arrivano in Italia a supporto del recente album ‘Come Into My House’ edito da Tomlab. Un nerd al comando (voce e tastiera), la figlia di Fantozzi all’altra tastiera ed un batterista sosia (grasso) di Totò Schillaci. Il sound dei nostri è un indie pop dalla matrice dichiaratamente soul e R&B. Qualche parola sussurrata tra un pezzo e l’altro e la voce falsettata che è sicuramente l’arma in più di questo trio. Gioioso pop a volte troppo giocattoloso e “lento” (quindi noioso) che però si fa apprezzare quando la suddetta vena “nera” fa capolino nella seconda parte dell’esibizione. Un’atmosfera gustosa. La gente è ormai numerosa. Vociante ma numerosa. La serata sempre più stellata. Il pubblico vario. L’acqua costa solo 50 centesimi. L’acustica è perfetta. Quando il nerd annuncia una cover di un brano di Janet Jackson da ‘Control’ abbiamo la conferma di quanto andavamo dicendo. Il finale è davvero coinvolgente anche a livello percussivo. Tanto che il batterista usa anche una padella attaccata sulla sua essenziale batteria. Come erano entrati salutano. Timidamente.

*[Come mai, mi domando, lo Spritz a Roma costa come un cocktail? Non provate vergogna? Come mai in Veneto, ma non solo, questo basilare aperitivo oscilla tra 1.50 e massimo 3 euro? In Veneto estraggono Aperol? Hanno giacimenti di prosecco? Di acqua minerale? Sapete come è fatto uno Spritz? Vergognatevi crumiri!]

Una pausa discretamente lunga per il cambio palco. La gente si unisce in conventicole attorno al banco bevande. Tutto pronto per dare il via libera ai Trans Am che nel 2007 sono tornati con ‘Sex Change’, l’ottavo nato di una storia iniziata nella seconda metà degli anni ’90. Touch & Go come garanzia. I tre musicisti sono la quint’essenza del crossover. Un frullatone assai ignorante che mescola kraut rock (semplicemente Neu!), elettronica danzereccia e funkettona (l’uso della voce robotica è davvero kitsch), richiami alle arena rock band degli anni ’70 e schegge metal sparse qua e là. Il batterista (vegano) si denuda. Il petto contornato da una collana-catena eccezionale per coattume. Il bassista/cantante Nathan Means sembra il fratello di Ibrahimovic. Non belli esteticamente da vedere. Picchiano che è un piacere. Anche troppo. Troppo grezzi in effetti. E i brani di ‘Sex Change’ si perdono in un’orgia di suono che sembra non avere la capacità di essere smussato dai protagonisti. In alcuni tratti sono coinvolgenti. Soprattutto quando diluiscono alcune cavalcate tanto da farle diventare anthem cosmici non indifferenti. Il pubblico (tra cui vari metallari elettrizzati e ballerini) sembra apprezzare. E’ quasi mezzanotte. I Trans Am terminano il concerto avendo superato anche un momento di black out delle luci sul palco. Richiamati a gran voce eccoli di nuovo per un bis della durata di cinque minuti. Terminiamo un pochino stanchi e frastornati. Il giudizio rimane sospeso. Pestare a volte non basta. I Trans Am non hanno talento. Solo mestiere. Padova è ancora viva sopra la collinetta. Respiriamo a pieni polmoni un’aria diversa. Un’aria ristoratrice.

Emanuele Tamagnini

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here