Tough @ Mads [Roma, 14/Giugno/2008]

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San Lorenzo, Sabato sera. L’ambiente è quello di sempre. Da troppo tempo oramai. Studenti più o meno fuori sede, più o meno frequentanti, che ciondolano malamente intorno al parchetto o alle vie dello storico quartiere, intasate di comitive di giovani alla ricerca di un pub dove possano dimostrare la loro esperienza e sapienza in giochi in scatola. Ma per me e per Aguirre c’è poco da giocare. La settimana è stata lunghissima, la febbre incalza, il sonno pure, siamo tutti e due stanchi morti, lo Zirinol mi fa crollare il fido compagno che però resisterà fiero e leale fino alle fine. Il Mads stasera ospita i piacentini Tough supportati dai nostri Killtime. Il locale è affollato da punk rocker anni ’90 e quindi niente creste, niente punkabbestia, qui l’ambiente è più da fan alla Screeching Weasel; siamo un po’ più ripuliti, un po’ più igienici ecco. C’è anche uno sparuto gruppo di onest’uomini capitati per caso che, vestiti in maniera inguardabile, berranno cocktail con le due cannucce, faranno il gesto dell’air guitar al suono di una chitarra rock come se la sentissero per la prima volta e si concederanno anche il lusso sfrenato di una foto ricordo di gruppo (mio Dio). Mi frugo le tasche alla ricerca di una bomba a mano. Non la trovo ma saranno travolti di lì a poco dall’orda punk che scendendo le scale li investe. Il primo gruppo non sono i Killtime ma un duo americano ovverosia i Rock And Roll Adventure Kids. Non mi hanno detto nulla di nulla. Country punk che provoca solo sbadigli.Poi è la volta dei Killtime, guidati da Stefeno “Stevo”, garanzia e lungimiranza da anni sui palchi di tutta Italia. Li vedo per l’ennesima volta, mi convincono più delle altre volte. Punk rock classico con voce però cruda. In chiusura bella la cover ‘Walkin Out In Love’ dei Beat di Paul Collins.

I Tough sono la nuova incarnazione degli Stinking Polecats, per chi scrive la miglior punk rock band italiana degli ultimi 10 anni assieme ai Retarded. Purtroppo gli Stinking non ci sono più ma per fortuna Chris e Miccetta assieme a Biso (Cunnighams) stanno portando avanti il discorso interrotto qualche anno fa. Il loro nuovissimo album ‘Class Of 76′ ha spopolato abbastanza tra gli adepti ma a me non ha fatto impazzire. Ero comunque curioso di vederli live così come ero ovviamente eccitato alla sola idea di poter canticchiare qualche vecchio brano delle puzzole puzzolenti, conosciute musicalmente a un concerto di spalla ai Queers qualche anno fa al Traffic. L’amore per i Ramones da parte dei romagnoli è chiarissimo e lo ostentano fieramente. Le magliette hanno lo stemma della classica aquila dei Ramones, nell’auto referenziale ‘Tough’ spiegano che suoneranno come i Ramones e sul palco il cantante ne sfoggia la shirt. Tanto per mettere tutto in chiaro. Il set è abbastanza breve, 40 minuti circa, in cui eseguiranno quasi tutto il nuovo disco in cui spicca ‘Blood And Candies’. Un minuto e mezzo e via, nulla di più per ogni brano. Perchè lo stile è quello e non va cambiato. Ripeto la mia idea, le nuove canzoni non mi piacciono granchè, sembrano mancare della cosa più importante e cioè una melodia vincente, ma devo essere l’unico a pensarla così viste le recensioni in giro. L’entusiasmo infatti è alto e il suono del trio è potente e tirato. Il pubblico, che è preparatissimo e canta tutte le canzoni, va però veramente in visibilio quando escono fuori i pezzi vecchi, che, se la memoria non fa cilecca, sono state ‘Lucy’s On Therapy’ e ‘Hippie Girl’. Se ne invocano altre, ma non ci sarà verso, preferiscono suonarne altre. Tre cover. Indovinate di chi. ‘Cretin Hop’, ‘Suzy Is A Headbanger’ e ‘Do You Wanna Dance’. Storco un po’ la bocca perchè avrei preferito brani propri (anche se ho cantato tutte e tre le canzoni con l’emozione di un 12enne, sia chiaro) e sopratutto non sono ancora del tutto convinto di questo nuovo progetto.

Dante Natale

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