Toro y Moi + Kaki King @ Parco San Sebastiano [Roma, 2/Luglio/2012]

429

Qualche mese dopo la strana accoppiata Shabazz Palaces/Pontiak, mi ritrovo a un concerto con due act che più diversi non si potrebbe. Lo scenario è il Parco San Sebastiano, nell’ambito del Roma Vintage 2012, l’obiettivo è testare finalmente dal vivo le capacità chitarristiche di miss Kaki King. Il giudizio è indubbiamente positivo, King ci sa fare con lo strumento, col finger picking e col tapping con cui tempesta la sua elettroacustica, niente effetti di sorta, solo una rudimentale cassa da percuotere con i piedi. Tuttavia, lo scenario non è quello adatto: un concerto simile, con linguaggi propri di folk e country, andrebbe bene in questo posto se non stesse già arrivando gente interessata alla serata discotecara che seguirà i concerti, se ci fosse un silenzio di tomba, se al posto delle luci e delle bancarelle ci fossero solo poche candele. Poco male, il pubblico è entusiasta, lei sorride e si ferma per foto e autografi e i brani che ci tiene a presentare del nuovo disco, ‘Glow’, sembrano invitanti.

Dalla delicatezza di Kaki King al divertimento di Toro y Moi: la prima sorpresa è che non mi aspettavo una vera live band sul palco ad accompagnare Chazwick Bundick, invece ci sono un bassista, un batterista e un chitarrista con synth, Bundick canta e suona tastiere e synth. Il risultato? Sorprendente, divertente, entusiasmante. E lontano anni luce dalle sonorità di Kaki King. Qui è come se Caribou entrasse con la sua band nello studio 54 vestito da Huggy Bear pretendendo di azzuffarsi con Tony Manero e i Bee Gees: l’intro ricorda davvero la live band di Dan Snaith, il tutto però viene miscelato a dosi di funk e synthpop, basso grasso e tastiere a volontà, gambe e braccia che si muovono da sole e che trovano un attimo di pace solo per alcune parti più spaziali, con la voce di Bundick vagamente Jay Kay a condire il tutto. Le freak Toro y Moi c’èst chic e ci piace proprio!

p.s. Organizzatori di Roma Vintage o chi per voi, la prossima volta leggeteli i volantini con la programmazione, per scrivere “Toy & Moy” ce ne vuole.

Piero Apruzzese

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here