Tomydeepestego + Last Minute To Jaffna + Lento @ Traffic [Roma, 27/Dicembre/2006]

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Dopo essermi colpevolmente perso i Physique Du Role in quello che pare essere stato un concerto incredibilmente intenso e corale, non potevo assolutamente mancare al Traffic per l’esibizione di Lento, Tomydeepestego e Last Minute To Jaffna, tre delle migliori nuove realtà italiane in ambito post-neurotico. Nel lotto ci sarebbero stati bene anche gli At The Soundawn da Modena, ma Johnny, il loro chitarrista casualmente di passaggio a Roma, ne ha fatto comunque valida rappresentanza mischiandosi tra un pubblico praticamente composto solo da componenti di altre ottime band della città. Tra Norma, Deflore, Sea Dweller, Omini, Inferno, Phoenix, etc, etc. pareva di essere davvero ad una specie di sound-check pre-Blowout senza banchetti e proposte di estrazione per chi suona prima. A dirla tutta, quando terminò l’ultima esibizione dei Dhmnz il 17/06/05, ancora affranti per il loro prematuro scioglimento, ci eravamo riproposti di recidere quasi del tutto il nostro cordone ombelicale con il genere in questione. Le ottime uscite di Isis e Cult Of Luna nel corso del 2006 però e le insistenti voci sulla mastodonticità del suono dei Lento ci hanno convinto alla fine a concludere l’anno in bellezza tornando ad assistere di nuovo ad uno dei concerti Is(is)terici più attesi delle ultime settimane.

Sarà anche per tutto il tempo che è passato, ma dopo i tre set allucinanti di stasera, ci viene voglia di tornare ad non ascoltare più nulla che non sia uscito prima del seminale ‘Through Silver In Blood’ dei Neurosis. L’impatto dei Lento in apertura è stato assolutamente abominevole. Ad alcuni giorni di distanza ancora non riusciamo a capacitarci della loro forza e se sono riusciti davvero a mantenere un controllo e una padronanza così asfissiante sui suoni ed un livello di tensione emotiva così devastante. Personalmente non mi era mai capitato di fantasticare sull’esistenza che un gruppo potesse essere in grado di dilatare ulteriormente le ambientazioni psichedeliche degli Isis. Loro sinceramente sono anche riusciti ad andare anche oltre pervadendo lo scheletro di alcune cavalcate stoner di echi molto più agghiaccianti dei peggiori silenzi dei Sunn O))). Prima del concerto giravano alcune leggende di fonicaggio a random. Pare che Lorenzo, uno dei loro tre chitarristi abbia collaborato in studio con gli Zu. Questo forse spiegherebbe tutto. Di sicuro se qualcuno si azzarderà mai a toccare il favoloso Rickenbacker del bassista gli disosseremo la falange, a mani nude!

Subito dopo sono partiti a manetta i torinesi Last minute To Jaffna. Lo stile chitarristico di Dano seppur non sempre impeccabile è incredibilmente interessante e originale. Inizialmente il loro magma neuro-chaotico sembrava indefettibile. Dopo un po’ però i nostri hanno pagato gli assidui problemi di formazione che gli affliggono da mesi. Chi ha apprezzato il loro recente promo, avrà sicuramente sentito la mancanza di una seconda chitarra. Gli spunti psichedelico strumentali sono assolutamente glaciali comunque, quasi come il nuovo batterista, molto più adatto al genere rispetto al precedente. Se non si fossero dilungati troppo su alcune trame minimali veramente interminabili, ora staremmo a parlare di un altro set disumano come quello dei Lento. Complimenti di cuore per la potenza comunque.

In chiusura è stata decisamente inaspettata la bordata dei Tomydeepestego. Partiti come progetto parallelo di The Phoenix, Inferno, Malkavian, Hope For The Summer etc. etc. i nostri sembrano capitalizzare al massimo tutta l’esperienza dei gruppi di appartenenza in fatto di stacchi e improvvise aperture melodiche inondando la marea sonica tipica dei Pelican di una potenza e un impatto assolutamente invidiabile. Le trame dei quattro non sembrano mai avere un riff portante, eppure grazie alle continue ondate delle chitarre, prima ipnotiche e poi implacabilmente distorte sono riusciti a imprigionare di continuo l’ascolto di tutti gli astanti, nonostante siano stati già sottoposti a quel punto a quasi due ore di drones apocalittici. Rispetto agli altri due gruppi i Tomydeepestego si caratterizzano forse proprio per l’intensità e la forza delle loro parti pulite e più immaginifiche. Raramente ci era capitato di vedere insieme tre gruppi di un livello così alto e una proposta così complementare tra loro. Speriamo vivamente che un’esperienza del genere possa ricapitare presto.

Federico Vignali

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