Tom Waits turns 65

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Un 2014 di “transizione” ma pur sempre un anno da ricordare per il leggendario californiano di Pomona. Tom Waits infatti compie 65 anni. A fine ottobre 2013 lo avevamo ritrovato live dopo cinque anni (dal “Glitter and Doom Tour”), quando aveva preso parte all’annuale Bridge School Benefit organizzato da Neil Young (tenutosi allo Shoreline Amphitheatre di Mountain View), accompagnato sul palco da David Hidalgo, Les Claypool e dal figlio Casey Waits alla batteria. Fermo discograficamente al 2011 con ‘Bad As Me’ (album numero 16, splendido da morire, da riscoprire in caso di grave mancanza) Tom Waits verrà celebrato per l’occasione con varie manifestazioni d’amore e passione in giro per gli Stati Uniti (compilazioni, concerti, Birthday Celebration cittadine…). Il minimo per uno degli artisti più grandi che mai abbiano calpestato il suolo terrestre (illuminandolo). La cui opera artistica ha pochi eguali e andrebbe studiata regolarmente sui banchi di scuola. Un poeta di stile e tormenti dell’anima, un universo unico e non riproducibile, un gigante, uno di quelli da tatuare sulla pelle, uno di quelli che resterà per sempre anche quando il vento ci porterà lontano. Mancano ancora pochi tasselli per completare l’ascolto, per completare l’immersione totale nella sua seminale discografia, ma non mi è mai mancata questa. Da aggiungere non c’è altro. E ora concedetemi qualche lacrima. [Emanuele Tamagnini]

If I have to go will you remember me
will you find someone else while I’m away
there’s nothing for me in this world full of strangers
it’s all someone else’s idea
I don’t belong here and you can’t go with me
you’ll only slow me down

until I send for you don’t wear your hair that way
if you cannot be true I’ll understand
tell all the others you’ll hold in your arms
that I said I’d come back for you
I’ll leave my jacket to keep you warm
that’s all that I can do

if I have to go will you remember me
will you find someone else while I’m away