Tokyo Sex Destruction @ Sinister Noise Club [Roma, 12/Novembre/2009]

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E sono tre. Tre volte Tokyo Sex Destruction. Tre volte, e ogni volta sempre meglio della precedente ache se si fa difficoltà a pensarlo. Tornano i catalani TSD, e sempre al Sinister Noise, locale che li ha adottati, e non c’è sonno, lavoro, orario, giorno infrasettimanale che tenga. Per fortuna rispetto alle altre due volte il pubblico questa volta è quasi triplicato e ci sono più di 100 persone ad assistere a una delle band più straordinarie di questa era. Il nuovo disco, ‘The Nieghbourhood’ (in possente ascolto ora che scrivo queste righe) è uscito da poco e, anche se non avevo avuto ancora modo di ascoltarlo per intero, non avevo dubbi sulla sua qualità cosa che infatti confermo dopo l’ascolto. Capolavoro. Quando scocca la mezzanotte e mezza i cinque rivoluzionari montano il palco. Due novità interessanti, l’organo (poi devastato) del cantante e l’ingresso di un quinto elemento al sax. L’inizio è pura ferocia. Le nuove canzoni sono arricchite dallo strumento a fiato e dall’Hammond: il risultato è ancora più roboante. Un primo brano lungo quasi 10 minuti irrompe esplodendo e c’è di tutto, tra soul (tantissimo) funk, psichedelia. Sempre strepitose le prove del batterista e del cantante. Come faccia a non perdere un colpo quel batterista suonando in quel modo stortissimo è un mistero. Di Fatima. Il cantante è in preda al demonio (o alla birra, più probabile), salta, si struscia, urla, sgomita con il pubblico, suona e sevizia il suo organo, scuote anime che non avevano più voglia di palpitare. Bruciano soul e punk i TSD, marciano feroci verso un nuovo rumore di rivolta, che sa di pantere nere, di Malcolm X, Charlie Parker, Gregory Corso e la sua poesia, The Clash, il maggio del 1968, il post modernismo e manganellate prese sulla faccia. Unica pecca di questo concerto la breve durata, forse,  solo 40/45 minuti. Un po’ poco ma sono dettagli. Quando si è assoluti e totali come loro sanno esserlo non c’è difetto che possa esistere in serate come queste. Il suono diventa sempre più lavico e abissale, la chitarra sbriciola riff soul e punk all’unisono e il sax rende il suono più eccitante. ‘The Sounds Of Your Soul’, ‘Stories From The Neighbourhood’, ‘Cold Sweat’, i brani che riconosco sicuramente. Non ce n’è per nessuno sinceramente, ho visto centinaia di band spaccarsi sul palco, auto flaggellarsi, fare concerti di impatto, intensità e di qualità ma una band monumentale come i TSD non esiste credo da nessuna parte. Chi non c’era non avra mai idea di cosa ha potuto perdere, chè nessuna band è avvicinabile ai Tokyo Sex Destruction per idee, impatto, modo di stare sul palco, attitudine e canzoni. Monumentali.

Dante Natale