Tokyo Sex Destruction @ Sinister Noise Club [Roma, 11/Aprile/2007]

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Questa è stata una serata nata per caso, nata dalla solita infinita curiosità per la musica. Era la pigra domenica di Pasqua quando io, Aguirre e il vostro Sensei, stravaccati sui divani del Sinister Noise in attesa del concerto (bellissimo) degli Alix, sentimmo nei diffusori un gruppo niente male e dopo un brano più bello dell’altro, ci venne da chiedere al gestore chi diavolo fossero, e la risposta fu: “Tokyo Sex Destruction, suoneranno qui mercoledì”. Detto fatto! Mercoledì io e Aguirre di nuovo al Sinister, nonostante la serata non proprio fortunata per richiamare gente. Pochissime le persone convenute, talmente poche che si aspetta fino alle 23.50 prima di far iniziare il gruppo spalla, le Motorama, band attiva nella capitale da qualche anno che ha pubblicato un disco nel 2003 e vari 7″. Per chi non le conosce le Motorama sono un duo al femminile solo chitarra e batteria che suona garage fetido e sporco. Mi piacciono, non pretendono nulla, suonano semplice e la batterista pesta niente male, anzi sicuramente molto di più di molti colleghi maschietti. Riff velocissimi di rock’n’roll grezzissimo della miglior tradizione statunitense, un set breve e conciso. Per me, positive.

Gli spagnoli Tokyo Sex Destruction hanno pubblicato un paio di dischi e qualche singoletto ma ora non ci interessa tanto la bio quanto lo stupefacente concerto offerto da questi quattro ragazzi catalani. Basta il one-two-three-four iniziale a far si che io e il mio socio ci guardiamo automaticamente negli occhi con un’occhiata che non può voler dire altro che “Porca la troia che roba!!”. Rock’n’roll schizzato, malato, vertiginoso, suonato veloce e potente, dopo trenta secondi non stavo più rimpiangendo il fatto che il giorno dopo mi sarei dovuto alzare alle 6.30 e il fatto che la band avesse iniziato a mangiare giusto dopo il set delle Motorama tanto per tirare ancor più tardi. Tutta l’attenzione è catalizzata dal cantante, autentico show man che si rifà magari un po’ troppo al modo di muoversi dal frontman degli International Noise Conspiracy ma ha il vantaggio di avere alle spalle una musica cazzuta e non flaccida come è quella degli svedesi (ah, se solo si ricordassero da dove vengono!). Si butta sul palco, per terra, corre in mezzo al pubblico, balla come morso da mille tarantole e sputa tutta la sua anima sullo stage del club. I TSD suonano veloci, non ne vogliono sapere di pippe sugli strumenti, seppur li sappiano suonare benissimo, infatti hanno dei pezzi composti da moltissimi cambi di tempo, per cui non solo i soliti tre accordi del cavolo. In un’ora hanno letteralmente seminato il panico tra le 40 persone convenute, tutte rimaste a bocca aperta per la furia della band e del cantante. Negli ultimi brani, come la meravigliosa “Power To The People”, ecco che spuntano fuori loro, i Refused, eh si, l’ho detto finalmente, i TSD sono il gruppo che più di tutti può avvicinarsi allo straordinario livello della band svedese solo che non hanno sampler e filtri ma solo una chitarra, un basso e una batteria. Alla fine ho solo il tempo di spendere gli ultimi 5 euro rimastimi nelle tasche per comprare il 45 giri, (peccato perchè avrei acquistato praticamente tutto) e di ritornare a casa contento di non aver buttato la serata ma anzi felice per aver assistito ad un grandissimo concerto.

Dante Natale

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