Toko Yasuda: una vita in equilibrio

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Da Kamakura a New York fino a Los Angeles. Sono passati vent’anni da quando la minuta Toko Yasuda lasciava il suo Giappone per avventurarsi negli Stati Uniti col suo basso e tante speranze. Il primo approccio è con gli embrionali Blonde Redhead che all’avvio (1993) sono in line-up a quattro: Kazu Makino, Maki Takahashi e ovviamente i fratelli (milanesi) Pace. Un’esperienza brevissima, quasi impalpabile, entra infatti al posto di Takahashi dopo il primo omonimo album senza però comparire in nessuna incisione ufficiale (passerà anche Tada Hirano prima della conversione definitiva a trio). Ma la bassista non si perde d’animo e l’incontro con Chris Leo (che arriva dai crunch rockers Native Nod, ed è fratello di Ted) appare già decisivo. Nascono The Van Pelt che includono anche Brian Maryansky (poi nei Jets to Brazil) e il batterista Neil O’Brian. Indie noise rock all’ennesima potenza con squarci di retaggi post-hardcore, emozionale, irripetibile lungo due fantastici album (‘Stealing From Our Favorite Thieves’, ‘Sultans Of Sentiment’ – 1996/1997) da avere anche sotto tortura medievale. Nel 1997 lo split, Leo e Yasuda fanno coppia anche nella vita, decidono di continuare come The Lapse. Le sensazioni del progetto precedente vengono trasfuse anche nella nuova band che aggiunge comunque elementi più alternative e affascinanti. Altri due lavori splendidi da recuperare come nel caso precedente (‘Betrayal!’, ‘Heaven Ain’t Happenin’, 1998/2000). Nel 2001 un’altra fermata definitiva. Sulla strada di Toko Yasuda un altro incontro nodale: John Schmersal (oggi nella touring band di Caribou) già membro dei clamorosi-basilari geek-rockers Brainiac. Nascono i mai troppi incensati Enon con due ex-membri degli Skeleton Key, la Yasuda entra subito dopo il primo lavoro ‘Believo!’ (2000), sono gli anni dei dischi per Touch & Go. Nel 2007 viene pubblicato quello che ad oggi rimane l’ultimo album – ‘Grass Geysers…Carbon Clouds’ – quattro anni dopo Schmersal dichiara che per gli Enon “is pretty much over”.

La storia recente è nota. Come detto il chitarrista entra nella formazione di Dan Snaith, mentre la Yasuda suona il sintetizzatore (moog) nella touring band di St. Vincent. Più recentemente eccola dar vita al suo progetto solista chiamato Plvs Vltra. Il debutto ‘Parthenon’ è uscito nel giugno 2012 via Spectrum Spools/Editions Mego con la produzione dell’amico Schmersal e la partecipazione di Danny Ray Thompson (Sun Ra Arkestra), Scott Allen (Thunderbirds Are Now) e Thomas Keville (Man Man). “Yasuda drew inspiration from J Dilla and his use of an MPC sampler, Echo Park sunsets, cheese toast, and tea to compose most of the album. ‘I had fun making this music in my own comfort zone, in my own room…. took my time and explored and experimented a lot more than I had in the past, waking up early and just working out the music mostly on the MPC as the main component’. The result is an assault of electronic pop and sample laden hooks that is at times both light as a feather and staggering”. Esemplare coerenza artistica. Fuori dalle luci accecanti di una ribalta che non ha mai fatto per lei. In equilibrio.

ET

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