Theoretical Girl @ Micca Club [Roma, 24/Aprile/2007]

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E’ martedì, per cui arrivo al Micca Club solo dopo il mio appuntamento settimanale (o più precisamente, seriale) con quel geniale trattato di filosofia, politica, economia e religione che è “Lost” (una delle due, tre cose in TV che “bisogna” guardare) con la mente alquanto confusa. Per fortuna ancora il live set non è iniziato per cui, mentre aspetto, mi faccio un giretto per prendere confidenza col nuovo (per me) locale mentre dalle casse il dj tenta i Suicide. Una birra, una sigaretta nel ghetto, e sul palco (piccolo ma ben posizionato tra gli archi che permettono una netta separazione acustica tra gli ambienti) salgono i (le?) Cokerocket, formazione romana di cinque elementi che spara le sue cartucce di garage punk in appena un quarto d’ora. Lo screaming della cantante e la presenza di una tastiera danno quel tocco di modernità in più a dei brani comunque divertenti. Una gradevolissima e adrenalinica toccata e fuga.

Mi siedo a fare due chiacchiere poco lontano dal palco, e mi accorgo dell’inizio del concerto di Theoretical Girl (l’omonimia col progetto punk fine anni ’70 dei Theoretical Girls di Glenn Branca è con ogni probabilità casuale) solo grazie al movimento di un manico di chitarra. Infatti, a causa dell’ottima qualità audio (dovuta soprattutto ai backing track dell’artista dell’Essex) e dell’inevitabile isolamento acustico tra le zone del locale, pensavo si trattasse ancora della selezione del dj. In realtà Theoretical Girl (Amy il suo vero nome) e i suoi capelli a caschetto stavano imbracciando una chitarra e cantando accompagnati al basso da una bellissima bambolina di ceramica con un grande fiocco rosso in testa (che probabilmente sorrideva per gli apprezzamenti del pubblico in prima fila). Dopo i primi brani in cui a prevalere era l’aspetto dance, ma sempre di gusto indie, con linee di chitarra (mai accordi, ma solo strati di linee di chitarra, grazie anche alle basi) distorta (il singolo “Red Mist” ad esempio), i suoni sono diventati più dolci con brani più melodici, più pop come la bellissima e cantilenante “Another Fight” debitrice dei Belle And Sebastian con Isobel Campbell, la cui coda è stata suonata al pianoforte (a coda, appunto). Una piacevolissima scoperta quella di Theoretical Girl (come lo fu a suo tempo quella delle americane Ian Fays, molto simili nel genere e anche nel look), electro-pop minimale e incantevole, ricco di grazia e di eleganza, che attendiamo al varco del primo album prossimo venturo.

Daniele Gherardi

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