Thegiornalisti @ Villa Ada [Roma, 12/Settembre/2015]

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Ancora una volta è la cornice della splendida Villa Ada ad accogliere uno degli ultimi concerti della ricchissima programmazione estiva della rassegna Roma Incontra il Mondo. La location viene sapientemente scelta dai romanissimi Thegiornalisti per l’ultima attesa data del fortunato tour estivo che li ha visti protagonisti in giro per lo stivale. ‘Fuoricampo’ (2014-Foolica) è il terzo lavoro in studio di Tommaso Paradiso e soci. Un album piacevole,  fortemente pop e irresistibilmente anni ’80, che fa ballare spensieratamente su ondate synth-pop raffinate e sensuali, che ha il sapore dell’estate, caratterizzato da testi semplici e coinvolgenti, nostalgici seppur attuali ed enfatizzati da una voce calda, avvolgente e imperfetta. Una produzione formidabile per un prodotto vincente. Tutto molto bello… ma il live?? Ahimè intercorre una distanza abissale tra la qualità della registrazione e la performance dal vivo. Sinceramente sono rimasta sconvolta per l’incredibile affluenza da parte del pubblico poichè una folla simile non si era palesata nemmeno per artisti internazionali di un certo livello come José González o St. Vincent. È dunque innegabile che i Thegiornalisti siano diventati uno dei fenomeni musicali dell’anno. Sono le 22 passate, la platea è gremita di un pubblico in fervente attesa, l’aria è frizzante e l’atmosfera carica e piacevole. Atmosfera che ben presto viene dissolta dall’agonizzante esibizione di un “cantautore”, per gli amici Massaroni Pianoforti, che fin dalle prime note mi fa pentire di essere arrivata in anticipo al concerto, sensazione che ho condiviso con gran parte del pubblico intorno a me. Un personaggio incommentabile e borioso. Forse non abbiamo avuto la sensibilità adatta per apprezzarlo? Forse, ma un po’ di umiltà non guasta mai. Quindi beviamo una birra per dimenticare e andiamo avanti.

Ancora a luci spente si diffondono nell’aria le note di ‘Ricordati di me’ di Antonello Venditti e si innalza un appassionato e immancabile coro, un omaggio alla romanità che ricrea l’atmosfera giusta e ricarica il pubblico pronto ad accogliere i Thegiornalisti. La band fa il suo ingresso sulla base di ‘Per lei’, prima traccia di ‘Fuoricampo’, seguita da ‘Insonnia’ e dai primi scambi col pubblico. Si instaura subito un bel feeling con la platea e sulle note di ‘Balla’ ci si ritrova tutti a zompettare incitati dal bassista. Di certo questi ragazzi sono dei grandi intrattenitori ma questo non basta a superare le nefandezze musicali del live che vengono spesso mascherate dai volumi altissimi delle basi e dalla maestria del fonico. È su un’esigua manciata di brani estratti dai precedenti album che i Thegiornalisti danno “musicalmente” il meglio di se, una strimpellata rock gradevole e spontanea come nei brani ‘E menomale’ e in ‘Autostrade umane’ eseguita solo chitarra e voce (tratti dal primo album ‘Thegiornalisti, vol.1’) sono nel complesso piacevoli all’ascolto. Con ‘La fine dell’estate’ il pubblico esprime tutto il suo sincero affetto per la band cantando a squarciagola, sulle ultime tracce ‘Aspetto che’ e ‘Mare balotelli’ ci si scatena con un battimani generale e un mare ondulante di braccia tese al cielo come nelle migliori coreografie dei villaggi estivi Valtour, seguite poi da ‘Limportanza del cielo (Miyazaki)’ che ci conduce verso un’atmosfera più sospesa e sognante. Nell’encore la malinconica ‘Io non esisto’, godibile brano anch’esso contenuto nel primo lavoro della band, e soprattutto l’attesissima e ormai ben nota ‘Promiscuità’ che ha portato la band al successo. Il pubblico impazzisce e Tommaso si lancia in un crowd surfing traballante, lasciandosi cullare estasiato dal suo pubblico amorevole. È la terza volta che assisto a un live della band e ogni volta spero di sentirli suonare un po’ meglio, ma di fatto non è cambiato molto se non il volume sempre più alto delle basi e un pubblico pagante sempre più numeroso. Una contraddizione dolorosa e comunissima nel mondo della musica e non solo. Ma non perdiamo le speranze, per ora continuiamo a zompettare leggeri.

Melania Bisegna

Foto dell’autore

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