The Winstons @ Planet [Roma, 7/Aprile/2016]

617

Dicevano che ieri sera dopo tanto tempo sarebbe tornato a piovere, che era sicuro. Alla fine è andata proprio così, due gocce sul tardi, quel non so che per dare un tocco British alla situazione, ma nessuno aveva l’ombrello. Alcune cose si danno per scontate, forse troppe, spesso quelle sbagliate, altre invece no e poi ci si confonde. Ieri i Winstons sono tornati a Roma dopo la trionfale data di fine gennaio all’Angelo Mai, talmente trionfale da meritarsi la vita eterna nell’ultima pubblicazione della band, un CD+DVD che va a prendersi il suo posto sul tavolo del merch con le spalle ben coperte dalle copie del vinile del suo fratello maggiore, l’omonimo album d’esordio, prodotto dalla AMS records, la storica etichetta italiana del prog, quella che ha esportato PFM e compagnia fino in Giappone per intenderci. Un trio che in maniera gioviale tende volentieri a disimpegnarsi dalla fama delle rispettive band di provenienza di ogni membro. Non che la loro identità sia segreta, anche perché si tratterebbe del segreto di Pulcinella, ma ecco nemmeno si calca la mano per darsi l’aria del “supergruppo” così tanto per attirare l’attenzione e stuzzicare l’appeal mediatico. No, tutta questa modernità è lontana, i Winstons sono una nave che prima salpa e poi decolla, verso una dimensione lontana, collocabile idealmente in un’Albione metafisica, in quella notte negli anni ’70 quando psichedelia e prog si sono date il primo bacio. Agli orecchi più fini sarà lampante come tutto quello che si può udire ad un concerto dei Winstons sia frutto di nottate, albe e crepuscoli di sessioni all’insegna della più completa libertà di azione da parte di ogni componente, libero di destreggiarsi come meglio crede, pur rimanendo al servizio del pezzo o della suite che si sta eseguendo. Un ritorno alle origini musicali più pure e mai sepolte di un genuino Roberto Dell’Era, che si alterna tra basso, chitarra 12 corde ed uno scrigno con all’interno una fiammante tastiera Gem color rosso. Le pelli dei tamburi battute con anarchica precisione da un Lino Gitto in formato John Densmore, che si fa valere anche quando passa dallo sgabello della batteria a quello delle tastiere. Ed infine Enrico Gabrielli, che non credo abbia venduto l’anima, bensì vinto proprio una scommessa con il Demonio stesso, il quale per pagare pegno gli ha fornito tutto quel talento e quella genialità che il polistrumentista, militante nei Calibro 35, riversa su tastiere, rhodes, flauti, sax e nel finale anche su un dan bao, “souvenir” del Vietnam.

Dai rimandi ai Gong agli echi beatlesiani, potremmo facilmente perderci nel rincorrere tutte le altre possibili supercazzole giornalistiche in materia di accostamenti vari ed eventuali che si potrebbero fare attorno a questo progetto, ma significherebbe addentrarsi in un labirinto. E a che pro? Per carità, qualche indizio e coordinata si potrebbe anche fornire… se si trattasse di una caccia al tesoro, ma questa non lo è, perché il tesoro è già alla portata di chi vuole goderne e arricchirsene. Oltre all’esecuzione integrale del disco, la scaletta viene impreziosita dalle cover di ‘Tomorrow’s People’ (McDonald & Giles), ‘The Gnome’ (Emerson, Lake and Palmer) e ‘Golden Brown’ (The Strangles), che chiude il set. Dispiace che ci sia stata una certa differenza di affluenza tra questa e la serata di gennaio, ma sono cose che capitano e possono dipendere da svariati fattori, per quanto poi si parli di un pubblico comunque soddisfacente sia in termini numerici, anche se non eccezionali come nella prima assoluta andata in scena forse troppo poco tempo fa. Il monito iniziale sul non dare certe cose per scontate, a partire dal proprio apporto in un giovedì di aprile tinto di “grigio di Londra”, era riferito proprio a questo. Perché i Winstons sono una band di altissima levatura e sopraffina attitudine, che sarebbe in grado di riconciliare con la categoria dei musici nostrani anche il più schierato degli esterofili. Roba che non si vede tutti i giorni.

Niccolò Matteucci

Foto dell’autore

Twitter: @MrNickMatt

win2

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here