The Soft Moon @ Carroponte [Milano, 10/Giugno/2015]

1978

Dopo aver pubblicato a marzo ‘Deeper’, il suo terzo album in studio, Luis Vasquez aka The Soft Moon è tornato nel nostro Paese dopo aver prodotto a Vicenza il suo lavoro, con un trio formato dagli italiani Matteo Salviato al basso e Matteo Vallicelli alla batteria. Le aspettative erano molto alte, a mio parere ‘Deeper’ è uno dei migliori album prodotti quest’anno per quanto riguarda il genere dark/new wave. Il live parte con il ritmo ossessivo delle drum machine di ‘Black’, primo singolo estratto  che richiama le sonorità di ‘The Downward Spiral’ dei Nine Inch Nails e ci introduce nell’atmosfera dei 60 minuti di show. Vasquez si destreggia abilmente tra chitarra e synth, aggiungendo alle canzoni anche un ritmo tribale da club house pestando ossessivamente sui bonghetti e un bidone di metallo che si amalgamano perfettamente alla performance. Il concerto si conclude con il brano che dà il titolo all’album, la folla è stata totalmente conquistata canzone dopo canzone. La location all’aperto non è forse la più congeniale per queste sonorità ma, anche per merito delle luci e del fumo che inondano tutto il palco, i Soft Moon ci trasportano in un mondo di ossessioni artificiali, facendoci ballare su una luna morbida.

Chiara “Karse” Carsenzola