The Secret + Lento @ Traffic [Roma, 14/Gennaio/2012]

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Una serata spaccatimpani questa del Traffic. Allo storico locale romano sono di scena due delle realtà migliori del panorama estremo italiano i Lento e i giovani e sorprendenti The Secret. I Lento ormai a Roma sono un’istituzione, chi ha avuto modo di ascoltare gli ottimi ‘Earthen’ e ‘Icon’ ha sicuramente percepito l’importanza della band capitolina all’interno del panorama italico. Tuttavia il loro sound lento e devastante fatto di sludge e doom, colmo di influenze provenienti più dal post rock che dal post metal, in sede live raggiunge una compattezza e una violenza inaudita. La serata del Traffic conferma premesse e aspettative. Il pubblico accorso, non esattamente quello delle grandi occasioni (forse a causa della partita serale della Roma), segue rapito la potentissima performance della band capitolina, accompagnando l’ascolto con un lentissimo headbanging. Con i Lento mi capita una di quelle sensazioni che riesco a provare solo con una certa tipologia di band, in particolare con quelle che propongono un repertorio interamente strumentale. La sensazione è quella di un totale abbandono accompagnato dall’irrazionale volontà di lasciarsi abbattere dal muro sonoro. Una dedizione totale al suono che prevarica le normali dinamiche del concerto live che obbligano  inevitabilmente a un approccio influenzato anche dalla componente visiva.

Finiti i Lento dopo una piccola pausa fra birre e sigarette salgono on-stage The Secret. La band triestina meriterebbe un’infinita premessa ma vi basti sapere che il loro nuovo ‘Solve et Coagula’ esce per la Southern Lord, etichetta che fra gli altri presenta nomi del calibro di Boris, Sunn O))), Pelican e Pentagram. Il nuovo disco è un’evoluzione rispetto al fortunato ‘Disintoxication’ esordio, molto influenzato dai Converge che mescolava sapientemente grind e mathcore. ‘Solve et Coagula’ è un disco che riprende in mano il black metal e accentua le influenze grind del gruppo. Il live si concentra sul nuovo lavoro, quindi offre una manciata di rapidissimi pezzi di due minuti circa, accompagnati da continui blast-beat senza abbandonare tuttavia l’approccio chitarristico maturato dal disco precedente. Il gruppo sfodera una violenza inaudita con una precisione chirurgica; l’approccio sul palco è eccellente nonostante un pubblico che più che indemoniato rimane attonito di fronte alla potente proposta del gruppo nostrano. Alla fine del concerto non ci sorprende che The Secret siano considerati fra i gruppi più interessanti del panorama estremo italiano. Chissà perché non ci sorprende che abbiano fatto fortuna fuori dal paese.

Luigi Costanzo