The Raveonettes @ Music Drome [Milano, 10/Febbraio/2008]

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La musica è una perfetta arma di seduzione, lo sanno bene i Raveonettes che dopo averci affascinato solo pochi mesi fa con un assaggio della loro ultima fatica discografica ‘Lust Lust Lust’ tornano in Italia pronti a fare innamorare, su tutti la sottoscritta che ha già promesso amore eterno al duo danese.

Aprono ufficialmente la serata i nostrani/romani Moka che lisci come una birra chiara intrattengono i presenti. Il loro post rock però sembra scivolare via risultando gradevole anche se non particolarmente incisivo. Sono le 22 e 30 passate da poco quando fanno l’ingresso sul palco del Music Drome Sharin – stupenda nel suo vestito nero – e il compagno Suse. ‘Hallucinations’ apre il concerto e di colpo tutto passa in secondo piano: per più di un’ora si è trasportati nel mondo dei Raveneottes dove sonorità eteree e voci sensuali trovano dimensione unendosi ai suoni distorti delle chitarre, così perfettamente noise ed elegantemente sexy che anche senza vestiti alla moda ci si sente così tremendamente glam, nonostante questa sera manchi stranamente la Milano “indie” più presenzialista. Cercare difetti nella presentazione di ‘Lust Lust Lust’ non è facile, la particolarità del sound della band non è semplice da riproporre ma la prova live è superata con successo, come dimostra anche il timido pubblico che è comunque capace di creare un’alchimia sorprendetemente con il palco. Si conclude, sedotti fino all’ultima nota, con ‘Aly Walk With Me’, brano che su tutti dal vivo risulta ancora più bello. Che difetti si possono trovare ad un concerto perfetto? Che hanno saltato brani come ‘You Want The Candy’? Chicche del passato come ‘Love In Trashcan’ ripagano della svista. Che difetti puoi trovare ad una serata perfetta? A voler far i pignoli i Raveonettes si sono mostrati fedeli al luogo comune che vuole le persone del Nord-Europa fredde e distaccate, ma quando aspetti mentre esci dal locale continui a voltarti nella direzione del palco nella speranza di un bis capisci la superficialità dei luoghi comuni. E poi lei è talmente bella che le si perdona tutto.

Eleonora Merlini

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