The Pipettes @ Circolo degli Artisti [Roma, 1/Settembre/2006]

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La voglia di ritornare a sentire musica dal vivo e la curiosità di un piccolo fenomeno da baraccone, sputato dalla spuma del mare di Brighton, sono i motivi scatenanti di una serata che ben presto sarà sold out nel ben ritrovato Circolo degli Artisti. Si sente odore di confetti. Di voglia di divertimento a tutti i costi. Sapori di anni 60 mai conosciuti se non in cartolina. Voglia di aggregarsi ad un trio di fanciulle absolutely british che si fanno chiamare The Pipettes (e non “paipets” come pronuncia tra il brusio degli astanti una delle Motorama chiamate ad aprire lo Strange Days Festival). Un’operazione prettamente commerciale voluta e messa in piedi dal promoter Monster Bobby assurto a novello Phil Spector. I gruppi vocali alle female di 40 anni fa sono rimasti nel cuore di intere generazioni. Superando le intemperie del tempo e le schizofrenie delle mode. Le straordinarie The Shangri-Las cantavano di melodrammi e situazioni tragiche in maniera assai ardita per la loro morigerata epoca. Le Supremes erano fuoriclasse della Motown. Le Ronettes avevano alle spalle il già citato genialoide/pazzoide Spector. Le dimenticate The Shirelles rappresentano una sorta di apripista del genere, faro per decine di successive interpreti pop, e piene di elegante sensibilità musicale. Senza dimenticare le Crystals, le Chiffons o le Chantels. Un’indelebile gigantografia di un periodo d’innocenza e sogni ad occhi aperti. Riot Becki, Gwenno e Rosay sono distanti anni luce da quei fotogrammi. Una brutta, una bambolotta ed una carina (Gwenno) che ricorda, in versione casalinga disperata, la ninfa Patsy Kensit. Il giovanissimo pubblico convenuto è in fase eccitata. Gridolini ad accompagnare l’entrata in scena lanciata dalla backing band (con broncio da superstar!) chiamata The Cassettes. Vestitini a pois, larghi sorrisi, sguardi smaliziati e preoccupazione (davvero tanta) nel riprodurre le coreografie appiccicate ad ogni brano. Scorre in 45′ tutto il disco “We Are The Pipettes” uscito lo scorso luglio su Memphis Industries. Davvero più nulla da aggiungere. Il fondo è raschiato. Il fuoco fatuo acceso.

Emanuele Tamagnini

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