The Orbitunes + Capone Bros. @ Mads [Roma, 13/Novembre/2009]

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Ritorno al Mads una settimana dopo gli Yum Yums per un’altra serata di rock and roll semplice, quello senza cazzate, senza tamarrisimi, quello divertente e basta. Una serata chiamata Rome Rocking Riot (5a edizione) ma che di rivolta per fortuna non ha nulla. Non avevo voglia di nessuna rivolta ma solo di muovere le ginocchia. Il Mads credo di non averlo mai visto pieno così e son felice per loro e per gli organizzatori della serata. Ad aprire c’è un gruppo romano, i Capone Bros, che suona esattamente come suonerebbe Jerry Lee Lewis o Little Richard. Ma loro sono più “cretini” (in senso buono). All’inizio non mi piacciono granchè, mi sembrano troppo retrò, troppo troppo e sopratutto sembra uno di quei gruppi cover che si sentono nei pub il sabato sera a reinterpretare ‘Oldies But Goldies’. Invece dopo un po’, sarà per i vertiginosi e velocissimi pezzi, sarà perchè avevo voglia di ballare, son riusciti a farmi star lì. Notevolissima la prova del tastierista che suona velocissimo e senza sbagliare una nota, oltre al fatto che usa i piedi come negli anni ‘50 o tenendoli per aria come un acrobata. Non male davvero.

La serata prosegue con uno strip burlesque ma ho altro di meglio da fare e riscendo quando hanno attaccato a suonare The Orbitunes e oramai, grazie a un paio di birre di troppo, e allo show dei Capone Bros, il demone della deficienza si è impossessato di noi. Non so chi siano questi svedesi, nè quanti dischi abbiano fatto e non me ne importa granchè. Sono stati grandi. Surf, rockablly, r’n’r, chiamatelo come volete ma nell’oretta in cui hanno suonato è stato un baillame meraviglioso per tutti. Cinque ciccioni che hanno fatto deliziare me e tutto il Mads che non voleva altro che questo. Non so se erano pezzi originali (penso di sì) o cover (valle a riconoscere) ma come detto non me ne importa nulla nullissimo. Finisce che balliamo i dischi che mette il tipo alla consolle, sempre surf r’n’r, e neanche capisco che il concerto è finito, tanto la musica è apparsa tutta più o meno uguale. Serata d’altri tempi e di altri modi di intendere il rock and roll. Che è alla fine è questo. Se non lo capite non sarò certo io a spiegarverlo.

Dante Natale