The Oblivians

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Il punto è che se nasci nel bel mezzo del paludoso Mississippi, in una cittadina buco di culo di nome Corinth a 100 miglia dalla “centrale” Memphis, dove peraltro la storia confederata è ancora tangibile sulla pelle dei residenti, le cose che puoi fare sono due: o buttarti con tutta la divisa storica nel Bridge Creek o tagliare la corda il più presto possibile portandoti dietro quello che rimane della passione per la vita. Jack Yarber più di trent’anni fa ha optato saggiamente per la seconda delle ipotesi, lasciandosi abbagliare dalle luci sempre presenti di una Memphis perennemente con la musica e col crimine addosso. Altro stato, altra esistenza. Dove il fantasma di Elvis Presley rappresenta ancora l’attrazione principale, tanto quanto la tradizione di una città che ha visto nascere nomi fondamentali quali Johnny Cash, Alex Chilton, Chris Bell, Aretha Franklin, Al Green, John Lee Hooker, Howlin Wolf, B.B. King e Booker T. Jones giusto per citare i più presenti nell’anfratto provato della mia memoria. Non è un caso che il “grassetto” sia stato usato anche per l’ultimo nome sopracitato, ovverosia il magnifico Booker T. Jones che rimane senza dubbio una delle influenze più sentite e presenti nel background del nostro caro protagonista.

Protagonista a cui non vogliamo affatto dedicare una pagina biografica date le dimensioni di un’attività discografica frenetica e frastagliata ma che comunque ha bisogno di un sunto storico per far comprendere agli ignoranti (senza offesa, è semplice italiano) di chi stiamo argomentando con tanto ardore giornalistico. Dunque assieme a Greg Cartwright nel 1990 il nostro caro Jack fonda i Compulsive Gamblers (riformati poi tra il 1998 e il 2003), quintetto di fottutissimo punk blues che non riuscirà ad imporsi lasciandosi alle spalle una piccola manciata di singoli prima appunto di ritrovare animo e gagliardia grazie ad uscite pre-reunion e alla reunion stessa completata all’indomani della fine degli Oblivians. Quest’ultimi rimangono attivi invece tra il 1993 ed il 1998 (con Yarber e Cartwright c’è Eric Friedl che fonderà la Goner Records e farà parte anche dei Reatards del povero Jay Reatard), e rappresentano la parte più scarna, maligna, sudicia, primitiva del garage rock, infettato dal blues e dal punk più corrosivo. Una valanga di singoli e 7 pollici e un pokerissimo di album all’attivo, l’ultimo dei quali rimane ‘Desperation’ del 2015. La reunion storica era avvenuta qualche anno prima per un tour assieme ai dinamitardi Gories (con tappa anche in Italia) mentre Jack Oblivian rilasciava il suo ennesimo album solista ‘The Disco Outlaw’ marchiato come Jack O & The Tenn. Tearjerkers (ne seguiranno altri due + un live). Yarber ha successivamente preso parte/collaborato assieme e con: Andre Williams, The Cool Jerks, ‘68 Comeback, King Louie & His Loose Diamonds, Greg Oblivian & the Tip Tops, Jack Oblivian & The Cigarillos, The Natural Kicks e Tav Falco’s Panther Burns. Cartwright dal canto suo, fuori dall’orbita Oblivians, può essere riassunto invece come Greg Oblivian and the Tip Tops, Greg Cartwright and the Young Seniors e Reigning Sound. Infine Friedl lo mandiamo agli archivi in seno ai Bad Times e Dutch Masters. (ET)