The Notwist @ Hiroshima Mon Amour [Torino, 23/Marzo/2010]

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La matematica a scuola non mi è mai piaciuta. Poi quando ho scoperto che era alla base della musica ho dato un’occhiata al libro, senza capirci comunque nulla e richiudendolo subito. Avessi avuto i Notwist forse la trigonometria avrebbe attecchito di più all’interno della mia materia grigia, ma l’importante in questa serata primaverile era far imprimere nella testa le melodie glaciali, eppur toccanti di questa band che ha saputo reinventarsi negli anni. Dal quasi metal al pop elettronico di ‘The Devil, You + Me’ sapientemente spalmato in quasi un’ora e mezza di concerto la cui apertura è stata affidata alla reiterante ‘Boneless’ e che ha visto i momenti migliori in ‘Gloomy Planets’ col crescendo finale incalzante e ipnotico, ‘Gravity’ e infine ‘Consequence’, struggente e malinconica. Una canzone che non lascia via di scampo ai sentimenti e ai pensieri. Non sono mancati brani dal celebrato ‘Neon Golden’ che si sono trasformati in veri e propri tappeti di beat e code stracolme di glitch sintetici. Quasi un dancefloor per certi versi. E per la prima volta da un po’ di tempo ho visto un pubblico diverso, attento, curioso. Sarà per gli infernali apparecchi elettronici che i sei ragazzi tedeschi manovrano sapientemente o semplicemente perché in un paese come il nostro, gente che dispensa classe pop sopraffina e melodie appena sussurrate è una rarità per le orecchie, capaci ultimamente di filtrare solo clamori gratuiti e gusti del mese.

Andrea Sassano

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