The Niro + Dente @ Circolo degli Artisti [Roma, 9/Settembre/2009]

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“Dante ci vai tu a vedere Dente?”, vabbeh era scontata. Eccomi qua comunque. Qui al Circolo al primo abbassamento di temperatura spuntano d’incanto abbigliamenti quasi invernali. Come si sa l’apparenza è tutto. Ed ecco foulard, sciarpe (addirittura?), giacche di velluto, pantaloni di fustagno e persino i guanti. Per chi o per cosa sono venuti, come formiche uscite dal termitaio, tutte queste persone? Per Dente e The Niro, cantautori per i quali il Circolo si è riempito come un uovo. La confusione del manifesto pubblicitario che sentenziava Dente + The Niro, con quest’ultimo scritto a penna e piccolissimo, quasi un intruso nella maxi locandina di Dente, mi aveva fatto pensare, stranamente eh, che Dente avrebbe suonato dopo e invece è successo tutto il contrario e sono arrivato con qualche minuto di ritardo, perdendo l’inzio del concerto.

Come detto il locale è pieno di ragazzi/e, di età media 30/40 anni e quando entro Dente è già lì, assieme al suo ciuffo, che canta e bivacca. Canta le sue canzoni chiacchierando amabilmente con il pubblico, fa ridere, uno dei pochissimi, è buffo, ma obbiettivamente sa scrivere delle canzoni finalmente, di quelle da ascoltare pedalando in tranquillità, dopo essere magari scappato in bicicletta per aver rubato un arancio dal fruttivendolo. Canzoni semplici nei testi, solari ma anche un po’ ciniche (forse cattive). E il pubblico è tutto per lui, canta i brani e su ‘Baby Building’ sembra quasi di stare ad un concerto di Gigi D’Alessio, mancavano davvero solo i cuoricini. No, non fraintendete, non è la solita recensione acida. Dente mi è piaciuto davvero e mentre qualcuno vicino a me, imbacuccata con una felpa come quando mia madre mi portava sulla neve da bambino, urla “Io ti sposoooo”, lui si prende gioco di tutto e tutti e ne canta ancora un altra ‘Vieni A Vivere Come Me’, dolce e candida.  Urla e gemiti lo lasciano andare. Deve lasciare spazio a The Niro.

I due tre amici che mi son rimasti mi hanno sempre parlato male di The Niro giudicandolo troppo fumoso. Io non lo avevo mai ascoltato prima, o meglio non lo avevo fatto mai con profondo interesse, neanche sul myspace, sono venuto quasi vergine insomma. Intanto il Circolo, pur essendo sempre abbastanza pieno si è svuotato, la gente evidentemente era venuta sopratutto per Dente. The Niro però non mi è piaciuto. Nulla da dire sulla band, compattissima, ma il problema dell’artista romano è l’eccessivo riferirsi costantemente (stucchevole a tratti) a Jeff Buckley, nella musica e nel modo di cantare. Troppa davvero la somiglianza. Riuscirei a passare sopra a tutto questo ma non mi son piaciute le canzoni, neanche quelle. Fuochi fatui. Disfatte e scialbe. Mancanza di personalità e qualche problema di songwriting insomma. E’ brutto e inutile dirlo ma il confronto con Dente è stato secondo me impietoso. Però il pubblico applaude e apprezza segno che sono stato una mosca bianca. Meglio così.

Dante Natale