The Niro + Dente @ Circolo degli Artisti [Roma, 9/Settembre/2009]

2916

“Dante ci vai tu a vedere Dente?”, vabbeh era scontata. Eccomi qua comunque. Qui al Circolo al primo abbassamento di temperatura spuntano d’incanto abbigliamenti quasi invernali. Come si sa l’apparenza è tutto. Ed ecco foulard, sciarpe (addirittura?), giacche di velluto, pantaloni di fustagno e persino i guanti. Per chi o per cosa sono venuti, come formiche uscite dal termitaio, tutte queste persone? Per Dente e The Niro, cantautori per i quali il Circolo si è riempito come un uovo. La confusione del manifesto pubblicitario che sentenziava Dente + The Niro, con quest’ultimo scritto a penna e piccolissimo, quasi un intruso nella maxi locandina di Dente, mi aveva fatto pensare, stranamente eh, che Dente avrebbe suonato dopo e invece è successo tutto il contrario e sono arrivato con qualche minuto di ritardo, perdendo l’inzio del concerto.

Come detto il locale è pieno di ragazzi/e, di età media 30/40 anni e quando entro Dente è già lì, assieme al suo ciuffo, che canta e bivacca. Canta le sue canzoni chiacchierando amabilmente con il pubblico, fa ridere, uno dei pochissimi, è buffo, ma obbiettivamente sa scrivere delle canzoni finalmente, di quelle da ascoltare pedalando in tranquillità, dopo essere magari scappato in bicicletta per aver rubato un arancio dal fruttivendolo. Canzoni semplici nei testi, solari ma anche un po’ ciniche (forse cattive). E il pubblico è tutto per lui, canta i brani e su ‘Baby Building’ sembra quasi di stare ad un concerto di Gigi D’Alessio, mancavano davvero solo i cuoricini. No, non fraintendete, non è la solita recensione acida. Dente mi è piaciuto davvero e mentre qualcuno vicino a me, imbacuccata con una felpa come quando mia madre mi portava sulla neve da bambino, urla “Io ti sposoooo”, lui si prende gioco di tutto e tutti e ne canta ancora un altra ‘Vieni A Vivere Come Me’, dolce e candida.  Urla e gemiti lo lasciano andare. Deve lasciare spazio a The Niro.

I due tre amici che mi son rimasti mi hanno sempre parlato male di The Niro giudicandolo troppo fumoso. Io non lo avevo mai ascoltato prima, o meglio non lo avevo fatto mai con profondo interesse, neanche sul myspace, sono venuto quasi vergine insomma. Intanto il Circolo, pur essendo sempre abbastanza pieno si è svuotato, la gente evidentemente era venuta sopratutto per Dente. The Niro però non mi è piaciuto. Nulla da dire sulla band, compattissima, ma il problema dell’artista romano è l’eccessivo riferirsi costantemente (stucchevole a tratti) a Jeff Buckley, nella musica e nel modo di cantare. Troppa davvero la somiglianza. Riuscirei a passare sopra a tutto questo ma non mi son piaciute le canzoni, neanche quelle. Fuochi fatui. Disfatte e scialbe. Mancanza di personalità e qualche problema di songwriting insomma. E’ brutto e inutile dirlo ma il confronto con Dente è stato secondo me impietoso. Però il pubblico applaude e apprezza segno che sono stato una mosca bianca. Meglio così.

Dante Natale

34 COMMENTS

  1. Non sei stato una mosca bianca… Nemmeno a me The Niro è piaciuto e condivido in pieno il tuo giudizio, da amante folle di Jeff Buckley… Sì, il confronto con Dente è stato quasi penoso…

  2. 30-40 anni???

    A prescindere da Dente, meraviglioso.
    Mi chiedo perchè questi giudizi saccenti e definitivi su The Niro… Visto che non lo conoscevi neanche.

    Secondo me The Niro è sprecato per un palco come quello di ieri sera ormai.

  3. Quindi devo recensire solo concerti di band cui ho tutta la discografia? Non ho proprio modo di farlo mi spiace. Mi piace anche andare ai concerti e scoprire cose che non conosco. Saccente? Ho detto che “non mi piace”. Che c’è di saccente in questa frase? “non-mi-piace”……….. Definitivo? Ho scritto “Però il pubblico applaude e apprezza segno che sono stato una mosca bianca”. Che vuol dire poi “definitivo”?

    Rilassati che non ho proprio voglia di ricominciare a litigare per ogni cosa che scrivo.

  4. Ecco una mosca non bianca:
    credo che The Niro sia un talento straordinario (che ha fatto un concerto altrettanto straordinario),
    che non c’entra quasi nulla con Jeff Buckley (al primo ascolto l’uso del falsetto inganna),
    ma che abbia una fantasia compositiva unica. Secondo me ai livelli dei più grandi di sempre.
    Opinione mia, ma problemi di songwriting quel ragazzo credo che non ce li avrà mai,
    visto come usa tempi e melodie non semplici facendoli sembrare roba quasi per tutti.
    La voce spicca, è innegabile (Summertime è stata una delle cose più emozionanti che abbia mai ascoltato negli ultimi anni).
    L’approccio di Dente è stato l’esatto opposto di The Niro (molta chiacchiera e simpatia, canzoni semplici e funzionali), ed è stato bello.
    The Niro è stato silenzioso, introverso, timido, ma queste sono le due nature dei personaggi.
    Uno stacco di approccio che personalmente mi ha fatto apprezzare il profilo di entrambi, nonché la serata nelle sue due facce (e non solo a me, visto che c’è stato il sold out per entrambi).
    A tal proposito vorrei dire che sono stato il terz’ultimo a prendere il biglietto verso le undici, e dietro di me c’era una fila che, non esagero, arrivava sulla Casilina (visto l’orario suppongo prevalentemente per The Niro) che non ce l’ha fatta ad entrare.
    Per quanto mi riguarda si continua a fare i paragoni sbagliati.
    The Niro lo accostano prima a Le Luci, poi a Dente, quando si vede chiaramente che è destinato al mondo (in questo senso sposo il commento sopra).
    E’ bello vedere quanto interesse riescano a suscitare due cantautori nostrani,
    ma credo che se per Dente sia facile “arrivare” – nel senso di verità – grazie al suo approccio più schietto e una classicità di fondo che rende più intellegibile il messaggio,
    per The Niro è necessario un ascolto approfondito (come quelli di una volta), e anche lì la verità (e non il parossismo, come neanche in modo troppo velato il recensore palesa) uscirà fuori.

  5. Il 13 Maggio 2005, Davide Combusti aka The Niro scriveva sul suo blog (in seguito al concerto al Circolo con Lou Barlow):

    “cose di cui non essere contento

    per la prima volta, in modo palese, qualcuno mi ha criticato durante un concerto… nel silenzio, prima dell’ultima canzone un ragazzo mi ha gridato “non esiste solo jeff buckley”, ed ho istintivamente risposto “hai ragione… esisto anch’io”… tralasciando le interpretazioni da sbruffone che uno può dare (non c’era niente di strafottente nella mia risposta, anzi, ero proprio affranto a dir la verità)… purtroppo non so come togliermi questa etichetta di dosso… musicalmente c’entro meno di niente (p.e.: io viaggio quasi esclusivamente su tempi dispari, lui usava solo il 4/4), nel cantato… io manco lo conoscevo jeff buckley!!!! ho sempre cantato così, che me ne fregava a me di andare a imitare uno… c’è il mio caro amico guido che potrebbe testimoniare come abbia buttato canzoni valide solo perché somigliavano lontanamente a qualcos’altro, e per me vale per qualsiasi cosa… non amo i plagi, non accetto le scopiazzature, e non voglio adottare uno stile altrui… io canto così, punto! sono consapevole di rientrare in quell’area di interpreti che va da jeff buckley a tom yorke. proprio per questo mi sto censurando… misbeliever, iron moon, cruel, presenti nel demo, hanno un approccio vocale diverso che mi piace, ma con una chitarra senza effetti e con una voce cruel non si può fare e iron moon viene monca… tutto questo panigirico era per dire che A) non si può piacere a tutti… B) l’etichettatura arriva sempre inesorabile C) vorrei avere un giorno la possibilità di rappresentare totalmente la mia musica, cosa che non mi è stata mai possibile finora. D)questa etichetta buckleyana non me la sento nella mia coscienza. E) sono permaloso…… ma proprio tanto eh!!!”

    Fonte: http://theniro.splinder.com/post/4761441

    Ma sarà vero quel che dice? Vabbè, comunque occhio, che si incazza…

    L

  6. Grazie a Marco e a Lorenzo per i commenti precisi e garbati. Credo che a una critica (legittima, personale, condivisibile o meno) si debba rispondere non con una critica ma discutendo con argomenti validi, riportando tutto nell’educazione e nella libertà di espressione. Non è possibile per frustrazione attaccare sempre chi fa questo mestiere, con insulti, allusioni, aggressività. Altrimenti vi invitiamo a venire da questa parte della barricata, sarete i benvenuti.
    Sul conto di The Niro voglio solo sottolineare la dichirazione che lui stesso fa sul blog quando afferma: “io manco lo conoscevo jeff buckley!”. Personalmente la trovo poco veritiera. Comunque i gusti sono gusti e auguriamo a Davide tutta la miglior fortuna di questo mondo.

  7. con il concerto di due giorni fa erano tre volte che ascoltavo The Niro dal vivo, e sono stata una di quelle che alla fine di Dente ha preferito andare fuori. secondo me non c’entra nemmeno Buckley o meno, perchè possiamo parlare per ore delle buone intenzioni di un autore e della sua buonafede, ma che ci siano – non lo metto in dubbio- o meno quel che rimane è se la musica ti tocca qualcosa dentro o meno.
    seconda cosa, anch’io sono stata confusa dal programma ed ero certa che Dente fosse il secondo a suonare, e secondo me buona parte del pubblico visto che nella seconda parte del concerto noi che eravamo usciti in giardino eravamo parecchi. ma non vedo cosa ci sia di male se su due nomi in cartellone si preferisce sentirne uno solo – tenendo conto che entrambi hanno ricevuto più ascolti nei mesi precedenti-
    magari è un problema di ascolto e fruizione, per cui potrebbe aver ragione chi dice che non era il luogo adatto per un concerto del genere (visto il pubblico sempre simpatico che straripava e parlava a manetta), per cui non mi faccio problemi a dire che al momento The Niro può meritare una seconda occasione più su disco che nell’ascolto live.

    (saluti dalla felpa!)

  8. Ciao Dante,
    grazie per la risposta che mi permette di approfondire il discorso The Niro.
    The Niro come nome gira a Roma da una vita, più o meno lo sanno tutti nel mondo underground.
    Io personalmente lo vidi per la prima volta al concerto di Sondre Lerche sempre al Circolo, in cui esibiva le sue canzoni accompagnandosi a uno strano percussionista, un bassista e un chitarrista… per com’erano vestiti sembravano usciti dal mago di Oz.
    Le 600 persone che erano presenti (nessuna credo per lui, che nel 2005 era più che sconosciuto), me compreso, erano ad ascoltarlo in un silenzio tombale, quasi fosse lui l’attrazione principale.
    Magari qualcuno di quei 600 quel live se lo ricorda.
    A fine concerto presi il suo demo molto lo-fi, che ancora conservo.
    L’ho seguito parecchie volte, in cui era in duo, in trio, da solo.
    Il suo approccio è sempre stato cazzone, disincantato, fuori da ogni moda (e qui a Roma sappiamo bene quanto sia facile scadere nel pecoronismo, con il genere del momento, la moda del momento, il cantautore del momento ecc…).
    Poi conoscendolo ti rendi conto definitivamente che è un modesto, uno di quelli che lo vedi tranquillamente in un locale vestito in modo improbabile, che non fa parte di nessun giro da “pacca sulla spalla e contemporaneamente mano a pararsi il culo” (detta da tn durante un live al Traffic, il cui significato mi sembra abbastanza chiaro), ma preferisce frequentare situazioni underground (ha anche suonato per anni con gruppi garage/punk). E’ pure timido (e sul palco spesso si nota), e quando non lo è, è perché è ubriaco.
    Tornando a un discorso più pertinente al tema, credo sinceramente che The Niro non si ispiri a Jeff Buckley, perché si andrebbe così a banalizzare un songwriting complessissimo che Buckley junior non aveva. Songwriting che funziona forse anche di più quando The Niro è da solo con la sua chitarra.
    Lì capisci che nella loro complessità le sue sono canzoni, e non brani.
    Sul suo cuore poi non ho dubbi al riguardo: uno che viene preso da una major fagocitartisti e canta brani che suonava anche prima, allo stesso modo di prima, con lo stesso stile di prima vuol dire che ha tenacia e coerenza.
    Per quanto mi riguarda c’è solo che da essere orgogliosi di un percorso simile,
    poi ognuno la vede come vuole,
    e in questo senso mi è parso giusto scrivere (laddove me ne sia data la possbilità) un’opinione che possa mostrare altri aspetti che non erano stati posti in essere nella recensione.
    Ciao Dante,
    grazie per lo spazio!

    Marco

  9. Ciao Marco e Lorenzo e V..grazie per le critiche una volta tanto costruttive. Mi fa piacere che a voi sia piaciuto così tanto, io sinceramente l’ho trovato banale e la sua dipendenda da Buckley davvero troppo marcata. Ma la divergenza di opinioni ci sta sempre. Anzi, se vi va di scrivere qualcosa, vista la compenteza che avete contattate Emanuele (mi permetto).

  10. Caro Dante,
    ti ringrazio per l’invito a partecipare come recensore,
    ma conoscendomi non credo ce la farei proprio a passare, come dici tu, “dall’altra parte della barricata”,
    già solo perché mi dispiacerebbe molto parlare non bene di qualcuno.
    Detto ciò concludo il discorso The Niro (al quale al prossimo concerto chiederò un conto salatissimo per questa strenua difesa di cui forse non avrebbe neanche bisogno).
    Mi capita spesso di portare amici ai live di cose che mi interessano: sempre gente competente e con un grande amore per la musica (dal noise, al grind, al brit passando per tutto quello che c’è in mezzo).
    Tra questi c’è chi detesta Jeff Buckley (e devo constatare che ce ne sono parecchi in giro, io stesso non ne sono un grandissimo estimatore).
    Curiosamente tra quelli che detestano Buckley ce ne sono molti che amano The Niro.
    Ti chiederai perché.
    Perché loro ci hanno visto un talento assoluto, ovvero uno che riesce ad essere tante cose e contemporaneamente mantenere uno stile senza esserne neanche consapevole (e con questo mi viene da contestarti fortemente quel “banale”, che se è banale tn smettiamo di ascoltare musica senza passare dal via).
    The Niro ha questa capacità di destrutturare un brano, spezzarlo con ritmi improbabili, e mantenerne l’intensità. In questo senso alcune sue cose quasi potrebbero paradossalmente rimandare ai Mars Volta (con la differenza che i MV non hanno il minimo interesse a fare una canzone in senso classico).
    Se proprio dovessi paragonarlo a qualcuno lo vedrei in un mix estremo tra Elliott Smith, i Mars Volta, e le musiche da film.
    The Niro suona qualunque strumento gli metti in mano (non come Lenny Kravitz, che sa suonare solo la chitarra, poi il resto lo suona a cazzo però è un figo perché suona tutto) con classe, senza aver mai preso una lezione di musica. E infatti nel disco ha suonato tutto lui.
    Lo so che è strano, ma se provi ad approfondire solo l’aspetto musicale (visto che mi dicevi che non l’hai fatto prima), secondo me il cerchio potrebbe quadrare anche a te.
    The Niro voce e chitarra è un’altra cosa ancora.
    I brani sono sempre gli stessi, ma cambia la luce che li illumina.
    E’ intimo, toccante e avvolgente. Quando non beve. Altrimenti è capace di parlarti per mezz’ora di supplì o del Dalai Lama, e i live durano anche 3 ore.
    E ovviamente, in tutto questo aspetto tecnico, c’è il lato umano che è fondamentale.
    The Niro ha cuore, e arriva.
    Il fatto poi che sia amato dai Radiohead, da Lou Barlow, dalla Pfm, dal Banco, dai Deep Purple, da tutta la nuova scena indipendente di Seattle, dagli Inspiral Carpets ecc (tutta gente che fa generi diversi),… un motivo ci sarà, no?

    Invece ti dico una cosa su Dente: quando sono entrato l’altra sera un tizio che conoscevo mi fa: “senti il nuovo de gregori”.
    Visto come il nuovo De Gregori Dente non mi è sembrato minimamente reggere il confronto, ma poi ho pensato che forse Dente voleva solo essere Dente, e in questo senso mi è piaciuto.
    Per The Niro è la stessa cosa.
    Se vuoi vederne il marcio non ti piacerà mai,
    ma se vuoi vederlo veramente per quello che è,
    non potrà non conquistarti.
    E con questo finale roboante mi chino il cappello
    e vado a lavorare.
    Grazie ancora per lo spazio,
    e magari la prossima volta che The Niro suona a Roma andiamo insieme, che ne dici?
    A presto,

    Marco

  11. Un momento, non ci siamo capiti: su The Niro sono d’accordo con te! Mi chiedevo se fosse vero che Buckley non c’entra nulla e rispondevo “no.” Però The Niro fa finta di niente e nega tutto…

  12. Ho beccato The Niro su facebook linkandogli il report, mi ha risposto ancor prima di leggerla che sicuramente avrebbero parlato male di lui e bene di Dente, e che avendo avuto attriti in passato con questo sito gli sembrava una cosa anche normale. Comunque dice che pensa a suonare e basta, del resto non gliene frega niente.

  13. Grazie per esserti prodigato in questa mediazione. Ora siamo tutti più tranquilli.

    Chi risponde come “admin” (amministratore) non è Dante ma il sottoscritto.
    A Nerds Attack! non esiste nessuna linea editoriale per cui un artista debba essere trattato sempre in un certo modo piuttosto che in un altro. Siamo oltre 20 persone, libere di fare scelte, libere di dare giudizi, libere di scrivere. Non capisco quindi a quali attriti passati si riferisca Davide. Tra le altre cose l’ho incontrato personsalmente in radio nel febbraio scorso, una veloce chicchierata sul nuovo disco, chiacchierata che è prontamente finita come News il giorno stesso (http://www.nerdsattack.net/?p=5076).
    Davvero incomprensibile definire la cosa “normale”. Soprattutto perchè (discorso personale a parte) l’unico altro live report riguardante The Niro (2008 al Circolo) è un’autentica elegia del nostro Bizzaglia (http://www.nerdsattack.net/?p=1465).
    Dunque non ci sono le basi per parlare di attriti. Personalmente non amo la proposta di Davide, ma questo non significa che non lo reputi un autore capace, che riesca ad arrivare in maniera così diretta al cuore e ai sentimenti della gente. Sarò stato sfortunato, poi, ma nelle occasioni che l’ho visto dal vivo non mi ha mai entusiasmato (ne ho scritto una sola volta all’interno del Sorpasso – http://www.nerdsattack.net/?p=2639).
    Ognuno esprime la propria opinione. Noi continuiamo a farlo in maniera scevra da ogni compromesso, da ogni mediazione, da ogni tipo di pressione. Essere onesti a volte, in questo mondo di amicizie superficiali e di legami fintamente duraturi, non paga. Ma essere onesti per noi significa essere liberi.

    Emanuele Tamagnini

  14. Ciao Emanuele, avrei dovuto evitare di coinvolgere Davide, che non credo fosse così interessato ad approfondire certi temi. Comunque sia se si è espresso ancor prima di leggere questa recensione evidentemente qualcosa tra voi è successo, non ti pare?

  15. ho visto il concerto. considerare uno come dente il nuovo de gregori e dire che the niro scrive male, disfatto e scialbo è fuori da ogni logica.

    posso capire i gusti, ma sinceramente mi sembra la recensione di uno che ha appena acquistato “il piccolo critico” ed è arrivato al capitolo “acquisire considerazione facendo il cattivo”!

    un conto è il gusto, e ci si può stare, ma certe volte fate queste scatarrate di veleno sono proprio fuori dal mondo.

  16. Dante scrive su Nerds Attack! da quasi 7 anni. La sua considerazione è stata acquisita grazie a oltre 100 live report e circa 150 recensioni. Il mestiere di “critico” non esiste. Nessuno gioca o vuole diventarlo. Nessuno è cattivo o vuole esserlo scrivendo. Queste diatribe “se sia meglio un artista o un altro” o alcune sollevazioni popolari (in alcuni casi con tanto di minacce!) se si incontrano giudizi negativi o comunque non positivi accadono solo nel nostro paese. Sintomo di estrema provincialità e di scarsa professionalità (se a sollevarsi sono gli artisti stessi). Ad essere fuori dal mondo sono quelli che sperano di trovare scritto in una qualsiasi recensione le cose a loro più congeniali.

  17. La discussione ha preso una piega che personalmente non mi fa impazzire,
    ad ogni modo per quanto conosco The Niro so che è molto umile e che accetta ogni tipo di critica (anzi, l’ho visto anche ringraziare chi gli faceva degli appunti), non ce lo vedo a dire cose del genere.
    Più facile che abbia detto quelle cose in modo cazzone come per dire “sì, avranno parlato male di me perché sono brutti e cattivi”. Questo sì.
    Non è facile da interpretare il Combusti pensiero, no, no.

  18. In primo luogo il taglio della recensione: paragonare Dente e The Niro fino a metterli quasi in competizione – non in prima persona, sia chiaro: mi risulta che loro, estranei a queste spicciole speculazioni, si apprezzino a vicenda, sia sul piano umano, sia su quello artistico – in una sorta di X-fucktor virtuale che, partendo dall’approccio di Dante Natale, prosegue a colpi di commenti.
    E’ un’impostazione, questa, che fa acqua su tanti di quei piani che mi spiace perfino elencarli.
    Ora, fossi l’autore, preferirei sposare la tesi della “linea editoriale anti The Niro” piuttosto che far la figura d’aver preso una simile cantonata.
    Qui si scambia il palco del Circolo per quello della Corrida, checcavolo!

    In secondo luogo, sempre a proposito di paragoni sbilenchi, l’annosa questione Niro-Buckley: qualcuno arriva addirittura ad insinuare malafede nelle schermaglie del cantautore romano.
    Ma dico, è modo, questo, di fare reportage/critica musicale? Coi processi alle intenzioni? Con faziose conte di botteghino?
    Guardiamo la musica.
    La. Musica.

    Della sua breve vita professionale (e breve vita tout-court, r.i.p.), l’immenso Jeff ci ha lasciato in eredità un album. Uno. Per quanto, a detta di molti, sia inarrivabile, ipotizzare che la ricchezza – orizzontale (quantità, varietà) e verticale (qualità, inventiva) – della produzione di Davide Combusti ne sia figlia è quantomeno irragionevole. Avrebbe più senso, semmai, affermare il contrario, non fosse per il paradosso cronologico. E parlo di una vita professionale altrettanto breve, ma solo perché inizio di una (ci auguriamo) lunga e promettente carriera, in cui il più è ancora da dire e da dare.

    Fino a che punto entrino in gioco i miti romantici della morte prematura o l’esterofilia tipicamente nostrana, nella beatificazione del primo – in generale ma pure, biecamente, a scapito del secondo – è fenomeno di semplice osservazione.
    Indegno però, mi dico, di un addetto ai lavori e di una testata del settore.
    Soprattutto nella propria reazionarietà.

    Chè pure mio nonno, che nella sua vita ha ascoltato solo Bach, Vivaldi e Mozart, ritenendo già Beethoven o Chopin un po’ troppo ‘moderni’ per i propri gusti, magari non avrebbe comprato il cd di The Niro né gli sarebbe ‘piaciuto’, ma – da conoscitore della musica, dell’arte, della bellezza – avrebbe ammesso che ci troviamo di fronte – come qualcuno scrive qui e molti hanno già scritto altrove – ad un “talento assoluto”.

  19. Indegno è voler per forza di cose continuare e reiterare la difesa ad oltranza per conto terzi, maledicendo, inveendo contro chi ha scritto il contrario del proprio pensiero. Che rimane proprio e dunque PERSONALE.
    Indegna è la diffusa frustrazione di non poter essere dall’altra parte della barricata a scrivere e filosofeggiare come in prima liceo. Davide è un talento, personalmente lo ritengo tale, seppur, come detto sopra, la sua musica non mi faccia impazzire. Ma se gli altri, in molti, hanno scritto su Davide che sia un “talento assoluto” non vedo perchè dovremmo correre a scrivere anche noi la stessa cosa. Riusciamo ad essere veramente indipendenti in questo. Di copia-incollate farraginose se ne trovano a iosa nel web, di pseudo-scriba prurigginosi con la voglia matta di esaltarsi anche per un niente. Indegno dunque rimane il solito scontro da bar dello sport di infima periferia, che ripeto per l’ennesima volta, appartiene solo a questo paesello di menti elevate.

    INFINE riporto con estremo piacere SOLO UNA RIGA (per volere dello stesso autore) della lunga e serenissima MAIL che ho ricevuto poco fa dallo stesso DAVIDE COMBUSTI che ringrazio pubblicamente:
    “Sinceramente non ho il minimo problema con te, e figuriamoci se mi metto a chiamare mediatori per sostenere la mia causa!”.

    Sicuramente talento anche in signorilità. Quella che scarseggia in molti di voi, nascosti da nick fasulli e anonimato.

    La questione finisce qui. Nessun altro commento a riguardo verrà autorizzato.

    ET

  20. Ciao Emanuele, scusami ma ci tengo a precisare due sole cose. Poi puoi giustamente chiudere questa stupidissima diatriba.

    @pap-pa- Dove ho scritto che Dente è come De Gregori? Me lo trovi? Te lo dico io. Non c’è. Non sai neanche leggere. Te lo sei inventato.

    @FB : di beatificare Buckley, di cui non mi piace quasi niente, non me ne importa un fico secco. Ho detto che The Niro gli assomiglia. Cosa su cui posso passarci anche sopra perchè quel che conta, PER ME, sono le canzoni, e quelle non ci sono. PER ME. (sai leggere? è scritto chiaro e tondo). Ti copio il periodo.

    ” il problema dell’artista romano è l’eccessivo riferirsi costantemente (stucchevole a tratti) a Jeff Buckley, nella musica e nel modo di cantare. Troppa davvero la somiglianza. Riuscirei a passare sopra a tutto questo ma non mi son piaciute le canzoni”.

    Il confronto che ho fatto con Dente, (ma ho subito sottolineato l’inutilità di tale confronto, basta leggere), si riferiva sopratutto al pubblico. Molto molto più folto e sopratutto partecipe con Dente rispetto a The Niro. Per il resto potete analizzare la musica e la persona di Davide come quando più vi pare. Resta il fatto che NON MI PIACE. E ho la libertà di dirlo, così come h0 il dovere di dire che se a me non è piacuto, alla maggior parte del pubblcio sì. C’era scritto anche questo, ma ancora una volta, non sapete leggere.

    Dire che il concerto di Dente è stato bello va bene, dire che the Niro non mi è piaciuto significa essere tacciati di esterofilia. Dente da dove viene? dal Massachuttes??

  21. Gentile Dante,

    con quest’ultimo paragrafo ha ucciso il tentativo di Emanuele di chiudere il thread con classe e sinceramente me ne dispiaccio.

    Non credo che inveire contro gli utenti del sito a suon di “non sai neanche leggere”, “te lo sei inventato” e “sai leggere?” rientri negli standard più alti del dibattito, come non lo è aggiungere l’ultima parola laddove gli interlocutori non hanno diritto di replica.

    Ciò detto, rispondo che si, so leggere – so anche scrivere Massachusset (via, mi sia concessa la battuta).

    In effetti, oltre a porgere il fianco alla mia ironia, gli argomenti ed il pullulare di refusi nel Suo intervento finale mi dicono che qui, qualcuno, magari sa pure leggere, ma non si prende la briga nè di rileggere le proprie parole, nè di seguire il filo di un dibattito sviluppatosi – sorpresa! – anche fuori dal Suo piccolo universo Dantenatalecentrico.

    1) A chiamare Dente “il nuovo De Gregori” è stata un’altra persona, citata da Marco.
    Pop-pa rispondeva a quella frase e quindi mi viene un gran voglia di chiederLe, Dante: ma sa leggere?

    2) E’ proprio il confronto che “si riferiva soprattutto al pubblico” ecc. ecc. che mi ha portata a domandare se avesse scambiato il palco del Circolo per quello della Corrida – ed il Suo ruolo per quello di “applausometro” – e che ora mi fa tornare voglia di chiederLe, Dante: ma sa leggere?

    3) Quanto a Jeff Buckley, ho contestato precisamente quello che ha scritto Lei: l’insinuazione di un “continuo riferirsi”.
    Spostando poi la questione del paragone fra i due su un piano più generale e rispondendo anche ai commenti di Marta, Lorenzo e Marco, ho parlato, si, di “beatificazione” ed “esterofilia”, ma che a Lei Buckley piaccia o meno è irrilevante, e certo non c’entrava Dente (!!!!), il quale, ad ogni modo, è di origini friulane. Di nuovo, Dante, mi viene voglia di chiederLe: ma sa leggere?

    4) Infine, che The Niro non Le piaccia, è altrettanto irrilevante quanto la Sua opinione di cui sopra. Ma che non abbia saputo – o, per essere di manica larga, diciamo ‘voluto’ – spendere una parola sulla sua musica è un altro discorso e, a mio avviso, professionalmente non Le fa onore.

    Sono stata più chiara, adesso, o vuole che glielo rispieghi con dei disegni?

    Cordialità,

    F.Bozano

  22. Un’ultima replica a Marco (per distinguerlo diremo che è Marco che ha il cane di nome Aguirre come ci fa sapere lui stesso). Il diritto di replica viene dato a tutti, come puoi vedere dai commenti arrivati. Nessun altro è stato censurato e anzi, dopo la mia parola “fine” sulla querelle è stato pubblicato quello di F.B.
    I detrattori dell’articolo (come li definisci) hanno avuto dunque modo di esprimere, giustamente le loro analisi, e anzi i primi di Marco (un altro?) e Lorenzo sono stati salutati con un ringraziamento per i toni pacati e civili.
    La mia presa di posizione è stata veemente, si, ma con diretto interessamento a quei soliti (diciamo pochi) ma soliti eletti che non aspettano altro per dare addosso all’untore, con le solite frasi fatte anti-critica, con le solite quattro banalità da prima elementare. Le due lunghe mail ricevute da Davide Combusti hanno poi chiarito ogni cosa, “cancellando” qualsiasi tipo di dubbio sul rapporto di stima che intercorre tra il sito (e del sottoscritto in particolare) e lo stesso artista. Detrattori si ma con cognizione di causa.
    Per quanto riguarda la battuta che fai su “Mediolanum” è molto carina, complimenti, ma qui abbiamo preferito fare un percorso diverso. Molto diverso.

  23. tralasciando per cortesia umana la straordinaria pacatezza del tuo commento (grazie f.bozano, tu dov’è che hai imparato a leggere invece?), continuo a pensare che una critica debba isolarsi dal gusto, che è un dato soggettivo…così come il commento di Dante Avvelenato.

  24. premesso che sono solo incuriosito dalla discussione così accesa, il cui merito non mi interessa in quanto non ho mai sentito il ragazzo suonare dal vivo (se non come batterista) ho sentito di sfuggita un paio di pezzi che fanno riferimento ad un modo musicale di cui attualmente m’importanasega… ho 2 domande

    domanda n.1:
    perchè tutti quelli che sostengono che questo The Niro sia un “Talento ASSOLUTO” * ** danno l’impressione di essere amichetti personali del suddetto?

    http://www.google.it/search?hl=it&client=firefox-a&rls=org.mozilla%3Ait%3Aofficial&hs=05G&q=francesca+bozano+the+niro&btnG=Cerca&meta=

    perchè a tesserne gli elogi non sembra esserci nemmeno un fan disinteressato e sconosciuto, magari anzi schifato anche un po’ dal suo idolo, come accade in genere per i Talenti ASSOLUTI* **???

    Domanda n.2?
    Per curiosità, dov’è reperibile la notizia che il suddetto “sia amato dai Radiohead, da Lou Barlow, dalla Pfm, dal Banco, dai Deep Purple, da tutta la nuova scena indipendente di Seattle, dagli Inspiral Carpets” .
    Io ho trovato solo che ha aperto i concerti di alcuni di questi (che mi sembra diverso).

    * 2 parole che già prese singolarmente mi fanno un po’ paura, messe insieme mi fanno tremare le ginocchia e tutto il resto, convulsamente.
    **uanm’ e chi è chist’, john lennon?

  25. Come ho già scritto: un vero peccato l’occasione sfumata di chiudere con l’intervento di Emanuele.

    Credevo che la mia risposta a Dante sarebbe stata letta in privato e mi andava benissimo così. Mi va altrettanto bene che sia stata pubblicata, ma, visti i toni e l’oziosità degli argomenti di questa discussione, personalmente me ne chiamo fuori.

    Ad Alberto, brevissimamente: ho conosciuto Davide – The Niro – in tempi abbastanza recenti perché gli ho dedicato un mio lavoro (a lui come pure, fra gli altri, a John Lennon, per l’appunto). Gli ho dedicato un mio lavoro perché, artisticamente, lo ritenevo e lo ritengo un talento assoluto (precisamente, come pure, sempre fra gli altri, sempre John Lennon, per l’appunto).
    Che non gli servano mediatori a sostenere la sua causa lo ha detto chiaramente lui stesso.
    Aggiungo che non ci sarebbe alcuna causa da sostenere se il tempo delle ciarle da cortile – e dei google-dossiers – fosse invece dedicato ad ascoltare La Musica.

    E per quanto mi riguarda si conclude qui.

  26. Questione di punti di vista…
    Fuoco Fatuo = idrogeno fosforato che spontaneamente si accende all’aria (Paracelso), … I cosiddetti fuochi fatui sono piccole fiammelle generalmente di colore bluastro,originate dalla combustione del gas metano e della fosfina, che si mostrano a livello del terreno in prossimità di cimiteri, paludi e stagni. Il momento migliore per osservarli è nelle fredde sere d’autunno .Nell’antichità si riteneva che questo fenomeno fosse la chiara dimostrazione dell’esistenza dell’anima (meteoclima.net).
    Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, forse indirettamente hai fatto un complimento al ragazzo “the niro”: ti uccide con le sue canzoni e ti accorgi di avere un’anima. Può non piacere ma negargli il talento è impossibile, magari ha bisogno di maturare, di continuare la sua ricerca artistica, di essere criticato costruttivamente, di circolare ma “il ragazzo si farà…”
    Dente pace, non lo conosco ed evito la pessima acustica del circolo per le iniziazioni (mia opinione opinabile).

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here