The New Pornographers @ Shepherd’s Bush Empire [Londra, 9/Dicembre/2010]

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Le semi-leggende del circuito di Vancouver e dintorni tornano nel Vecchio Continente per una manciata di date albioniche a promozione dell’ultimo album di studio. La domanda ossessivo-compulsiva che ci ronza in testa ancor prima di salire sull’infame volo Ryanair è se sul palco, nella corte di musici di A.C.Newman, comparirà magicamente anche sua signoria Neko Case dai capelli rossi. La seconda domanda, meno ossessiva e piu’ professionale riguarda i toni della performance che ci aspetta: il supergruppo canadese ha scaldato i motori in una serie di date nel continente australe e un paio di date sold-out a New York proprio prima di questo concerto londinese. Naturale chiedersi cosa accadrà in questo live e cosa varierà rispetto all’esibizione di qualche mese prima del Primavera Sound Festival catalano è irrefrenabile – quanto comprensiva – istanza comparativa.

Al di là di una facile constatazione climatica (fuori dallo Shepherd’s Bush potrebbe tranquillamente essere in corso una tormenta di neve),  il primo fattore che colpisce è la qualità dell’audience e la sua reattività alle prime canzoni del gruppo di Newman. Dopo l’ottima slot di supporto da parte degli Allo Darlin’, i New Pornos infilano una serie di notevoli numeri d’apertura, tra cui ‘Moves’ (intro anche del piu’ recente e ottimo album ‘Together’), ‘My Slow Descent Into Alcoholism’ e ‘Crash Years: eppure il pubblico sembra capitato lì quasi per caso. Rispetto al selvaggio stage-diving dei raduni a base di birra e indie, a West London stasera c’è una pacatezza inusitata. Eppure c’è persino Neko Case che sfoggia la sua solita voce di miele, nonostante l’apparenza sciatta di chi potrebbe tranquillamente essersi svegliata trenta secondi prima di salire sul palco. La scaletta è una delle migliori che un fan potrebbe aspettarsi: alle grandi perle dei precedenti album (‘Twin Cinema’ o ‘Mass Romantic’), vengono accostate quelle piu’ recenti (il climax di ‘We End up Together’, la potenza di ‘Together’ o la ninna-nanna di ‘Sweet Talk, Sweet Talk’). Solo a metà spettacolo, la partecipazione degli autoctoni diventa apprezzabile per chi – come la sottoscritta – già dai primi accordi aveva scatenato un inferno di note cantate & stonate ai piedi di Neko Case. L’apprezzamento e gli applausi crescono ai contrappunti vocali della band tutta (a contarli sulle dita, sono sei voci almeno che s’inseguono e s’incastrano alla perfezione, che neanche i migliori Beach Boys) e paradossalmente raggiungono l’apice sui pezzi piu’ morbidi, quelli in cui il genio melodico di A.C. Newman e la voce della rossa Case si incontrano su un territorio di malinconia acustica, di ritmi appena sussurrati e liriche suggestive ed ermetiche: ‘Challangers’ è epocale e ‘The Bleeding Heart Show’ è semplicemente commovente e scatena quasi il coro degli astanti tutti sull’iterativo finale “We have arrived too late to play the bleeding heart show”. C’è anche il tempo per una battuta sarcastica di Newman su Dan Bejar, ormai da parecchio tempo assente dalle uscite dei New Pornographers, preso com’è dai suoi progetti alternativi: A.C. apostrofa il desaparecido come uno sconosciuto ormai, venendo addirittura ripreso da un fan nel pubblico. Con la solita varianza che li contraddistingue, i New Pornographers chiudono la sessione con ‘Sing Me Spanish Techno’, canzone con cui, invece, avevano giustamente aperto la sessione catalana di Maggio: lo Shepherd’s Bush s’è scaldato troppo tardi. Con ultime note in gola, lo spettacolo è già finito e ci tocca ributtarci mestamente, con il caldo power-pop dei canadesi nel cuore, fuori nella gelida Londra.

Chiara Fracassi