The Morlocks @ Traffic [Roma, 18/Giugno/2008]

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Tra gli ultimi appuntamenti al chiuso della season 2008 ci sono i leggendari Morlocks al Traffic. Un Mercoledì sera che non vede il pienone che avevo previsto ma neanche un flop. Le presenze si attestano su un centinaio circa e l’aria condizionata del locale è un toccasana contro la canicola di questa giornata. Dopo aver salutato impavidi una blanda security io e Aguirre (che indossa un maglione, boh!) affrontiamo con un certo piglio personale le scale che ci portano dabbasso proprio mentre i romani Black Circus Tarantula iniziano il loro concerto. Non so quante volte li ho visti, eppure ogni volta cambio opinione, a volte mi piacciono altre no. Oggi mi son piaciuti parecchio, erano molto Dickies nelle melodie e quindi ho alzato il pollice in segno di approvazione. Davvero gradevoli nelle loro canzoncine power punk. La terza Menabrea fa intanto il suo debito corso e, mentre assistiamo al cambio palco, sento paurosamente crescere una bolla di spuma nel mio cervello. E’ la volta dei Morlocks. La band californiana, nata nel 1984, ha davvero avuto una gestione travagliata. Dopo i fasti iniziali e lo scioglimento sul finire degli anni ’80, venne data notizia della presunta scomparsa per overdose del cantante Leighton Kozumi che, invece, sarebbe riapparso dieci anni dopo vivo e vegeto. Ora son tornati con un nuovo disco, ‘Easy Listening For The Underachiever’ che la sempre attenta Go Down Records ha pubblicato in Italia (era uscito lo scorso anno solo negli USA) assieme al primo EP ‘Emerge’, entrambi anche in vinile.

Leighton ha una fisionomia a metà tra un primate e un indiano Cherokee, con tanto di cappello western nero. Quando i Morlocks salgono sul palco si capisce subito che non sono l’ennesimo gruppo garage. Oltre ad un muro di chitarre davvero potente va detto che questa è gente che on stage ci sa stare, Leighton anche davanti a poche persone concepisce il concerto come un atto di devastazione. Il nuovo disco rappresenta quasi tutta la scaletta, partono lenti, con un brano acido per poi iniziare a bruciare note su note. L’atmosfera da picolo club del Traffic sembra quasi eccitare i Morlocks che danno vita a una prestazione lussuosa di come si suoni il r’n’r. Aguirre dice bene, sono tre accordi, sono sempre quelli, ma non c’è scampo, chi li sa suonare e chi no, chi sa stare sul placo e chi no, chi riesce a non annoiare con pezzi garage di 6/7 minuti e chi spaccherebbe i coglioni anche con un brano da un minuto. Il finale è roboante con una prestazione superiore del batterista che non accarezza il suo rullante ma tenta di spaccarlo ad ogni colpo e Leighton che a petto nudo mostra i muscoli e la voce incazzata. Forse l’unica cosa che gli si può rimproverare è stata la brevità, mentre per il resto è stata alta scuola di rock. Superiori.

Dante Natale

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