The Mojomatics + Poppy's Portrait @ Circolo degli Artisti [Roma, 19/Aprile/2008]

400

Per questa serata mi danno buca contemporaneamente sei persone. Record negativo in assoluto. Eppure non rinuncio. Vado lo stesso al Circolo. Da solo. Perchè stasera ci sono due gruppi incredibili. I nostri romani Poppy’s Portrait e i veneti The Mojomatics. Abbinamento abbastanza strano visto che i primi suonano, come sanno anche i sassi, psych rock noise indie bla bla bla mentre i Mojomatics sono un duo garage punk rock. Meglio così. La mescolanza è sempre preferibile alle serate monotematiche. Prima di ascoltare i Poppys stavo già pensando a cosa scrivere sulla recensione dedicata a loro. Li abbiamo recensito una marea di volte, qui a Nerds Attack! ne abbiamo analizzato ogni singola nota per cui l’idea era di tirare una riga e concentrare lo scritto sui Mojomatics per evitare il rischio di ripetere sempre le stesse cose. E invece no. Non posso esimermi. Devo raccontare di nuovo un loro concerto. Iniziano facendo una sorta di check del rumore, portano tutti gli strumenti allo sfinimento creando un muro inaudito di effetti, poi si lanciano in tre quattro cavalcate post rock di valore immenso. Li ho visti tante volte ed ho sempre avuto l’idea di essere di fronte a un gruppo di livello assoluto: ma stasera, seppur impossibile, si sono superati. E la cosa bella è che erano talmente sicuri in quello che facevano che sembrava stessero facendo delle prove. Il loro suono è un mix letale. Come se i Sonic Youth suonassero come i GY!BE. Ecco l’idea che mi si è impigliata nel cervello stasera. Tutti brani strumentali eccetto l’ultima, la quasi pop song (nel ritornello) ‘Witch Hunt’, il loro miglior brano per quel che mi riguarda. Concerto di intensità lirica assordante, musica che annulla e fa scomparire, anche l’ascoltatore, a sentirla ci si sente soli di fronte a tutto, solitari come il solo occhio di un uomo che cammina verso dei ciechi. Il pubblico, stregato, tributa quasi degli osanna alla fine di ogni brano. Inarrivabili.

I The Mojomatics sono un gruppo elettrizzante che ha inciso tre dischi per la Ghost Records, già etichetta di Merci Miss Monroe, degli splendidi Edwood, One Dimensional Man e altri ancora. Sono solo in due. Chitarra e batteria. Niente basso, ma tanto chi come me non suona non ha mai capito a cosa cazzo serva. Look anni ’50, ovviamente con giacca e cravatta d’ordinanza. Mi sono messo nelle prime file all’inizio ma poi a causa di un bastardo che fumava, del pessimo audio della voce e, sopratutto, di tre insulsi ballerini che mi zompettavano a fianco andando sempre fuori tempo, risultando irritanti, ho dovuto ripiegare dietro. Circa 150 persone hanno riempito la sala per assistere al loro show. Il concerto è stato davvero ottimo; da ridere le smorfie alla Mr Bean del batterista, che sa colorare e decorare come pochi i semplici riff di rock and roll del suo pard e che si appoggia alla batteria come se ci fosse sdraiato. Fondamentalmente i The Mojomatics hanno una componente in più rispetto al marasma di gruppi garage punk che si ascoltano di solito. Le canzoni. Il songwriting. I ritornelli. Ecco perchè il loro concerto sarà perfetto. Garage mescolato a melodie punk rock, qualche volte i brani si travestono con arrangiamenti country, ‘Stars Above’, a volte blues, ‘Asking For a Better Circumstance’ ma il risultato è sempre lo stesso, cioè eccellente. Puoi fare tutto quello che vuoi ma se nel r’n’r non hai i ritornelli ti mancherà sempre qualcosa. E loro li hanno. E’ entusiasta la risposta del pubblico che balla e salta o canta un hit come ‘Wait A While’, oppure ‘She Loves’ fino alla bellissima ‘Complicate My Life’. Niente da dire, davvero una delle serate meglio riuscite di questi ultimi tempi. Due grandissimi gruppi. Quando esco il Circolo si sta già affollando per la parte della serata mondana, quando al concerto seguirà il dj set con ‘My Sharona’. Scappo appena in tempo.

Dante Natale

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here