The Mojomatics @ Freakout [Bologna, 2/Febbraio/2013]

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Per farmi smuovere dal caldo del termosifone e infilarmi sotto la pioggia battente stasera son bastati i Mojomatics, per me la band numero uno in Italia, su disco, di rock and roll. Li avevo visti altre due volte e l’impressione era sempre stata “sì, dai bravi OK, però perchè non mi son piaciuti?”. Voglio risolvere l’enigma finalmente stasera. Al Freakout stasera non c’è la folla che avevo trovato ai Vibrators anche se il locale andrà riempendosi a poco a poco per registrare un più che discreto pubblico. Una birra, un occhio al merchandise, un saluto al barista e inizia il primo gruppo spalla, i Kill Spector, spero di aver captato bene il nome, e lasciatemi dire, era un po’ che non ascoltavo un gruppo spalla di così buon livello. Old dirty punk and roll, molto legato come immagine agli anni ’60, anche per la prestazione eccelsa del batterista, vero nerd, che suona tutto sghembo e scombinato, senza perdere un colpo però, chino e quasi sdraiato sulla batteria a tre pezzi. Potenti, sguaiati, molesti e con grande classe regalano 25 minuti di ottima fattura. Pollice alto.

Cambio palco e vedo 4 persone sul palco attrezzare gli strumenti e penso “però, come son diventanti importanti i Mojomatics che adesso hanno anche quattro roadies”, e invece scopro che ci sarà un altro gruppo spalla gli Snookys, da Bergamo che si riveleranno anch’essi piacevole sorpresa. Onetwothreefour e sparacchiano una manciata di brani di punk rock veloci, precisi e tecnici da pietrificare gli astanti. Senza pausa tra un brano e l’altro, metà scuola americana, metà inglese anni ’80 sanno il fatto loro, suonano a cazzo eretto, salutano, ringraziano! Precisi.
 Ho poi fatto shopping al banchetto.

Bene è l’ora. I Mojomatics sono oramai uno dei gruppi più interessanti, e a ragione, in Italia ma anche in Europa con i loro tour massicci ovunque. Quarto album in promozione, ‘You Are The Reason OF My Trouble’, leggermente sotto, come livello, al precedente ‘Dont Pretend That You Know Me’ ma sempre un colpo grosso di punk, garage, rock and roll e british invasion, il tutto suonato con dentro le orecchie sempre Bob Dylan, mai mistero di grande ispirazione per il duo bergamasco. Il batterista ha oramai dei baffetti pericolosamente vicini a Mario Moretti, capo delle Brigate Rosse e sono entrambi vestiti uguali, come da tradizione dei complessi anni ’60, jeans e camicia a quadrettini rossa. La chitarra di Mojo Matt è sempre quella enorme fifties e lo stile del compare sempre lo stesso: con due soli pezzi della batteria ci si è costruito una carriera. Inizio dedicato ai brani dal nuovo disco come la splendida title track, armonica a bocca a far da collante, e sembra che i ragazzi siano in forma, specie quando propongono i pezzi del vecchio disco, tutti bellissimi, sono loro infatti che mi fecero innamorare della band (‘Miss Me When I’m Gone’ o ‘You’re Not Me’). Dopo un po’ però non riesco più ad appassionarmi, nonostante il loro stile sia perfetto, suonino come dovevano suonare, nonostante ce la mettano tutto e il pubblico apprezzi. Forse diventano prevedibili, e non capisco neanche il perchè, forse erano troppo compiti? Troppe speranze mie (visto l’ineguagliabile songwriting del duo)? Forse tutte quelle pause tra un brano e l’altro? Non lo so ma per la terza volta esco da un loro concerto con l’insoddisfazione disegnata sul volto, pur essendo consapevole che i Mojomatics il loro buon concerto lo han suonato. Enigma non risolto. Quando esco dalla porta del Freakout, dove la birra costa poco e la musica è la migliore a Bologna e dintorni, trovo anche una nevicata tipo Heidi ad aspettarmi. Tantissima, a fiocchi grandi quanto il palmo della mano e che cade lentissima. Stringo forte il 7 pollici dei Snookys. Che bella la neve, la neve che ha intanto sepolto la macchina. Fanculo.

Dante Natale

7 COMMENTS

  1. Ehilà Dante! Ocio che non sono bergamaschi!
    Uno è di Montebelluna (TV) e l’altro di Mestre (VE).
    Sono miei compaesani (quasi).
    Ciao!
    Enrico

  2. A me sono piaciuti i kill spector. Mi hanno lasciato la voglia di sentirli ancora, mi sono sentito “graffiato” dal loro suono…peccato solo 25 minuti.

  3. Ciao a tutti e grazie per le belle parole, molto incoraggianti visto che siamo una nuova formazione e quello di sabato è stato il nostro primo live.
    Per ora l’unico materiale a nostra disposizione sono le poesie in dialetto foggiano recitate dal nostro bassista Toni R’N’R, nel senso che per una modica cifra viene proprio lui a casa vostra a recitarvele.
    Contiamo a breve di registrare un paio di pezzi per un 7″ di esordio.
    E grazie ancora,
    Vinz

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