The Manges + Laser Geyser + The Chicken Queens @ Covo [Bologna, 25/Aprile/2014]

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Suonare il 25 aprile a Bologna non è il massimo. Pur essendo un venerdì sera, la maggior parte della città è infatti in preda ai festeggiamenti e il Covo, alla sua penultima serata della stagione, si presenta quasi deserto. A metà concerto dei Manges conterò 40/50 presenti, band di supporto incluse. Ed è un peccato vista la caratura dei protagonisti musicali. La serata viene aperta da un giovane duo, chitarra/voce + batteria, proveniente da Modena. Dal look del cantante, giacca e cravatta, così come dalla chitarrona anni ’50 si intuisce che il genere sarà blues rock and roll. Previsioni giuste ma di certo non mi aspettavo una tale belligeranza. I Chicken Queens suonano per soli 20 minuti dove concentrano tutto il loro ardore giovanile per il garage-blues figlio dei Sonics, White Strypes e Jon Spencer. Menzione d’onore all’ultimo brano e al batterista autore di una prova dirompente. I pochi presenti si spellano le mani. Applaudo furente anch’io. Silenzioso e rapido cambio di palco ed ecco i bolognesi Leyser Geyser, look Oi marinaro, echi punk and roll. Anche i Leyser suonano in due, anche loro chitarra e batteria. Riseptto ai Chicken Queens il blues viene messo decisamente da parte in favore di un approccio più scarno, tra flashback negli anni ’60, aperture power pop e schitarrate punk. Nella loro mezz’ora si danno da fare, le chitarre e i rullanti sudano riversando sul pubblico tuta la loro genuinità e semplicità (la cosa che più ho apprezzato).

Nuovo disco per i The Manges, da La Spezia, da sempre tra le migliori punk rock band italiane. Sui palchi dagli anni ’90 il quartetto è devoto all’unico “-ismo” che vale la pena difendere e sostenere per tutta la vita, il Ramonismo. Ho apprezzato molto il precedente disco ‘Bad Juju’ ed ora si presentano con il nuovo album ‘All Is Well’, prodotto da Hervè dei Peawees che promette melodie fracassa cervello come da tradizione. Non li avevo mai visti dal vivo e devo dire che ho goduto molto, non solo per il set in sé, ma anche per il fatto che rispetto ai dischi in studio la velocità dei brani, esattamente come nei concerti dei Ramones, viene totalmente triplicata, tanto che dopo una 15ina di brani, guardo l’ora e mi accorgo che.. cazzo son passati solo 20 minuti! Pochissime pause, “1-2-3-4!!” tra un brano e l’altro, gettato a gran voce dal bassista che detiene il record di divaricatura di gambe in ambito musicale. Micidiali e punk in ogni stilla del loro sangue i Manges onorano come meglio non si potrebbe la devozione ai “newyorchesi”, anche le cover sono super accelerate (ho riconosciuto solo nel ritornello ‘Somebody Put Something In My Drink’). 45 minuti di fuoco, 45 minuti di pennellate più veloci della mia retina visiva, 45 minuti di palloni di bubblegum fatti dal batterista, di sing-a-long, di smargiassate, di cappellini da baseball, di giacche di pelle e magliette a strisce bianche e nere, di puro, onesto, perfetto old school punk rock!

Dante Natale