The Legendary Kid Combo @ Traffic [Roma, 29/Novembre/2008]

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Il magone che ti rimane intrappolato nello stomaco per tanti cavolo di motivi può andar via solo se per distrarti hai una serata come questa. Una serata al Traffic a sentire musica country. Ci sono i Legendary Kid Combo, un quintetto del nord Italia che se ne va in giro per i saloon… ehm per i locali di mezza Europa suonando unicamente per divertirsi e far divertire. Ed era l’unica cosa di cui avevo bisogno. Come di alcune chiacchiere paciose davanti ad una fredda birra con Aguirre, mai domo.

Aprono i 20 minuti delle Grrrls In The Garage, quartetto femminile romano da poco sulla scena. E si vede. Rock’n’roll un po’ scontatutccio e troppo fiacco ancora. Diamo alle ragazze tempo di forgiarsi. Rustiche.

E’ la volta quindi dei The Rockin’ Bandits, quintetto rockabilly sempre dalla capitale. Decisamente meglio rispetto al precedente gruppo con il cantante che spara cazzate dal palco facendomi ridere, ma anche qui c’è ancora da lavorare su. Il primo brano appare noiosietto poi qualcosa di buono si sente. Concediamo volentieri due attenuanti: nuovo controbassista da una settimana e giovine età.

Ci scoliamo una birra, io e Aguirre. Qualcuno, lì di sopra, alza troppo il gomito, poi tutto torna normale. Ragazzi che si divertono, è chiaro, ma se non si regge un’acquavite si sta a casa a guardare Pippo Baudo il Sabato sera. Noi scendiamo di nuovo giù e troviamo sul palco 5 mormoni dello Utah catapultati dall’800. Ah no, sono i Legendary Kid Combo agghindati però in tal maniera. Per una volta non parlo nè di influenze nè di come suonano, nè se hanno un futuro davanti, nè quanti dischi hanno fatto. Oh non me ne importa nulla. Vi racconto di un concerto in cui ho ballato tutto il tempo, ho battuto le mani a ritmo, ho riso alle loro scemenze. La loro musica è perfetta per fare un viaggio all’indietro, per farvi credere di essere in una festa di pionieri nel bel mezzo della prateria a ballare con i carri messi a cerchio. Ma non solo, i LKC sanno anche allargare i confini musicali e suonare pezzi di chiara derivazione balcanica. Il Traffic, che è pienissimo e ci rimarrà fino alle due del mattino, apprezza e ringrazia, balla e saltella. Ogni brano è una festa e l’entusiasmo del numeroso pubblico lo fa capire. Finisce in gloria con cover sbilenche dei Guns N’Roses e sberleffi vari dal palco. Una serata perfetta, di quelle che passi al Traffic il quando hai voglia di star meglio.

Dante Natale

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