The Kills @ Fabrique [Milano, 29/Ottobre/2016]

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Nella notte più lunga dell’anno, sono tornati in Italia i The Kills, ormai una delle realtà più solide del nuovo millennio sulla scena indipendente, per l’unica tappa a supporto della loro quinta fatica discografica. La gestazione di ‘Ash & Ice’ è stata piuttosto lunga: al di là degli impegni di Alison Mosshart e dell’incidente di Jamie Hince che ha messo a serio rischio la sua carriera da musicista, un’attesa così lunga probabilmente va letta anche alla luce di una proposta artistica che presenta alcune importanti novità rispetto al passato. Un migliore dosaggio delle distorsioni di chitarra ha determinato una svolta verso sonorità più scarne ma, soprattutto, fruibili per un pubblico più ampio: non è un caso, quindi, che anche al Fabrique di Milano si sia sfiorato il sold out. Fra giochi di luci intermittenti e applausi, compaiono nell’ombra i due musicisti di supporto prima di Jamie Hince e Alison Mosshart, per i quali arriva un autentico boato. Un rapido ringraziamento e poi è subito ‘Heart Of A Dog’: i volumi altissimi esaltano la potenza della chitarra di ‘Hotel’ e delle corde vocali di ‘VV’, scatenata sin dalle prime battute. La cantante si muove ossessivamente sul palco, scuote la folta e biondissima chioma, sale sulle spie di palco e gioca col microfono, mentre Hince è più statico, per poi diventare protagonista col passare dei minuti, prima con una maggiore presenza sul palco, poi aggiungendo qualcosa di personale ai pezzi in scaletta, come accade in ‘Hard Habit To Break’: il pezzo (come molti altri) viene leggermente dilatato e il live diventa sempre più intenso fino a raggiungere un picco in ‘Doing It To Death’ che travolge i presenti con i cori e un Hince sugli scudi. Accanto a lui, ‘VV’ è praticamente perfetta, non mostrando difficoltà neanche quando le parti più alte arrivano subito dopo quelle più gravi. Mentre Alison macina chilometri sul palco, nel finale Hotel impreziosisce i brani con suoni più elaborati e distorti di quelli presenti nella versione studio e la potenza dell’impianto rende la conclusione del concerto letteralmente esplosiva, con l’accoppiata ‘Pots & Pans’ e ‘Monkey 23’ preceduta dalla tensione emotiva di ‘Whirling Eye’. Dopo qualche minuto di silenzio, di buio e di urla d’incitamento, Alison torna sul palco con una sigaretta e una chitarra acustica, canta ‘That Love’ e regala uno dei momenti più belli di tutto il concerto. Nel corposo bis di oltre venti minuti, il compito di suggellare definitivamente l’esibizione spetta a ‘Love Is A Deserter’ e ai suoi violentissimi stop & go e a ‘No Wow’, un po’ una summa di tutte le forme che il duo ha assunto in questi anni. Nell’unico momento di difficoltà, dovuto a un errore dei musicisti di supporto durante ‘Tape Song’, Alison e Jamie sono stati capaci di reagire con grande personalità, cercando di non darlo troppo a vedere: è la dimostrazione della maturazione e dell’ottimo stato di salute della band. I The Kills sono una formazione tremendamente affiatata, capace di creare subito empatia col pubblico e di rendere più che mai necessaria l’esperienza live in virtù di una resa notevolissima anche dei pezzi meno convincenti.

Piergiuseppe Lippolis

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