The Kids + The Roolettes + Rock'n'Roll Class @ Traffic [Roma, 7/Maggio/2011]

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Battezzare il nuovo Traffic con un concerto punk era l’obiettivo prefissato. Un concerto punk non qualsiasi magari e allora l’occasione per l’ultima serata del Road To Ruins con i belgi The Kids sembrava proprio perfetta. Bello il locale al suo interno, semplice ma funzionale e sopratutto molto più lungo e largo della sua vecchia location. Come è ovvio non ci sono solo i The Kids ma altri tre gruppi, che poi saranno solo due. Iniziamo un po’ tardi, causa maledetta partita, e sono le 23.40 quando Pierpaolo (Rave Up, e mente del Road To Ruins) lancia un urlaccio agli ascolani Rock’n’ Roll Class che si precipitano sul palco. Non è stata male la loro esibizione, “hanno anche dato il cuore per noi”, però il palco non è la palestra delle scuole medie per cui un minimo di serietà. E la maglietta più corta anche, grazie. Però le canzoni c’erano e pure l’energia, e le cover (che non ne ho capita manco una) hanno coinvolto la selezionatissima audience convenuta. Molto molto bene.

Prendiamo una gelida aria corroborante di umidità all’aperto quando sentiamo l’inizio degli inglesi The Roolettes che hanno al loro attivo un solo disco ma che li sta portando a suonare ovunque. A noi non hanno impressionato. Botta sì, energici, veloci ma nulla che non sia stato già sentito troppe volte. Rimandati. Doveva esserci a questo punto l’esibizione degli italiani Luxfero ma uno della band si è rotto una gamba e la loro esibizione è saltata. Quando sono le 1.30 salgono gli eroi della serata. I The Kids, che tra l’altro avevano già presenziato alla prima serata della prima edizione di questo festival nel 2005. Da allora se ne sono succedute altre 12 e, se mi permettete un personale viaggio nella memoria, non potrò mai dimenticare le esibizioni di Paul Collins, Rubinoos, Highschool Lockers, Cute lepers, Wild Week-End, Bob Log,  etc etc..

Dicevamo dei The Kids. Storica band belga, autrice di 4 album fino alla prima metà degli anni ’80, poi scioltasi e ovviamente riunitasi a metà anni ’90, continua a girare l’Europa, con virulenza intatta. Assonnato sulle poltrone a cubo del Traffic ho quasi l’idea di gustarmi il concerto da seduto, idea folle perchè l’impatto della band è vero inferno. Non mi crocifiggete ma io i the Kids non li conoscevo prima di oggi, se non di nome e di storia, per cui non chiedetemi titoli perchè non saprei che dirvi. Ma vi racconterò di come cazzo suonano questi qui dopo 30 anni. E suonano quasi al livello dei The Boys (il loro concerto di due anni fa rimane per me l’highlight di sempre per il genere). Sinceri, veri, sorridenti, potenti, scaricano di continuo un brano meglio dell’altro. La competenza del pubblico è impressionante, ogni brano viene omaggiato da ovazioni e dopo due brani soolo io e qualche altro avventore non siamo coinvolti nei balli acrobatici di tutto il Traffic. Davvero impressionanti e credetemi sulla parola se vi dico che i The Kids hanno suonato come il punk va suonato. Senza dire cazzate dal palco e facendoci pensare a quanti concerti fasulli abbiamo assistito prima di questa sera.

Dante Natale

7 COMMENTS

  1. I Rock n roll class sono energia pura e genuina .tutti loro, a parte i ricordi della palestra delle scuole medie,vivono con disgusto la loro epoca a partire dai pseudo neopunkers ben ingiubbottati occhialuti e tatuati modello Villa Medici.la loro musica è Odio Spontaneo come Dio comanda!!! siamo seri!!!
    grazie!!

  2. Questi commenti invece continuano solo a peggiorare una situazione già distrutta da tempo, quella di una gran parte della Roma che suona forcaiola ed infantile. Nel momento che si decide di diventare “artista” si deve avere anche la maturità di accettare critiche.
    Da questo momento non verrà più approvato nessun commento a riguardo.

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