Editors @ Centrale del Tennis [Roma, 5/Settembre/2005]

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Doveva essere un lunedì desueto. Roma Live che organizza un quintetto di gruppi britannici tutto rigorosamente gratis. La giornata, aperta da una versione casareccia di Katrina, evolveva verso la defezione di quasi tutto il bill ad eccezione dei quattro Editors. Poco pubblico ad assorbire un’umidità pazzesca (langhe o centrale del tennis?) e gran parte formato da giovani figli di papà che sembrano usciti dal ritratto che ne fà Virzì in “Caterina Va In Città”. Corpi agitati oltre modo, urletti griffati Calvin Klein, e tante foto formato cellulare. Con queste deliziose premesse mi appresto a vedere uno dei tanti, osannati, celebrati, nuovi combi made in UK che la stampa ha già spudoratamente lanciato nel vuoto. E’ un vuoto inevitabile. Quasi cosmico. Quattro post adolescenti da Birmingham con alle spalle un fresco debutto (‘The Back Room’) che sa di stantio, riciclato e tremendamente pasticciato nelle intenzioni (e non ambizioni). Se fate una ricerca web, ogni recensione, articolo a loro dedicato tira in ballo i soliti magnifici 3: Joy Division, Cure ed Echo & The Bunnymen. La yakuza new wave dalla quale è difficile uscire anche per il più navigato ascoltatore. Le influenze, ovvio, ci sono tutte. A partire dal cantante Tom Smith (assomiglia a Chris Martin) che però va oltre. A tratti scimmiotta Morrissey altri Curtis, altri ancora sembra il marito della Paltrow immerso nello spartito mediocre degli Athlete che giocano ad essere gli Interpol. Capirete dentro quale confusione musicale si dimenino i ragazzi, che in uno slancio sembrano anche bussare a casa Andrew Eldritch. Che il tutto fosse ordito a tavolino lo si era capito fin dalla copertina dell’album, chiaro ed esplicito riferimento ad ‘Unknown Pleasure’. Il solito drumming da versetto satanico strokesiano, un bassista bolso che non muove un passo (e forse neanche un dito), un chitarrista attento solo al ciuffo appiccicoso ed un cantante figlio di quella puttana di madre wave che almeno ringrazia i convenuti ogni qual volta non ha la chitarra davanti alla bocca. Se questo è il futuro del pop britannico io pretendo che si torni a masturbarsi davanti alle foto di Richard Ashcroft.

Emanuele Tamagnini

2 COMMENTS

  1. Cercavo info su anna calvi, e so’ finito qui…. Giuro, avrei pagato qualunque somma per vedere la tua faccia disgustata…ahh ahh ahh… grande!!!

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