The Dwarves + Nick Oliveri + Svetlanas @ Evol Club [Roma, 19/Febbraio/2018]

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Sono passate dodici ore e un fischio incessante mi trafigge il cervello da parte a parte, eppure in quarant’anni di militanza live di urla ne avevo sentite a vagonate, ma il grido disperato che Nick Oliveri scarica nel microfono sfruttando ogni risorsa polmonare disponibile è così violento e penetrante da invalidarmi per l’intera giornata. La serata era cominciata alle 22 in punto con una massiccia dose di decibel sparati in faccia senza indugi dagli Svetlanas. Un punk/hardcore diretto e senza tregua, degno della miglior tradizione californiana, impreziosito dalla performance di una tarantolata Olga, che con una mimica facciale in classico stile punk e un atteggiamento provocatorio, tiene viva la tensione di un fiacco lunedì sera romano. La band, che promuove l’ultima fatica discografica, ‘This is Moscow not LA’, pesta selvaggiamente senza mai rallentare un secondo, una performance con l’acceleratore a tavoletta che alla lunga non esalta a pieno l’aggressività espressa. Raggiunta sul finire di set da Oliveri, (Nick ha partecipato anche alle registrazioni del disco di cui sopra) per un veloce duetto, la band milanese si dimostra solida e competitiva.

I Dwarves dall’alto di un’esperienza ultratrentennale la lezione l’hanno studiata bene, e a differenza degli Svetlanas rallentano spesso per poi ripartire a mille, un’alternanza di suoni che evidenzia i momenti in cui si fa veramente sul serio. Il frontman Blag Dahlia è un omone dalle movenze felpate, un’interprete navigato ed irriverente che con mimica teatrale e sguardi allucinati detta con chirurgica precisione i tempi di esecuzione. Rex Everything macina sul basso note precise e perforanti e quando gli viene concesso di cantare tira fuori tutto quello che ha. Una dopo l’altra partono schegge di storia del punk americano mentre in sala i pochi intervenuti cercano di movimentare una serata comunque piacevole. Il tutto dura un lampo, quaranta minuti compressi pieni di accelerazioni e ripartenze, urla, brani storici e estratti dal nuovissimo ‘Take Back the Night’, finchè dopo aver consegnato il microfono ad uno dei più esagitati supporter si congedano scendendo tra la gente per poi sparire in strada. The Dwarves Are Still The Best Band Ever! A dividere queste esibizioni la breve performance di Nick Oliveri e la Death Electric Band, che poi non sarebbero altro che batteria e chitarra dei Dwarves. È la tiratissima ‘Another Tension Head’ ad aprire un set durante il quale prendono vita senza convincere a pieno una manciata di classici pescati dalla vastissima produzione del musicista californiano. In chiusura i classiconi ‘Green Machine’ e la fantastica ‘Tension Head’, ma l’enigmatico chitarrista He Who Cannot Be Named non è Josh Homme, purtroppo.

Alessandro Bonini

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