The Diodes + Dave Rave + The Dissuaders + Speedy Peones @ Init [Roma, 22/Maggio/2010]

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La location questa sera è l’Init di Via della Stazione Tuscolana e l’evento in questione è il Road To Ruins Festival, giunto alla decima edizione. Si tratta di un appuntamento dedicato a tutti gli amanti e conoscitori del punk come espressione musicale e culturale. Quest’anno infatti gli artisti che verranno presentati sono tra i migliori punti di riferimento nazionali e internazionali da anni sulle scene: Neon, The Slits, The Diodes, Teenage Head, Dave Rave e tanti altri. Quella di cui mi appresto a parlare è la seconda delle tre giornate previste dal festival all’Init, serata nella quale si esibiranno Speedy Peones, The Dissuaders, Dave Rave (chitarrista dei leggendari Teenage Head) e i mitici The Diodes.

Il locale al mio arrivo è semivuoto, come mi aspettavo, e sul palco si stanno già preparando gli Speedy Peones. Noto subito il banchetto, con vinili rari e fanzine, libri, magliette e dietro al banco un uomo con berretto e capelli grigi lunghi: è Ralph Alfonso descritto come giornalista e agitatore culturale. Mi ricordo in quell’istante infatti che sulla locandina questa sera era segnata un’altra band: i Ralph. Credo abbia già fatto quello che doveva fare, e credo di essermelo perso. Secondo quanto leggo nel web, avrebbe dovuto introdurre la proiezione del documentario ‘Dada Boys’, dedicato alla prima ondata punk nella Toronto del 1977. Ad ogni modo lui è li che mi spiega, forse deridendomi anche un po’, chi sono le band che suoneranno (c’è un vinile dei Diodes in bella vista) e che i libri esposti sono tutti suoi: un bel personaggio, collaboratore per varie testate (NY Rocker e Bomp Magazine) e proprietario della Bongo Beat Records.

Nel frattempo i padovani Speedy Peones stanno scaldando il palco. L’obiettivo penso sia più o meno quello di riempire la sala deserta che si trovano davanti. E infatti così accade. Un sound potente, garage, rock’n’roll, punk, il tutto condito con l’uso di tastiere. Un frontman eccezionale, che salta, scalpita, sputa, cade, si rialza. Canzoni tiratissime una dietro l’altra, poche pause. Si presentano “in divisa”, cioè sono di quei gruppi con i componenti vestiti uguali (Ramones docet) cioè interamente di bianco con cravattine rosse molto punk, o meglio, glam punk anche a giudicare dalla chitarra elettrica (rossa) stile Kiss (a V per capirci). Mi piacciono, suonano circa mezz’ora e nell’ultima parte della canzone il folle cantante salta giù e si mette a cantare in mezzo alla sala davanti ai vari curiosi, che si sono tenuti a distanza di sicurezza dal pazzo.

Poi è la volta dei Dissuaders, band formata da Alex Dissuader, più conosciuto come Alex Vargiu bassista dei leggendari Bloody Riot, che comprende altre figure importanti della scena punk capitolina come il cantante chitarrista dei Real Swinger, Marco Cicchella, il leader dei Killtime, Stevo, al basso e alla batteria altra vecchia conoscenza, Daniele Little G, con gli Ufo Dictators nei primi anni ’90. Un sound classico, molto ’77, con voce acidula e velenosa di Alex, e un tappeto punk’n’roll tranquillo tranquillo. Schema dei brani classico (strofa – ritornello – strofa – assolo –ritornello), il che vuol dire: niente di brutto, ma dopo 15 minuti ci si annoia. Tanto che i brani risultano essere troppo lunghi e non seguire una delle regole fondamentali del punk: quello di essere brevi e concisi, ma punk in fondo vuol dire andare contro le regole stesse del punk e qui entriamo in un campo molto complesso e contraddittorio.

Gruppo migliore della serata, a mio parere, è quello di Dave Rave, ex chitarrista dei Teenage Head che si mise a cantare nella band dopo la fuoriuscita del leader Frankie Venom (scomparso da un paio d’anni). Sul palco è un mattatore: ripropone assieme alla sua formazione i brani più famosi dei Teenage Head e alcune sue nuove creazioni. Power pop e punk, in poche parole divertimento, adrenalina. Lui che ha un passato di chitarrista glam punk, ora fa notare tutta la sua “stranezza”: si è visto fin dall’inizio della serata particolarmente su di giri, ad offrire drink ad alcune ragazze, a presentare il chitarrista con gli occhiali scuri sempre sugli occhi e a camminare qua e la senza stare fermo un secondo. Beh tutto questo sul palco devo dire che rende benissimo e in poco tempo mi ritrovo a muovermi trasportato dalla sua adrenalina. Poi sulle cover riproposte di classici rock’n’roll tutta la band si esprime benissimo. ‘Brand New Cadillac’ è potentissima mentre spettacolare è il finale cantato con Ralph Alfonso e con Dave sceso tra il pubblico: suonano ‘Everybody Needs Somebody To Love’ dei Blues Brothers. Danno il meglio e si divertono.

Arriva quindi il gran finale con gli storici The Diodes, canadesi, tra le band più importanti degli anni ’70/’80. Si nota l’importanza della band dall’affluenza del pubblico e dal suono compatto, l’atmosfera seria, i toni quasi dark, tipici di quelle band che hanno avuto il “picco” nella metà degli anni ’80 e non prima. Penso ai Damned non tanto per questo discorso, ma come sound, come look. I Diodes hanno qualcosa di nero come la gotica band londinese. Un muro di suono potente dal sapore aggressivo e ironico. Mi piacciono anche se mi ritrovo a preferire la follia di Dave Rave. Li seguo con distacco, incuriosito dai vinili e con la voglia di comprarne qualcuno. La serata quindi si conclude così. Domani invece ci sarà un’altra bella dose di punk sempre qui all’Init con The Slits, una leggenda al femminile, e altri artisti che meritano come i Pamela Tiffins. Devo prepararmi spiritualmente!

Marco Casciani

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