The Cinematics @ Circolo degli Artisti [Roma, 30/Settembre/2009]

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Qualche anno fa Ciro Del**ni rimase negli annali dell’università per aver messo in prima linea, tra i credits della propria tesi di laurea, la frase “ringrazio la funzione copia e quella incolla”. Una dichiarazione sfrontata – e per questo incredibilmente apprezzata e tramandata – di citazionismo, tanto per usare un eufemismo. I Cinematics sembrano una traslazione musicale di questo citazionismo, senza avere né l’accortezza di dissimularlo né, c’è da dirlo, la pretesa d’originalità. Risultano, in fin dei conti, simpatici. Simpatici perché ce la mettono tutta a scaldare il pubblico dell’ultimo mercoledì di questo settembre romano, nonostante l’audience, all’inizio pochina, entri poi a riempire i vuoti alla spicciolata. Simpatici perché alla fine sono degli orfanelli che stanno provando a rimboccarsi le maniche: lasciati per strada dalla TVT Records, si sono messi giù di buona lena ad autoprodursi il secondo album ‘Love & Terror’, uscito proprio un paio di giorni prima di questo passaggio romano. E ovviamente proprio a presentare la nuova fatica di studio, il quartetto capitanato da Scott Rinning dedica gran parte del concerto.

A sentirli dal vivo, i pezzi di questo secondo LP paiono nei suoni molto simili a quelli del precedente – e fortunato – ‘Strange Education’: ritmiche tirate e serrate a tratti, basso pulsante, chitarre oblique e un po’ noir, voce tra lo sturm und drang, il vocalizzo e l’esaltazione post punk. Non è un caso infatti che Scott appaia da lontano molto simile nei tratti e in alcune spigolosità ad un troppo in salute Ian Curtis de noanrtri che, spesso però, cede piuttosto a una seduzione estetica vaccara a-là Brandon Flowers. Pezzi, anche molto passati negli ultimi due anni dalle radio più rock, come ‘Maybe someday’ o ‘Break’ o, ancora, la title-track ‘Strange Education’ vengono osannati, cantati e a tratti seguiti con passi di danza da quasi tutta l’audience. I nuovi, di pezzi, non emergono molto dallo sfondo piuttosto viscoso in cui i 4 scozzesi sembrano essersi impelagati: a parte la canzone che da il titolo al nuovo disco, ‘Love & Terror’, per l’appunto, il risultato è quello di un “i primi Editors che incontrano gli Echo & The Bunnymen che si danno una lustrata di glamour ammiccando agli Interpol nei passaggi più dark”. Per carità, i ragazzi su quel palco non si risparmiano, ringraziano spesso la folla per il solo fatto d’essere lì, tornano per un bis più lungo – e più apprezzato – di quanto si possa pensare. Qualcuno, nella pausa sigaretta prima di lasciare il Circolo, ci tiene a precisare che “in giro, di gruppetti pseudo-famosi, ce ne sono di molto peggio e che i Cinematics non sono niente male”. Per quanto ci riguarda, non possiamo negare a questi ragazzi l’energia, la generosità e la voglia di farcela tutta costruita su quei 2-3 pezzi davvero radiofonici che hanno a disposizione. Da un più critico punto di vista, però, lasciamo il Circolo con l’interrogativo se solo un paio di pezzi radiofonici possano bastare a gruppi così prima di scomparire dalla scena musicale.

Chiara Fracassi