The Chemical Brothers @ Rock In Roma [Roma, 2/Luglio/2015]

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Non ce ne vogliano i “giovani” rampanti dell’elettronica applicata alla techno/EDM/tante altre cose, ma i Chemical Brothers (seppur orfani “live” di Ed Simons) continuano dispoticamente ad essere assoluti padroni. Impossibile scrivere un report classico. In vacanza premio nella città che mi ha visto nascere, crescere e fuggire, ho la fortuna di cadere dentro il catino polveroso del Rock In Roma nella sua serata più interessante dell’intera programmazione 2015. Adam Smith al fianco di Tom Rowlands. Il maestro dei visual accanto al genio classe di ferro ’71. Non me ne voglia il “piccolo” australiano Harley Streten/Flume, talento cristallino che anticipa sul palco (troppo grande per lui) l’arrivo del fuoco sacro, ma l’attenzione fisica e mentale (dunque anche psicologica) è stata totalmente destinata alla visione di un film straordinario. Perchè di lungometraggio dobbiamo parlare se vogliamo brevemente inquadrare l’esperienza Chemical Brothers. Bombardamento laser, fasci di luce monocromatica, psichedelia indotta, robot, gollum, storie d’amore e di tecnologia, architetture a colori, che prendono per mano ogni singolo brano (sicuramente più di 20 alla fine, con due o tre concessioni all’imminente ‘Born In The Echoes’) a riprodurre un miracoloso “tutto il meglio di” scandito dai boati del pubblico impazzito. “C’è stata tanta richiesta” ci avevano fatto sapere… posso confermare con ancora i lividi sulle gambe depilate di fresco a cui non avevo però concesso il sollievo di una gonna ma piuttosto l’ermetica chiusura con un jeans da battaglia. Aliti alticci e sudore sulle spalle, giovani spensierati e brizzolati, canottiere alla viva il parroco e scarpe di gomma bollente, culturisti e comitive, ‘Hey Boy Hey Girl’ saltata sulla schiena di chissà chi, ‘I’ll See You There’ magari anche domani, tutto rigorosamente e realisticamente ripreso con gli apparecchi di ultima generazione (che poi era meglio quella prima, vi assicuro). Mentre in strada la città è ormai sveglia e sto per aprire la posta elettronica per il solerte invio redazionale, faccio il conto e mando in archivio la quinta avventura “chimica”, sodalizio artista-appassionata (orgoglio al femminile) che dura ormai da circa quindici anni. Mai un tradimento-mai un cedimento. Guardo fuori dalla finestra e mi accorgo di aver bisogno di una protezione per gli occhi. Il fuoco non si è ancora spento. E io ho ancora due giorni liberi.

Silvia Testa

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