The Bradipos IV @ Traffic [Roma, 27/Gennaio/2007]

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Mi riapproprio del fido scudiero Aguirre. Dopo averlo parcheggiato a lungo per una inevitabile revisione. C’è un appuntamento surf garage che aspetta solo la nostra (immancabile) presenza. Per l’occasione ci prepariamo a cavalcare l’onda dei casertani The Bradipos IV facendo le prove generali sulla nerd mobile. Sgommate, svisate, accelerate, scatti, mal di mare autentico! Siamo rodati a dovere. La serata è pungente. Il Traffic pian piano si popola di estimatori della surf band campana ormai vera istituzione del genere e non nuova ad esibizioni capitoline. Oltre un decennio di attività, un recente ritorno discografico (“Surf Session”) e tante partecipazioni a compilation e tributi celebri (senza dimenticare il cameo nel film di Matteo Garrone “L’imbalsamatore”). A scaldare i presenti (tra cui spiccano le solite facce: il cuffia, woody, scucchia, nasca…) sono chiamati i romani Viv Prince Experience (nati un paio d’anni fa raccogliendo membri da Turturros, The Applicants, Dead Cigarettes e Les Photonics) che nel look e nel sound cercano di convogliare gli amori verso i Seeds e i principali alfieri della British Invasion della prima ora. Non male nella prima parte del set (più fascinoso e coinvolgente) meno nella seconda quando affiorano alcuni limiti di tenuta mal supportati da un front man troppo preoccupato nel voler “apparire” a tutti i costi immerso completamente nell’atmosfera old fashioned ricreata dalla band. Quando salgono i bradipi la sala è quasi gremita. C’è voglia di ballare. C’è voglia di saltellare. C’è voglia di surf. C’è un gruppo di simpatici scalmanati che sembrano usciti dalla festa della prima media. Ma soprattutto c’è la musica strumentale di un quartetto che tira dritto come un treno. Questa è una grande band. Che riesce a prenderti per mano per un viaggio attraverso un tempo che non c’è più. Un America che non c’è più. Tra immaginari cinematografici, lunghe scorribande in auto, sole, tavole d’asfalto e ganghe di periferia. E se i Satan’s Pilgrims di Portland amano eseguire il tema del “Padrino” (imperdibile!) i nostri tributano invece la tradizione partenopea con uno standard “melodico” (altrettanto imperdibile!). Mentre tutt’intorno è ormai una bolgia danzante i Bradipos IV continuano l’opera di stordimento fino a quando quello strano spicchio di luna non ci avverte che la notte sta diventando fredda. Freddissima. Torniamo in sella alla nostra tavola. La strada per il ritorno non è poi così breve.

Emanuele Tamagnini

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