The Bone Machine @ Init [Roma, 29/Gennaio/2009]

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Il selvaggio rock’n’roll invade l’Init e la serata si trasforma in puro delirio. Un venerdì piovoso trascorso per circa 7 ore nel traffico di Roma richiedeva una conclusione in allegria con amici e buona musica. Considerando che si trattava del concerto dei Bone Machine, ossia quei tre mattacchioni provenienti dalla “palude” (Aprilia) che rispondono ai nomi di Jack Cortese, Black Macigno e Big Daddy Rott, il divertimento era assicurato. Ad aprire poi c’erano i Kill’n’Grill e i Rockin’ Bandits capeggiati da quell’altra canaglia di Iavan. Quando arrivo i Kill’n’Grill hanno già cominciato e riesco a seguire solo pochi brani, ma non mi fanno una cattiva impressione: un rockabilly spinto, ai limiti dello psycho, gradevole per cominciare in bellezza.

Fuori intanto si aggira una figura losca, uno sciamano voodoo con tanto di scettro con teschio, come vuole l’immaginario che si è creato attrorno al genere. Sul palco si preparano gli strumenti e in breve tempo i Rockin’ Bandits sono pronti a cazzeggiare e a far scatenare il pubblico che ora ha invaso la sala. I romani hanno sempre offerto uno spettacolo che punta molto sull’intrattenimento cabarettistico. Ma questa volta ho percepito qualcosa di diverso: è vero, Iavan “lo sciamano” ha sempre fatto vedere il culo, ha bestemmiato, ha imitato Jim Morrison, ha divertito come al solito, ma soprattutto è riuscito a coinvolgere. Gli altri quattro invece hanno svolto il loro lavoro meglio di quanto non avessi già sentito: c’era il ritmo folle di una sezione ritmica impeccabile, c’erano le solite chitarre indiavolate e c’era un piano (suonato rigorosamente “alla Jerry Lee Lewis”) che, purtroppo, non si sentiva! Durante il concerto nasce un piccolo tafferuglio per chissà quale motivo nella sala bar, per un minuto circa volano botte, cascano le tende del guardaroba, volano sedie, e per la prima volta vedo all’opera l’immenso buttafuori che ristabilisce l’ordine. Riconosco uno dei due coinvolti nella rissa ma sembra non essersi fatto troppo male. E così si continua: i “banditi” propongono tutto il loro repertorio per giungere al loro pezzo più famoso, ‘Jack & Cola’, chiudendo in bellezza.

A questo punto mancano solo i tre di Aprilia. Fuori piove e l’Init ora è gonfio di gente. Quando da quello splendido microfono vintage esce la voce arrugginita di Cortese che presenta la band con il titolo di uno dei loro pezzi comincia il vero delirio: ‘Siamo La Banda Che Suona Le Tue Ossa!’ è il primo di una lunga serie di brani che in molti conoscono a memoria. I Bone Machine infatti esistono dal 1999 e si può dire che la scaletta di ogni loro concerto è, brano più o brano meno, identica ogni volta. Quindi, come dicevo all’inizio, con loro si va sul sicuro: poche sorprese e la stessa anima infuocata di sempre. Stavolta hanno fatto due nuovi pezzi comunque e più o meno tra ‘Io Sono Il Diavolo’ ed uno di questi inediti una ragazzina identica a Nancy Spungen si sente malissimo e butta fuori tutto l’alcol che aveva ingurgitato fino a quel momento per la “gioia” di molti presenti e di qualcuno che già poco prima si era trovato in mezzo ad una rissa ed ora rischiava di ritrovarsi in mezzo al vomito. Ma questo è rock’n’roll! Tutti ballano e pogano e anche a concerto concluso in molti rimangono per il dj set. Quando esco per tornarmene a casa c’è il ragazzo di “Nancy”, guarda caso identico a Sid Vicious che si lamenta del fatto che lei gli aveva sporcato tutte le scarpe e gli aveva fatto perdere la pallina del piercing e lo aveva fatto litigare con il buttafuori, che invece era appoggiato al muro e rideva pacioso godendosi la scena.

Marco Casciani