Black Lips @ Circolo degli Artisti [Roma, 24/Maggio/2012]

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Giovedì, dopo qualche giorno di piogge torrenziali, Roma ha deciso finalmente (?) che era ora di farci abituare alla sua classica afa estiva. Al Circolo degli Artisti sono di scena i Black Lips, uno dei pochissimi gruppi che si può dire degnissimo erede del garage di scuola ’60. Sei album ottimi in meno di un decennio di carriera ufficiale e live show irriverenti e brutali, fanno della giovane band di Atlanta una  delle realtà migliori del panorama musicale mondiale. Arrivo al Circolo degli Artisti puntualmente in ritardo, quanto basta per vedermi l’ultimo pezzo dei Wildmen, duo garage-punk italiano, che attira così tanto la mia attenzione che dal mio ritorno a casa a tutt’oggi ascolto avidamente i loro brani in streaming. Da quel momento in poi la mia mente inizia a ragionare su quanto abbiano rotto le palle tutti i gruppi pseudo-indie di bravi ragazzi ben educati, con l’aria timida e dimessa. Sul palco voglio il panico, sul palco voglio il casino. Neanche il tempo di formulare questo pensiero che ci pensano i Gringo Star, conterranei dei Black Lips, a farmi maledire questa mia nuovissima scelta di campo. Loro sono esattamente quello che non vorrei sentire e vedere in questo momento. Per carità, buona band, pezzi discreti, ma il loro atteggiamento on-stage, accostato alla loro musica non particolarmente originale, che si muove fra indie pop e dichiarate influenze sixties, mi rende particolarmente insofferente allo show. Applaudo senza entusiasmo fra un pezzo all’altro, sussulto nei momenti più interessanti nella speranza di essermi sbagliato ma purtroppo non riesco a farmi coinvolgere dalla giovane band di Atlanta. L’unica nota positiva è Cole Alexander (chitarra e voce dei Black Lips) sotto al palco ad ascoltare il concerto, gesto semplice e banale ma che raramente ho riscontrato in altre band (anche fra quelle di livello infimo).

Il tempo di prendere un po’ d’aria e rientro immediatamente per vedere i Black Lips in posizione ravvicinata. Sin dalla mostruosa doppietta d’apertura ‘Sea of Blasphemy’-‘Family Tree”’capisco quale sarà l’andazzo del concerto. I Black Lips hanno energia da vendere. Cole Alexander si sputa in bocca e lecca la sua chitarra, Jared Swilley stilla nel microfono e saltella nervosamente sulle sue gambe, Ian Saint Pé Brown suona con la sua aria da cazzone-guascone che si manifesta in pieno quando tocca a lui parlare nel microfono fra un pezzo e l’altro. Joe Bradley picchia come un ossesso il suo kit minimale (cassa-rullante-timpano-hi-hat-crash/ride), e quando viene chiamato alla voce è grintoso e convincente quanto, e a volte più, dei suoi compagni di band. Sotto il palco sin dal primo istante è il delirio più totale, il pogo accompagna ogni pezzo in scaletta, la sala già calda si fa rovente e ogni liquido (di qualsiasi natura) che mi arriva addosso è una manna per la sopravvivenza all’interno della fornace che si è venuta a creare a ridosso del palco. Dietro la band campeggia un telone bianco con scritto Black Lips a mano, abbellito solo da qualche fiorellino stilizzato. Quando Cole urla “magic time” dentro il suo microfono parte un rudimentale effetto scenico che giustappone al telone bianco una sorta di diapositiva su cui sono proiettate macchie rosse simil-sangue. La scaletta, che non vede neanche mezzo momento di stanca, alterna ai pezzi dell’acclamatissimo ‘Arab Mountain’ moltissimi brani dei vecchi lavori fra cui spiccano, oltre alle obbligatorie ‘Katrina’ e ‘Bad Kids’,  che esaltano l’audience, ‘Not a Problem’ e ‘Dirty Hands’ dallo sporchissimo, eccellente ‘Let it Bloom’. Nonostante un live grintoso e senza un attimo di riposo, i Black Lips sono costretti al bis – non previsto a quanto si leggeva dalla scaletta- da un pubblico distrutto ma non ancora sazio. Il saluto del pubblico alla band è la fotografia di un trionfo. Io sto già in crisi d’astinenza.

Luigi Costanzo

2 COMMENTS

  1. Un po’ “spenti” rispetto agli eccessi di anni fa ma l’ultimo disco è uno dei migliori che abbiano buttato fuori, senza dubbio!!! Sempre lode a gruppi del genere che tengono alta la bandiera del rock n roll!!

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